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Eroica Fenice

La Tag: Bao Publishing contiene 9 articoli

Libri

Quantum Age: centoventicinque anni dopo Black Hammer

Il 18 luglio la Bao Publishing ha pubblicato Quantum Age, miniserie ambientata nell’universo di Black Hammer, oltre un secolo dopo le vicende della serie principale. Questa volta a Jeff Lemire, Dean Ormston e Dave Stewart si aggiunge come ulteriore disegnatore Wilfredo Torres, che ha lavorato già su The Shadow: Year One, Batman ’66, Legion e Jupiter’s Circle. La serie è stata pubblicata in sei albi separati dalla Dark Horse, raccolti in un unico volume per l’Italia dalla Bao Publishing. È il secondo spin-off autoconclusivo della serie (l’altro è Sherlock Frankenstein e la Legione del male) e si colloca dopo Black Hammer – Volume 3. La storia inizia cento anni dopo la scomparsa dei supereroi visti in Black Hammer: Abraham Slam, Barbalien, Black Hammer, Colonnello Weird (con Talkie-Walkie), Golden Gail e Madame Butterfly. Il mondo è cambiato, tra progresso tecnologico ed interazione con altri pianeti, ma per certi aspetti non è cambiato molto. I supercattivi sono sempre all’opera per minacciare l’universo ed un gruppo di supereroi si allea per proteggere l’universo. Fondano la Quantum League, ispirata ai supereroi del passato scomparsi nel nulla: li vediamo lottare per l’universo e rimanere segnati profondamente dalla battaglia. Si passa poi a venticinque anni dopo, quando l’universo è nuovamente in pericolo a causa dello spietato dittatore della Terra: nel tentativo di sconfiggerlo alcuni supereroi si troveranno a confrontarsi con gli accadimenti di centoventicinque anni prima, tuttora non chiariti e narrati nei tre volumi di Black Hammer. Quantum Age: spin-off di Black Hammer   Un’anteprima di Quantum Age a cura della Bao Publishing In contrasto con i volumi di Black Hammer in cui buona parte dell’azione è legata alla prigione in cui sono rinchiusi gli eroi e l’atmosfera è quella dei giorni nostri all’incirca, in Quantum Age l’ambientazione è l’intero universo e le atmosfere sono futuristiche, data l’ambientazione. Vediamo quindi gli eroi della Quantum League confrontarsi con altri pianeti e razze, anche se le problematiche in fondo sono le stesse di un secolo, tra supercattivi e nemici venuti dallo spazio. L’azione si svolge su due piani temporali diversi (oltre ad alcuni “salti temporali”), cento e centoventicinque anni dopo la scomparsa dei supereroi di Black Hammer. La loro alternanza dà un ritmo rapido alla narrazione e permette continui colpi di scena, legati anche alle scoperte sugli eroi del passato, il cui destino è rimasto ancora un mistero all’epoca della Quantum League. Per questi motivi la trama di Quantum Age è avvincente, ma pur essendo uno spin-off è molto legato ai volumi principali, per riuscire a seguirla appieno è quindi consigliabile averli letti. Francesco Di Nucci Fonte immagine: Ufficio Stampa Bao Publishing

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Libri

Silvia Vanni esordisce con il romanzo grafico Ramo

Silvia Vanni esordisce con il romanzo grafico Ramo | Recensione La BAO Publishing continua a lanciare sul mercato nuovi talenti italiani, cercando sempre di concentrare la sua attenzione sul futuro e su chi rappresenterà il domani del mondo fumettistico italiano. In questo caso, parliamo dell’opera di esordio come autrice completa di Silvia Vanni, che con Ramo offre l’occasione ai suoi lettori di porre il focus sulla questione delle relazioni e degli amori perduti. Ramo di Silvia Vanni, un percorso inevitabile Il lutto ha cinque fasi: negazione, patteggiamento, rabbia, depressione, accettazione. Questa suddivisione dei momenti che seguono la perdita di una persona amata c’è stata descritta in questo modo dalla psichiatra svizzera Ross, che ha saputo esprimere in maniera semplice e perfettamente aderente al vissuto di tanti il modo in cui si finisce con l’imparare a vivere con questo vuoto che si forma in seguito ad una morte. Silvia Vanni, in Ramo, ci mostra un sesto stadio generato da una presenza incorporea, un fantasma, il quale aleggia attorno a chi le cinque fasi le sta vivendo e le sta gestendo nel migliore dei modi possibili e che cerca a sua volta di comprendere qual è ora la sua strada, visto che si trova a dover a sua volta accettare un lutto che riguarda se stesso in prima persona. Non sanno bene i nostri protagonisti Omar e Altea dove li condurrà tutto ciò, ma sanno per certo che l’unica cosa che possono fare è continuare a muoversi. «Mi chiamo Omar e, come avrete capito, sono morto. Adesso però questo nome non mi appartiene più veramente. Sono solo il riflesso di Omar. Per cui, potete chiamarmi Ramo». Silvia Vanni sceglie la via della delicatezza, non negando a se stessa e ai lettori la presenza di lati bui in questa storia, evitando di far sembrare la vita tutta “rosa e fiori” e l’amore perduto come qualcosa di irreparabile e perfetto dal primo istante. Mostra il lato umano, quello vero, degli uomini e delle donne, con le loro mancanze, le loro debolezze e i loro inevitabili errori. Tutto questo, una volta sommato, crea l’esito finale che abbiamo modo di vedere con i nostri occhi. Non c’è una vera e propria morale in Ramo, non c’è un finale che raccoglie i pezzi sparsi qua e là durante il tragitto e li racchiude in una nuova forma perfetta, è soltanto un percorso che si fa assieme, esattamente come quello che si è costretti a fare una volta perduto qualcuno. Non troveremo una soluzione al suo termine, una risposta risolutiva a tutti i problemi, né ciò che abbiamo perduto durante ci sarà infine ricompensato o ridato nella sua totalità. Quel che troveremo è una possibilità, uno scorcio su una determinata vita e l’occasione di rivederci con i nostri occhi negli occhi di altri. Fonte immagine: Ufficio Stampa BAO Publishing

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Continua il viaggio nell’orrore con Gideon Falls – vol. 2 (Recensione)

Continua l’avventura di Norton Sinclair e Padre Fred, i protagonisti di Gideon Falls, piccolo gioiello prodotto dalla casa fumettistica americana “Image Comics” e qui in Italia pubblicato e presentato al pubblico dalla BAO Publishing. L’opera giunge al suo secondo volume (qui la nostra recensione del primo), anticipando già col finale l’imminente arrivo di un terzo capitolo, e ricomincia lì da dove la mente di Jeff Lemire e la matita di Andrea Sorrentino ci avevano lasciato. Gideon Falls – volume 2, un viaggio nell’orrore Se da noi parliamo di “provincia meccanica”, di cui termine è stato anche tratto un film del 2005 con Stefano Accorsi, si può pur stare certi che la situazione delle province americane non si allontana poi così tanto dalla nostra consuetudine. Piccoli borghi, dove tutti si conoscono, dove le forze dell’ordine e del disordine sono cresciute assieme e hanno condiviso la stessa scuola, gli stessi ritrovi e gli stessi intrattenimenti per anni. In un mondo enorme ridotto in scala, ogni piccola alterazione del quotidiano può sembrare un peso ingombrante, un qualcosa da tenere a freno e ignorare fin dove è possibile. Su questo sfondo, di negazione e rifiuto, si muovono i nostri protagonisti, gli unici, a quanto pare, a voler creare ad una realtà diversa, dove l’incontro con l’ignoto non solo è possibile, ma è assolutamente imminente e in parte già avvenuto e ciò che li aspetta, se non saranno pronti e decisi nel contrastarlo, è l’annichilimento totale. Bisogna fare i complimenti a Lemire che, nonostante il mondo dei fumetti ne sia saturo, riesce a imbastire un racconto “orroreggiante” senza mai perdersi, non tenta l’aggancio psicologico con la vita dei suoi lettori, ma resta ben ancorato ai limiti che la storia gli propone e gli impone, lasciando a chi osserva la possibilità di approfondire la struttura della personalità e della psiche dei suoi personaggi, senza mai uscire fuori dal seminato. A dar vita alle forme di questo delirio a occhi aperti, con colpi a volte decisi e a volte incerti come l’anima dei protagonisti in alcuni stati, ci pensa una mano nostrana, uno di quei valori che esportiamo per il mondo: Andrea Sorrentino. Con uno stile tratteggiante, confuso, Sorrentino rende perfettamente onore ai caratteri di Gideon Falls – volume 2, anche questa volta; una città che non c’è, con degli abitanti che vivono ma potrebbero benissimo essere morti, in un mondo che si tiene su perché nessuno si interessa a provare a buttarlo definitivamente giù, ma che non ha il suo interno profonde ragioni di essere. Fonte immagine: Ufficio Stampa BAO Publishing

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Ti chiamo domani: prima graphic novel di Rita Petruccioli

“Ti chiamo domani” di Rita Petruccioli  | Recensione Edita da Bao Publishing, “Ti chiamo domani” è la prima graphic novel scritta e disegnata da Rita Petruccioli. Classe 1982, Rita Petruccioli, dopo aver lavorato per anni come illustratrice e fumettista e aver contribuito a Storie della buona notte per bambine ribelli (Mondadori) e lavorato con Giovanni Masi a Frantumi (Bao Publishing), si presenta ai lettori con la sua prima opera da autrice unica. “Ti chiamo domani” è una graphic novel in cui i colori, in particolare le diverse tonalità di blu e di giallo, assumono notevole importanza e permettono all’autrice di distinguere con chiarezza luoghi, momenti ed emozioni. Chiara ha occhi marroni, capelli bruni ed un carattere espansivo e solare. È un’universitaria e aspirante artista che durante l’Erasmus a Tolosa ha conosciuto un gruppo di amici, che ha voluto rincontrare dopo il ritorno a casa. È per questo che è tornata a Tolosa ed è qui che la incontriamo per la prima volta quando, nel pieno della notte, dopo aver acceso la luce per leggere qualche pagina de Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, chiama il padre per tornare a casa. Il modo per farlo, grazie alle amicizie del padre, è viaggiare con Daniele, un camionista con qualche anno in più che sta tornando in Italia dopo aver effettuato delle consegne. I due si incontrano e fin dai primi istanti Daniele sembra un po’ scostante, protetto dalle lenti nere degli occhiali e con poca voglia di parlare. Ma nonostante sembri inizialmente restio al confronto, col passare delle ore si lascerà andare sempre di più e renderà possibile un confronto intimo, alimentato dalla curiosità e utile ad entrambi. “Ti chiamo domani” è quindi il racconto di un viaggio in camion di due giorni da Tolosa a Sabina. Protagonisti della storia due sconosciuti, Chiara e Daniele, le loro parole e i loro silenzi. Silenzi che grazie alla bravura di Rita Petruccioli diranno comunque tanto al lettore.  La loro conoscenza sarà scandita dai ritmi di un viaggio in cui la conversazione è il miglior modo per ingannare il tempo. Data la differenza anagrafica, Chiara e Daniele hanno due storie diverse ma durante il viaggio capiranno che una storia può cambiare in base a chi la racconta, per il modo in cui lo fa, e in base a chi ascolta. Si può dire tutto, niente o qualcosa, si può ascoltare ma soprattutto si possono vedere le cose da un’altra prospettiva. Nell’intervista rilasciata a Alessandro Roncato per Repubblica, l’autrice ha spiegato come ambientare idealmente la storia nel 2004 le abbia permesso di non far usare ai protagonisti mezzi tecnologici in cui c’è una sovra comunicazione. «Essendo basato sullo scambio tra due persone che non si conoscono, Chiara e il camionista Daniele, non volevo mettere in mezzo la supermessaggistica da cellulare che ne avrebbe falsato il dialogo». L’autrice ha inoltre spiegato come nella storia ci siano alcuni riferimenti autobiografici. Infatti, proprio come Chiara, anche l’autrice ha vissuto la sua esperienza Erasmus a Tolosa ed tornata in […]

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Melvina di Rachele Aragno (Recensione)

Edito dalla Bao Publishing, Melvina è il primo lavoro di Rachele Aragno, una graphic novel in bilico tra la fiaba e il racconto di formazione. Con acquerelli che riempiono le pagine e personaggi pieni di umanità, Rachele Aragno realizza un sogno tenuto nel cassetto per troppo tempo. Melvina ha folti capelli rossi, grossi occhiali rotondi, una salopette di jeans e un maglione verde. È una bambina che, sentendosi ignorata, desidera essere ascoltata dagli adulti che non prendono in considerazione le sue idee. Il suo gatto, Ottavio, scappando dalla finestra, porta Melvina ad incontrare Otto ed altri stravaganti personaggi che hanno bisogno del suo aiuto per sconfiggere Malcape. Ma cos’è successo? Perché tutti aspettavano proprio Melvina? Accompagnata da due stravaganti personaggi, Melvina intraprenderà un viaggio in un mondo ricco di sorprese in cui oggetti apparentemente comuni possono donare poteri straordinari. Scortata da Otto e Benjamino, Melvina dovrà orientarsi tra Il fiume della vita e La valle dei pensieri felici, tra Le foreste buie e Le paludi metafisiche, tutti luoghi ricchi di sorprese e insidie. Melvina è graphic novel di formazione in cui sono presenti gli elementi del viaggio che si manifesta nella duplice forma di crescita personale e scoperta di nuovi mondi. Solo uscendo dalla sua stanza Melvina riuscirà a vedere le cose da una prospettiva diversa riuscendo ad apprezzare pienamente ciò che ha già la fortuna di avere. L’Aldiqua non è solo la dimensione in cui Melvina dovrà intraprendere la ricerca di Malcape, l’antagonista da sconfiggere, ma anche il territorio inesplorato in cui per la prima volta dovrà mettersi in gioco e contare solo sulle sue capacità. Un personaggio principale come Melvina permette di coniugare l’incosciente coraggio dei bambini con i timori e le aspettative che accomunano tutti, grandi e piccini. I desideri possono essere un’arma a doppio taglio. È legittimo e necessario sognare ma bisogna farlo con cautela. Spesso gli slanci di fantasia verso mondi troppo distanti da quello in cui siamo ci portano solo a non goderci ciò che abbiamo e a commettere errori. Questa la morale di un’opera molto godibile consigliata soprattutto per una lettura condivisa con bambini più piccoli che apprezzeranno sicuramente l’atmosfera magica e l’intraprendenza e il coraggio con cui la protagonista affronta le sue sfide. Un ottimo modo per far capire ai bambini, ammesso che siano loro ad averne bisogno, che l’incontro con l’altro, seppur stravagante e inusuale, può essere il punto di partenza per superare i propri limiti. Gli acquerelli riempiono le pagine con colori che permettono di immergersi completamente nella storia. In alcuni casi i le tavole non hanno margini ed occupano tutta la pagina offrendo una sensazione bellissima di immersione totale nella storia. Melvina è uno di quei libri che merita di essere comprato in forma cartacea perché la lettura in formato digitale non può dare lo stesso piacere. La graphic novel di Rachele Ragno è la realizzazione di un lungo progetto legato alle paure e ai sogni dell’autrice. Melvina è stata un’amica su cui l’autrice ha potuto fare affidamento per […]

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Libri

Pigiama Computer Biscotti di Alberto Madrigal

Edito da Bao Publishing, Pigiama Computer Biscotti è la nuova opera di Alberto Madrigal. Un peso sul petto per  la storia di una figlia che piange dopo aver scoperto che il padre ha abbandonato la sua passione per lei, un nuovo libro da scrivere e l’ispirazione che manca. È l’inizio del nuovo libro di Alberto Madrigal che torna sugli scaffali dopo le precedenti opere: Un lavoro vero, Va tutto bene e Berlino 2.0. Pigiama Computer Biscotti: quando non si riesce a separare il lavoro dalla vita privata  Mangiare biscotti mentre, ancora in pigiama, si lavora al computer è un’immagine in cui quasi tutti oggi possono ritrovarsi per esperienza diretta o indiretta. È una sintesi della necessità di trovare tempo per lavorare e, soprattutto, di doverlo fare anche quando si è a casa, in cucina, seduto al tavolo dove per definizione si dovrebbe solo mangiare, possibilmente con gli affetti più cari. Al contrario subentra il computer, le scadenze imminenti, l’idea geniale che non arriva e la vita privata che si disintegra. Immagine familiare, dati i tempi, ma in realtà ci sono una serie di professioni per cui la netta separazione tra lavoro e vita privata non è mai esistita. Si fa qui riferimento alla vita dell’artista, dello scrittore o categorie simili che, dovendo sviluppare un lavoro sulla base di un processo creativo, necessitano di qualsiasi spunto utile. Se arriva l’intuizione meglio annotarla subito, perché aspettare che finisca la cena può costare la possibilità di scrivere un intero libro o di realizzare un’opera. In questo senso si è costantemente a lavoro perché qualsiasi esperienza può essere d’ispirazione. Con piglio ironico uno dei personaggi di Pigiama Computer Biscotti dirà: «Almeno l’ispirazione esiste davvero. A me arriva soltanto quando ho timbrato il cartellino tutti i giorni. Quando sono stato seduto davanti allo schermo per un sacco di ore. Ma quando arriva la senti. Ed è meraviglioso. Arriva a durare anche un paio di secondi». Ma questa è solo una parte del problema. Legata alla necessità di avere idee brillanti c’è il bisogno di guadagnare, soprattutto quando si ha una famiglia. Con un’opera a tratti autobiografica, Madrigal riflette sulla sua vita lavorativa e privata. In Pigiama Computer Biscotti l’autore spagnolo, residente a Berlino dal 2007, riprende alcuni eventi della sua vita per creare una realtà parallela in cui gli episodi reali vengono narrativamente rielaborati per raccontare una storia con un notevole equilibrio narrativo. Madrigal ripensa alle aspirazioni e alle aspettative legate all’uscita del suo primo libro ma anche agli anni che passano e alle esigenze che cambiano. L’arrivo di un bambino, per esempio. Un esame di maturità con cui scoprire cosa «hai imparato in questi trentatré anni» e fare i conti con le paure e le insicurezze, oltre a dover cambiare completamente abitudini di vita e di lavoro. Dai timori legati alla paternità alla necessità di accettare compromessi lavorativi, Madrigal alterna con armonia il racconto della nuova vita familiare con l’incapacità di scrivere un nuovo libro. Con una notevole leggerezza e abilità di emozionare nelle […]

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Black Hammer: Volume 3 – l’Era del Terrore ha inizio

Con l’uscita il 28 marzo di Black Hammer – Volume 3 la Bao Publishing prosegue la pubblicazione della serie a fumetti Black Hammer di Jeff Lemire, Dean Ormston e Dave Stewart. Come già anticipato nel secondo volume c’è un “cambio di serie”, ora denominata Black Hammer: Age of Doom. Questo terzo volume ne raccoglie i primi cinque numeri sotto il nome di Black Hammer: l’Era del Terrore parte 1. I precedenti volumi del fumetto narrano il passato dei supereroi Abraham Slam, Barbalien, Black Hammer, Colonnello Weird, Golden Gail e Madame Butterfly. Per proteggere la città di Spiral City, sconfiggendo il despota cosmico Anti-Dio, i sei assieme a Talkie-Walkie, l’aiutante robotica del colonnello, si ritrovano bloccati in un mondo dove i supereroi non esistono. Poco dopo Black Hammer muore nel tentativo di lasciare quella “prigione” dove i suoi compagni di sventura rimarranno intrappolati per un decennio, senza alcuna novità fino all’arrivo improvviso di Lucy Weber. Figlia di Black Hammer, alla fine del precedente volume era divenuta lei stessa una supereroina grazie al martello del padre. In questo terzo volume di Black Hammer sarà lei, anche affrontando un viaggio tra altri mondi e dimensioni, ad aiutare gli altri supereroi. Riuscirà infatti a risolvere l’enigma del loro esilio, con una risposta che solleverà molte altre domande e problemi. Un’anteprima del fumetto a cura della Bao Publishing Black Hammer: l’Era del Terrore parte 1 – continuo di L’Evento In questo volume, grazie al viaggio di Lucy Weber, l’ambientazione principale si sposta dalla fattoria e da Spiral City ad un insieme di mondi paralleli, abitati da creature bizzarre od inquietanti, immerse in atmosfere da incubo. Queste non richiamano più i fumetti della Golden Age, si fanno anzi più cupe ed inquietanti, grazie ai nuovi intrighi legati all’esilio ed ai mondi paralleli attraversati da Lucy. Si arriva al punto in cui nemmeno il mondo/prigione rurale nel finale non è più così tranquillo, con l’azione che finalmente lo travolge dopo anni di sonnolenza. I ritmi della narrazione sono meno veloci dei fumetti precedenti, ed è necessario l’intero volume a svelare il mistero dell’esilio, ma restano avvincenti, anche per via dei viaggi interdimensionali di Lucy. Infatti lungi dall’essere un diversivo per allungare la trama, mondi e personaggi che incontra sono accattivanti e singolari. Per questo il volume è godibile anche senza aver letto i precedenti, tuttavia per poter seguire agevolmente la trama sarebbe meglio averli letti prima di iniziare questo terzo volume della serie. Il tutto si chiude con un cliffhanger che lascia con il fiato in sospeso ed impazienti di sapere come proseguiranno le storie dei protagonisti della serie. Francesco Di Nucci

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Haxa Vol.2 – Ombre d’acqua, la storia di Pellizon continua

La Bao Publishing non arresta l’invasione di successi sul mercato italiano, lanciando il secondo volume di Haxa, la tetralogia ideata e disegnata da Nicolò Pellizon. Haxa Vol.2, e il cliffhanger d’eccezione Il Cinematic Universe riguardante il mondo dei fumetti a 360 gradi ha cambiato il mondo del cinema, sicuramente, ma anche tante altre cose. Sicuramente la nostra percezione dei supereroi, la nostra idea di plausibile e possibile. Non pensiamo che un uomo possa volare, questo no, ma ci rendiamo conto, adesso, che l’eroe in costume non è senza macchia, non è sempre sicuro di sé e inattaccabile dal punto di vista della sicurezza e della psicologia. Sono uomini, uomini come noi, con solo una straordinaria abilità in più. Ombre d’acqua, seconda parte della tetralogia di Nicolò Pellizzon, è un’analisi a stretto giro sui personaggi in un contesto in cui il personaggio smette di essere protagonista dell’azione, ma si limita a subirla, a viverla. Ogni tavola sembra sul punto di esplodere nelle sue tonalità pronunciate, come se la realtà che Pellizon vuole raccontarci fosse saturizzata fino al suo limite massimo. Fino a far male agli occhi. Chi li segue dal primo volume, sa chi sono questi ragazzi, cosa hanno vissuto e da quale percorso vengono. Li abbiamo visti indeboliti dalla paura, dal terrore di fallire, abbiamo ascoltato i loro sogni e, adesso, li seguiamo mentre compiono lo step successivo, mentre abbandonano definitivamente il guscio protettivo dell’ignoranza per immergersi a pieno petto nella violenza della consapevolezza. Come già riscontrato nel primo volume, sono forti e intraprendenti i personaggi femminili di Pellizon. Sono il focus assoluto dell’opera, non fanno da cornice, né da icona stereotipata pronta all’uso, sono esse stesse la chiave di lettura di Haxa. Senza cadere negli spoiler, concludiamo questa recensione avvisando il lettore che il cammino composto nel primo volume e il finale “devastante” con il quale ci eravamo lasciati, riprende appieno nel secondo, portando lo spettatore ad una ulteriore esplorazione dell’interiorità, sì, ma anche in un meraviglioso viaggio nell’esteriorità, nella cruenta lotta per la sopravvivenza, nello scontro perpetuo e nelle sfide quotidiane che caratterizzano le vita adulta, nelle quali ci si ritrova che lo si voglia o meno.  

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Royal City Volume 3: ultimo volume della graphic novel di Jeff Lemire

Royal City 3, ultimo capitolo della graphic novel Royal City di Jeff Lemire | Recensione Royal City Volume 3, terzo ed ultimo volume della graphic novel Royal City di Jeff Lemire, è uscito il 24 gennaio per la Bao Publishing. Sceneggiatore e fumettista canadese, tra le opere a cui Lemire ha collaborato o di cui è autore ci sono Essex County, Il saldatore subacqueo, Descender, Plutona, Black Hammer e Niente da perdere. Protagonista dell’ultimo capitolo della trilogia, come nei due volumi precedenti, è la famiglia Pike, la cui storia si dipana tra gli anni ‘90 ed il presente nella città fittizia di Royal City, centro industriale del New Jersey ora in declino. La famiglia Pike è composta dai genitori, Peter e Patty, e dai loro figli Pat, Tara, Richie e Tommy. A causa di un evento inaspettato sono stati costretti a riunirsi a Royal City, dove si trovano a fare i conti con un presente problematico per tutti loro e soprattutto con il loro ancor più problematico passato, al quale tutti sono rimasti ancorati. Infatti Tommy, il più piccolo dei fratelli, è morto nel 1993 in circostanze poco chiare. Eppure tutti i familiari ne vedono il fantasma, seppur ad età diverse, che li accompagna nelle loro vite, come se queste si fossero in parte fermate alla sua morte. Ora anche grazie a lui, o meglio a quello che immaginano di Tommy, i Pike riusciranno finalmente a fare i conti con la propria storia ed andare verso un futuro che appare migliore. Royal City, il volume 3 del romanzo grafico di Jeff Lemire La storia di Royal City si sviluppa su diversi piani temporali e spaziali che interagiscono tra di loro. Innanzitutto si alternano il presente, con tutti i suoi problemi e le storie dei protagonisti, ed il passato, con i suoi eventi tragici e le scelte che hanno portato tutti i personaggi a diventare quello che sono nel presente. Poi c’è un’alternanza tra la realtà, dove i protagonisti cercano di cambiare le loro vite, ed il sogno, quasi delle visioni oniriche, che spesso accompagnano i momenti di riflessione e di ritorno al passato dei personaggi. Sono opera di Jeff Lemire sia la sceneggiatura che i disegni, realizzati in tinte acquerellate, quasi sfumate. Nel fumetto si alternano colori caldi e freddi a seconda delle situazioni rappresentate, tra le sfumature accentuate di sogni e ricordi e la vividezza del presente e delle sue novità. Con quest’ultimo volume di Royal City si chiude la trilogia con i protagonisti che finalmente riescono ad affrontare il loro passato e quasi non ci si accorge dello scorrere delle pagine e delle storie che man mano si intrecciano e scorrono anch’esse verso il finale. Royal City 3 di Jeff Lemire: [amazon_link asins=’8832732041′ template=’ProductCarousel’ store=’eroifenu-21′ marketplace=’IT’ link_id=’f1a894b1-5d7e-41ec-a820-df4b4773c866′] Immagine dal web: www.amazon.it

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