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Attualità

Vaccino, tra bufale e realtà

L’allarme vaccinazioni è l’oggetto delle discussioni più infuocate del momento. A Napoli, l’Ordine dei Medici presto affiggerà oltre 100 manifesti in una campagna d’informazione. Mentre l’opinione pubblica dibatte sui pro e i contro, proviamo a guardare nel dettaglio la situazione. In Italia, le vaccinazioni sono di due tipi: obbligatorie e consigliate. Le obbligatorie sono quelle per la prevenzione della poliomelite, difterite, tetano e epatite. Solitamente, queste sono unificate in un vaccino esavalente, che contiene anche due delle raccomandate (pertosse e Haemophilus influenzae di tipo B). Più avanti sarà possibile e consigliabile la somministrazione di altri vaccini, secondo un ben definito calendario vaccinale. La domanda fondamentale è: che cos’è un vaccino? “Un vaccino è un prodotto costituito da una piccolissima quantità di microrganismi (virus o batteri) uccisi o attenuati, o da una parte di essi, progettato in modo da stimolare nel corpo la naturale reazione immunitaria. I vaccini usano il meccanismo naturale di difesa del nostro corpo – il sistema immunitario – per costruire una specifica resistenza alle infezioni. Questa difesa immunitaria, simile a quella che è provocata dalla malattia, protegge dall’attacco dei microrganismi presenti nell’ambiente e nelle persone della nostra comunità senza che si sviluppino i sintomi e le complicanze della malattia” – da: Le Vaccinazioni.it In parole più semplici: viene iniettata una piccola parte del virus, che attiva il nostro sistema immunitario e crea delle naturali difese contro la malattia e, nell’attivare l’immunizzazione, il nostro organismo sarà più protetto. Ma c’è chi, per vari motivi, non può vaccinarsi. A quel punto, la diffusione e l’obbligatorietà della vaccinazione assumono ulteriore aspetto sociale. Poiché, se in un paese la percentuale di immunizzati è alta, anche chi non è stato vaccinato non corre grandi rischi. Questo fenomeno è chiamato immunità di gregge. In una società con un grado di vaccinazione in ribasso, il rischio di contagio aumenta per tutti. Vaccino e autismo, il caso Wakefield. Uno dei motivi principali che ha dissuasi le persone dal vaccinarsi è il caso di Andrew Wakefield e della nota rivista medica inglese The Lancet. Nel 1998 Wakefield pubblicò uno studio sulla rivista nel quale riteneva di poter dimostrare incidenza tra il vaccino per il morbillo e l’aumento dei casi di autismo. La notizia fece scoppiare un tale caos, che nel 1998 si segnalò un drastico calo dei vaccini per il morbillo e la sintomatica ricomparsa della malattia in tutto il Regno Unito, con forti aggravamenti e decessi. Più tardi, Wakefield venne accusato di aver truccato le analisi e di essere in combutta con un avvocato, fu radiato dall’Ordine dei Medici, ma su scala internazionale c’era già stato clamore. Ancora oggi, malgrado i continui studi di ricerca intenti a dimostrare la non correlazione tra le due cose e le varie smentite del mondo scientifico, l’ombra dell’autismo si estende sulla cultura della vaccinazione. Qualcuno punta il dito sulle statistiche mediche, che dimostrano un reale aumento dei casi di autismo dal 2000 ad oggi. Di recente gli studiosi del Penn State hanno pubblicato una ricerca sul American Journal of Medical Genetics. Secondo […]

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