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Eroica Fenice

La Tag: #coronavirus contiene 17 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

Kaos 48: intervista al collettivo che ha ideato la mostra pandemica

Intervista al collettivo Kaos 48, ideatore della “mostra pandemica”. La fruizione classica delle arti, in questo momento, è in serio pericolo: la pandemia generata dal Coronavirus ha letteralmente mandato all’aria centinaia e centinaia di mostre, installazioni, espressioni artistiche che prevedevano l’afflusso e la presenza di persone. È un fattore che ci impoverisce un po’ di più, giorno dopo giorno. Ma l’arte è una di quelle cose che non si può fermare: non si può fermare il flusso degli artisti, ma nemmeno il nostro nutrimento e la nostra crescita. Il collettivo Kaos 48 – dal nome emblematico, che riprende i fatti della rivoluzione del 1848 – ha ideato Diciann9ve – mostra pandemica: artisti di tutto il mondo hanno inviato le proprie opere per “allestire” uno spazio web dove l’arte possa trovare un minimo di respiro. Abbiamo intervistato il collettivo Kaos 48, per due chiacchiere su Diciann9ve: mostra pandemica e sul presente e sul futuro della fruizione dell’arte. Ciao! Grazie per averci reso partecipi di Diciann9ve: la mostra pandemica del collettivo Kaos 48. Presentatevi per il pubblico di Eroica Fenice, in tre righe. Kaos 48 è una realtà che si sta consolidando nel mondo degli eventi artistici, nata con il preciso intento di mostrare che Napoli non solo accoglie cultura, ma la restituisce arricchendola di un tocco personale. Kaos48 è un movimento nato da un’idea di Fabrizio Scomparin e sostenuto da Stefano Nasti e Paola Cimmino. Com’è nata l’idea di Diciann9ve: la mostra pandemica del collettivo Kaos 48, che è a tutti gli effetti una mostra online? L’idea “Diciann9ve” come mostra “pandemica” poteva essere sviluppata solo online viste le attuali restrizioni, invece il web ci ha consentito di abbattere i confini e allargare la partecipazione al di fuori del territorio campano e italiano. Come e quando sarà fruibile dal pubblico Diciann9ve? La mostra “Diciann9ve” sarà fruibile al pubblico, con 19 opere, il 19 maggio alle ore 19:00 attraverso un link condiviso sulle nostre piattaforme social (Facebook, Instagram, Youtube) Con quali criteri sono state selezionate le opere? Abbiamo spiegato il nostro progetto a vari artisti cercando di comprendere le emozioni che hanno provato, che siano state positive o negative, durante questi giorni di quarantena e abbiamo chiesto di potercele esprimere attraverso la loro arte. Come cambierà, secondo voi il modo di approcciarsi all’arte? Secondo alcuni studi, attraverso lo schermo l’attenzione è in qualche modo “distorta”… L’arte visiva ne soffrirà? Indubbiamente non si può sostituire l’esperienza e il pathos che un evento culturale dal vivo può generare in ognuno di noi, tanto è vero che è nelle nostre previsioni di proporre questo Evento anche dal vivo, ma riteniamo il web un elemento importante, aggiuntivo per la divulgazione dell’arte e della cultura in tutto il mondo, continueremo ad utilizzarlo, affiancandolo al metodo tradizionale, anche quando tutto sarà tornato “normale”. Come potrebbe contribuire il pubblico a fare in modo che si diffondano queste nuove forme di fruizione dell’arte visiva? Parlandone e condividendo! Immagine: Kaos 48

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Culturalmente

Firenze: 5 imperdibili attrazioni della suggestiva città d’arte

Firenze: 5 imperdibili attrazioni. In questo clima di pandemia Covid-19 la cultura non si può e non si deve fermare. Descriviamo così una delle più belle città d’Italia che vanta una tradizione d’arte secolare: Firenze. Possiamo affermare con certezza che Firenze sia una città magica e ricca di monumenti e parchi naturali apprezzati e celebri in tutto il mondo. È la città d’arte per eccellenza ed evoca suggestioni. I monumenti, le chiese e i musei sono decisamente tantissimi, tra cui basiliche e palazzi storici davvero imperdibili. Firenze in 5 attrazioni Il Duomo di Santa Maria del Fiore  Considerato un emblema della città fiorentina, la cui cupola è stata progettata dall’architetto Filippo Brunelleschi, riconoscibile anche da lontano per l’alternanza di marmo color bianco rosso e verde. Questa chiesa è una fusione di stili: riprende al suo esterno lo stile romanico, gotico ed il tocco rinascimentale tipico dell’arte di Filippo Brunelleschi. All’interno della Cupola si possono ammirare gli splendidi affreschi del pittore Vasari e le vetrate della Cupola raffiguranti l’Incoronazione della Vergine di Donatello e la Resurrezione di Cristo di Paolo Uccello. Inoltre addentrandosi nel battistero del Duomo numerosi visitatori hanno l’opportunità di osservare e ammirare i mosaici raffiguranti le Storie della Genesi, la vita di Maria e Gesù, del Battista e il Giudizio Universale raffigurato all’interno della cupola del Duomo. Palazzo Vecchio Palazzo Vecchio è stato background storico dello scontro storico fra le due fazioni di Guelfi e Ghibellini,e ospita con orgoglio la copia della scultura del David di Michelangelo. Oggi è uno dei palazzi comunali più imponenti di Firenze in stile gotico ed è la sede del Consiglio Comunale. Al suo interno possiamo ammirare i grandi saloni affrescati dalle pitture del Vasari, si percorre il Salone dei Cinquecento, gli affreschi raffinati del Quartiere di Eleonora e del Quartiere degli Elementi. Si ricorda lo splendido Salone dei Cinquecento che accoglie il famoso dipinto di Leonardo da Vinci che riporta il nome La Battaglia di Anghiari.  Gli Uffizi di Firenze Rinomato museo famoso in tutto il mondo è la Galleria degli Uffizi che accoglie nelle sue sale straordinarie collezioni di pittura e scultura appartenenti il periodo del Quattrocento fino all’età moderna. Tra gli artisti italiani più celebri autori dall’importanza secolare ci sono: Botticelli, Mantegna, Correggio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio. Inoltre la Galleria degli Uffizi ospita anche capolavori della pittura europea, in particolar modo della pittura fiamminga come le opere dell’ artista Rubens. Si tratta di un punto di riferimento sia per gli artisti contemporanei che possono trarne ispirazione sia per tutti gli appassionati e cultori dell’ arte. Numerosi visitatori che registrano ingressi record ogni anno, adesso (periodo di Covid-19) possono svolgere un virtual tour online. Le pitture tra cui il Tondo Doni di Michelangelo e la famosa collezione di statue ellenistiche e le nuove sale dedicate a Correggio, Tiziano e Parmigianino,aspettano gli sguardi di tutti coloro che amano ammirare le opere artistiche. Firenze 5 imperdibili attrazioni: Gli esterni Giardini di Boboli Background che crea una scena naturale al Palazzo Pitti è il […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Nabilah: una grande festa virtuale per il Primo maggio

Oggi, venerdì 1 maggio, dall’antica spiaggia romana del Nabilah, una consolle suonerà in diretta. Un lungo dj set, una festa virtuale per abbracciare amici e clienti, e non solo. Un modo per restare connessi, uniti, insieme seppur nella distanza. Eroica Fenice ha intervistato l’organizzatore di quest’evento, Luca Iannuzzi. Com’è nata l’idea di organizzare una grande festa “virtuale”? “L’idea nasce dalla voglia di regalare alle persone una giornata all’insegna del divertimento, della leggerezza, della condivisione e della musica, soprattutto in questo periodo senza precedenti e nello stesso tempo raccogliere fondi a sostegno della Croce Rossa Italiana per supportarla nell’emergenza sanitaria. Organizzare uno smart Party, lavorando in smarkworking da casa, coinvolgere nel progetto tutti i collaboratori, produttori e partner, è stato piuttosto complicato sia per quanto riguarda la tecnologia sia l’organizzazione”. Durante la diretta, anche una campagna di crowdfunding lanciata dal Nabilah attraverso la piattaforma GoFoundMe a favore di Croce Rossa Italiana, una decisione degna di nota. Com’è nata l’idea di abbinare la festa al crowdfunding? “E’ un’idea nata quasi in automatico, siamo in un momento storico particolare dove il Paese è in una situazione davvero difficile e ha bisogno di tanta solidarietà e di tante risorse economiche. L’obiettivo di questo smart party virtuale è anche di diffondere il valore e l’importanza della solidarietà e della generosità con un sistema di crowfounding originale: attraverso la piattaforma GoFoundMe diamo la possibilità di dare un contributo a favore della Croce Rossa Italiana e per ogni donazione di 10 euro riconosceremo un drink omaggio da consumare al Nabilah alla riapertura. E’ un modo diverso per fare anche noi la nostra parte anche in questo momento come è accaduto in passato per altri ospedali, enti e istituti; un modo per essere presenti e vicini a chi ha bisogno e di dare un aiuto costante e coerente anche stavolta”. Una consolle che suonerà in diretta, per una parvenza di normalità, di quotidianità che non si ferma, è vero che in questi casi la musica può allietare il cuore diffondendo messaggi di speranza? “La consolle è un simbolo di speranza e un buon auspico per la fase due. Due dj si alterneranno per diffondere la speranza di un ritorno alla normalità, connotandola di un valore diverso, meno scontato. Dunque possiamo dire che il Nabilah è uno spazio di condivisione, e cos’altro? “Il Nabilah è uno spazio di condivisione coerente con la sua missione cioè l’intrattenimento: far divertire le persone, rallegrarle, regalarle un momento spensierato. Non è una missione facile, i clienti sono i nostri giudici e sono molto competenti; è necessario essere ben organizzati ed è bandita ogni forma di superficialità. Io credo che le aziende che lavorano in questo settore, soprattutto dato il momento storico, devono impegnarsi a portare avanti la propria mission di entertainement, diffondendo musica, divertimento, per tirare su il morale delle persone ed essere coerenti con gli obiettivi aziendali. Fino ad oggi siamo stati gratificati dai nostri clienti che ci hanno onorato della loro presenza, permettendoci di far crescere le nostre aziende, oggi è […]

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Libri

Salvatore Puzella e il racconto Gelsomina in quarantena

Salvatore Puzella pubblica il racconto breve Gelsomina in quarantena, a sostegno degli ospedali di Benevento nella battaglia contro il coronavirus. In questi due lunghi mesi di quarantena sarà capitato a tutti noi di porci questa domanda: «Come ricorderemo questo evento tra una decina di anni?». Non c’è dubbio che un evento di portata così drammatica, dove la vita di molti è stata messa in pausa con conseguenze terribili sulla sfera lavorativa, economica e personale e quella di altri si è spenta in un letto di ospedale, senza il conforto dei propri cari, inevitabilmente entrerà a far parte dei libri di storia. Su questa linea si muove Gelsomina in quarantena, un racconto scritto e reso disponibile dallo scrittore sannita Salvatore Puzella nell’ambito di un’operazione, imitata da molti scrittori, volta a raccogliere fondi per sostenere gli ospedali nell’emergenza coronavirus. Salvatore Puzella, biografia Salvatore Puzella è nato a Benevento nel 1988. Laureato in storia dell’arte alla Sapienza di Roma, ha collaborato con la rivista Next Exit e ha scritto saggi introduttivi per diversi cataloghi di mostre. Ha pubblicato il saggio Investire in arte e collezionismo (2015) e il romanzo Breve storia di un dipinto (2017). Va segnalata inoltre la sua attività nel settore del marketing culturale e di organizzazione di eventi, come il progetto Selfie d’autore organizzato all’interno del GNAM di Roma nel 2014. Gelsomina in Quarantena. Una lettera dal futuro La protagonista di questo racconto è Gelsomina, una bambina che vive in un quartiere popolare di Benevento che in seguito a una caduta dalla bicicletta riporta delle fratture ed è costretta ad una convalescenza nel letto di casa, che per lei assume i contorni di una vera e propria quarantena. Impossibilitata nel poter vivere una vita normale come i suoi coetanei, Gelsomina si divide tra la noia e l’apprensione dei suoi genitori, fino a quando la sorella maggiore Angela non le presta un libro: L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Marquez. Otto anni prima lo aveva letto la stessa Angela durante un periodo di quarantena. Salvatore Puzzella mette su carta quella che è una lettera al futuro, per rielaborare il titolo di una canzone che Eros Ramazzotti scrisse nel 1996 ispirandosi a sua volta al racconto di Edgar Allan Poe La maschera della morte rossa. Tralasciando la differenza sostanziale, l’ispirazione a un testo letterario da un lato e alla triste realtà di questi giorni dall’altro, ad accomunare la canzone di Ramazzotti e questo racconto breve è l’auspicio di un mondo migliore quando le tenebre si saranno dileguate. Salvatore Puzzella lo fa attraverso una storia breve, colma di speranza che però non scade troppo nel drammatico, attraverso il punto di vista ironico e dolce della protagonista e le tante incursioni dialettali che conferiscono al testo una patina di quotidianità verace. Una piccola opera che, come ricordato in apertura, ha uno scopo nobile. Non solo di riscaldare l’animo di chi soffre le conseguenze morali di questo isolamento forzato, ma anche di raccogliere fondi per gli ospedali di Benevento impegnati, come molti in […]

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Voli Pindarici

La musica ai tempi del coronavirus

Musica e Covid-19 La musica accompagna da millenni la vita degli esseri umani. Scandisce i ritmi di vita delle persone, accompagna i riti religiosi, i sentimenti nazionalistici o semplicemente ha il potere di allietare una pessima giornata. Magari associ un particolare momento, un evento specifico, ad una canzone di moda in quel periodo o che semplicemente frullava nella tua testa in quell’istante preciso. O più direttamente hai conquistato la ragazza dei tuoi sogni grazie ad un disco che era nelle sue grazie. Ma a che punto è la musica nella pandemia più grande di cui l’umanità abbia memoria? Non se la passa benissimo, va detto. Se il coronavirus ha squarciato letteralmente il velo di Maya di alcuni degli aspetti più controversi della nostra società, la musica è uno di quei settori che maggiormente ha risentito della diffusione da Covid-19, specie nella società occidentale. Il virus ci ha messo di fronte a quella che era diventata la nostra odierna concezione di musica. Una semplice compagna di viaggi, della quale perdiamo memoria, nel nostro ippocampo da pesci rossi del XXI secolo, immediatamente dopo l’ascolto. La musica è probabilmente il settore artistico che maggiormente stava risentendo della crescita della società globale e il coronavirus non ha fatto altro che accelerare questo processo di smantellamento. Tutto questo a causa del suo difetto congenito: la musica non si può vedere, né tantomeno toccare. A differenza del cinema, della letteratura, del teatro, carne da macello per frotte di spettatori passivi alle prese con i loro smartphone e le loro fotocamere a condividere con il resto del mondo il loro film o libro preferito. Le piattaforme digitali hanno reso più facile l’ascolto, si dirà. Su Spotify, Tidal o Apple Music è possibile scegliere, in qualunque momento, il proprio artista o disco preferito. Quanto si sta affermando è però testimoniato dal fatto che gli ascolti sulle maggiori piattaforme digitali sono in drastico calo durante questa surreale quarantena globale. D’altronde, il coronavirus ha di fatto svuotato tutti i luoghi nei quali la musica era diventata di casa; i mezzi pubblici, carichi di studenti o pendolari accompagnati immancabilmente dai loro auricolari, le palestre, con le loro casse enormi ormai spente e che prima pompavano musica trap o latino americana a qualsiasi ora. Di concerti, ma è più che normale in un periodo nel quale è giusto salvaguardare in primis la vita delle persone, non se ne parla neanche, probabilmente per mesi se non per anni. I Radiohead, uno dei gruppi più celebri del pianeta, caricano, alla strenua di un palliativo, alcuni dei loro concerti in streaming. Gli artisti che avevano in programma l’uscita dell’ultimo disco in primavera non sanno letteralmente il da farsi. In generale, è l’intera industria musicale, della quale il tuo cantante preferito è solamente la punta dell’iceberg, ad essere stata messa in ginocchio. Eppure è un vero peccato, perché a differenza di quanto si afferma generalmente, in giro per il mondo si continua a produrre musica bellissima. L’ansia nella scelta della canzone da ascoltare, tra migliaia dello […]

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Libri

Cristiano Carriero in un progetto editoriale polifonico: Come l’aria

Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto è un progetto editoriale corale nato da un’idea di Cristiano Carriero, diventato poi un ebook edito da Les Flâneurs Edizioni.  Diversi gli argomenti affrontati: l’organizzazione di una nuova quotidianità, la famiglia, la gente, il dolore, la nostalgia e molti altri. Ad aprire la raccolta è la straordinaria prefazione di Cristiano Carriero. L’autore prepara davanti agli occhi del lettore, le cose che andrà ad affrontare. Dalla disperazione della perdita alla gioia dei piccoli momenti. Cristiano Carriero imbandisce in modo esemplare un tavolo ricco di vivande. Nel racconto Piccoli momenti di felicità, Francesco Scarrone, introduce il concetto di attesa. Raccontando di come del prima covid19 ci fossero diverse fasi preliminari al sorseggiare una pinta fresca. Quell’attesa, che in quei momenti appariva una frustrante perdita di tempo, al cospetto di un’attesa di certo più grande e snervante, adesso appare come una lontanissima gioia. In Mancanza si sviscera appunto il concetto di vuoto e mancanza. Per la prima volta, seguite da molte altre, nella raccolta, ci si ritrova dinanzi ad un pendio affacciato sul vuoto. Lo scritto ripercorre le mancanze collettive: la spesa, il chiasso dei bambini, il profumo del pane sfornato e il via vai dei passanti. In un racconto sensazionale in cui Lorena Carrella ci lascia assaporare il sapore delle cose che ci sembrano ormai lontanissime. Giulia Ciarapica regala alla raccolta uno degli scritti più emozionanti. Quel che resta del male pone la sua attenzione su una quarantena fatta di solitudine. Essa introduce il concetto di fretta, la stessa che spesso risulta salvifica e fatale per la vita di molti, in un racconto in cui, dove la fretta quotidiana viene a mancare, ogni male raggiunge la sua vittima, fino a trascinarla verso la fine. Uno dei temi centrali, al di là della morte e del dolore provocate dal coronavirus, è in assoluto quello della solitudine, che in questo racconto viene presentata in modo emozionale ed intenso. In Germogli, di Luciana Brucato, si assiste ad una storia d’amore. Il racconto lascia vedere a tutto tondo, di quanto sia difficile amarsi mantenendo le giuste distanze in un sentimento che non ne ammette alcuna. Silvia Gianatti, nel suo Ritorneremo stila un personale decalogo, regalandoci la semplicità di una lista di cose che torneremo a fare, che nella sua veridicità potrebbe nel modo più assoluto essere la lista di ognuno di noi. A dare un tocco satirico è Giovanni Sasso con Bentornata inciviltà. Il suo è un racconto verace. Le sue righe raccontano di come in momenti come questi, anche l’inciviltà popolare, fatta di sorpassi, mancate frecce, spintoni involontari e affini, sembrano un ricordo lieve, che in ogni caso, non tarderanno ad arrivare. La sua è una visione critica della realtà, e il suo racconto di fatto, diventa l’ago della bilancia che mette in equilibrio l’eccedenza di amore universale degli ultimi tempi. Non è mancato neppure il racconto dal tono caritatevole. La Telefonata di Alida Melacarne, mette in luce i punti focali dell’emergenza. Mentre da una parte c’è […]

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Voli Pindarici

Diario di una quarantena: Il silenzio come “arma” di riflessione

Il silenzio come arma di riflessione Il silenzio è un qualcosa di immateriale che spesso attrae e spesso spaventa, un po’ come questi giorni di quarantena. Sempre più spesso si sente parlare di “reclusione in casa”, termine con cui forzatamente si indica un qualcosa che in realtà tutti preferiscono quando si è in piena attività. C’è chi desidera stare comodamente seduto sul divano in tempi “normali” e non può perché deve lavorare, chi trascorrere più tempo con i propri cari e non può perché magari la professione svolta costringe a spostarsi frequentemente. Una serie di contraddizioni che ora, in tempi di Codiv-19, spaventano proprio come il silenzio che avvolge alcune aree dell’Italia. Ischia, ad esempio, piccola ed incontaminata isola del Golfo di Napoli caratterizzata da tante identità: culturale, artistica, storica, archeologica, folkloristica, enogastronomica, letteraria e tante altre ancora; è un’isola tranquilla, avvolta ultimamente da un forte silenzio, quasi assordante, che caratterizza la quotidianità delle persone che con semplicità la popolano. Ogni tanto il vicino di casa (perché sul territorio le abitazioni, talvolta rurali e dall’architettura antica, di tufo, sono tutte disposte una accanto all’altra) si affaccia e sussurra: «che silenzio, che pace, non si sente un’anima viva». Qualche altro invece, turbato da un silenzio che sembra rompere gli schemi, quasi prepotentemente, afferma: «C’è troppo silenzio, impazziremo tutti». Così come nella vita reale, nella quotidianità differente di ogni località, anche in una piccola realtà, semplice e ricca di tradizione, il silenzio, nella propria immaterialità, spaventa. Inteso come presenza nefasta per alcuni e come tempo di riflessione per altri. Nonostante ciò, il silenzio, ad Ischia, non è mai del tutto tale e si colora di mille sfumature. Talvolta capita, durante una passeggiata in montagna, lontani dal caos, di scorgere lo sguardo di un vecchietto che aggrappato al proprio bastone osserva e sorride con gli occhi, in silenzio. Quel silenzio che probabilmente vorrebbe gridare tante cose, ma si limita a rivelarsi come un dono d’amore. Ripensando alla quarantena da covid-19 spesso sembra di risentire l’eco del mare, pur abitando in una zona collinare. In realtà il silenzio potrebbe rappresentare un ottimo alleato, in un mondo in cui ogni cosa tende a prevalere sull’altra. La quarantena, la reclusione, il distanziamento sociale, sono dei modi per evitare il peggio. Talvolta bisognerebbe semplicemente fermarsi a pensare e magari osservare ciò che ci circonda, accontentandosi. C’è una nota affermazione che dice “Il silenzio a volte parla più di mille parole”: ora più che mai è così. Ora più che mai occorre ritrovare una propria dimensione, distanziarsi, osservare e riflettere. In fondo il silenzio non è mai del tutto tale. Lo sanno bene ad Ischia, dove anche una pianta che “danza” col soffio di un tiepido vento primaverile fa battere il cuore, riempendo quell’assenza di suono; lo sanno bene i pescatori, abituati a “comunicare con il mare”, ad ascoltare il modo in cui le onde accarezzano il bagnasciuga. Ne sono consapevoli coloro che osservano un tramonto, mentre gli uccelli cinguettano svolazzando in cielo. Con la stessa pacatezza con […]

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Libri

La primavera torna sempre, l’inedito di Lorenzo Marone

Lo scrittore Lorenzo Marone ha distribuito online il racconto La primavera torna sempre, a sostegno di una raccolta fondi per l’ospedale Cotugno di Napoli. In questi tempi difficili, dove la vita è stata messa momentaneamente in pausa, si sono moltiplicate le iniziative di tante case editrici che hanno reso gratutiti e fruibili a tutti alcuni libri dai propri cataloghi. Lo stesso discorso vale per Feltrinelli, la quale ha permesso di scaricare sul sito ufficiale il racconto breve e inedito di Lorenzo Marone: La primvaera torna sempre. Lorenzo Marone, biografia Nato a Napoli nel 1974, Lorenzo Marone è laureato in giurisprudenza e dopo aver esercitato per anni la professione di avvocato si dà alla scrittura, pubblicando nel 2015 il suo primo romanzo: La tentazione di essere felici, vincitore di tre premi letterari e ispirazione di Gianni Amelio per il film La tenerezza. Seguono poi la pubblicazione di molti altri romanzi: La tristezza ha il sonno leggero del 2016, anch’esso trasposto su pellicola da Marco Mario De Notaris, Magari domani resto nel 2017, Un ragazzo normale nel 2018, il saggio Cara Napoli nel 2018, Tutto sarà perfetto nel 2019 e Inventario di un cuore in allarme, pubblicato quest’anno e di cui è stata scritta una recensione su queste pagine. Sulle pagine del quotidiano La Repubblica ha anche una sua rubrica dal titolo Granelli. La Primavera torna sempre In questo racconto breve compaiono alcuni personaggi di Magari domani resto, immersi nello scenario di una Napoli in quarantena. C’è la protagonista Luce, una ragazza che abita in un vicolo dei Quartieri Spagnoli e assieme a lei l’anziano Don Vittorio, un po’ filosofo e un po’ matto, il fedele “Cane Superiore” Alleria e Assuntina, tutti personaggi che cercano di dare un senso a un momento di stasi, di riflessione e di grande umanità. L’idea di Lorenzo Marone in realtà, come ammette lui stesso, non è originale. Ha preso ispirazione da Antonio Mazzini, autore della fortunata saga de I bastardi di Pizzofalcone, che il 25 marzo scorso ha reso pubblico gratuitamente il racconto L’amore ai tempi del Covid-19 e invitando i lettori a fare una donazione per l’ospedale Spallanzani di Roma. Allo stesso modo i lettori de La Primavera Ritorna Sempre vengono invitati dallo scrittore napoletano a fare una donazione all’ospedale Cotugno di Napoli, bisognoso di risorse per fronteggiare questa immane emergenza sanitaria. Ma si tratta anche di un’occasione per accontentare tutti coloro che si sono affezionati alle vicende di Magari Domani Resto, riportando in auge uno dei personaggi più amati dai lettori: «Ho pensato subito a Luce, la protagonista di Magari domani resto, perché siete in tanti ad amarla, perché in tanti mi chiedono un sequel, perché, soprattutto, per me Luce significa resilienza, e mai come oggi questo termine assume un significato importante». Un’ iniziativa ammirevole, con la quale Lorenzo Marone centra un duplice obiettivo: cercare di aiutare chi lotta in prima linea contro questo male che ha coperto la luce su tutti noi e per confortare chi è costretto dalla solitudine a stare lontano […]

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Voli Pindarici

Diario di una quarantena. Il bestiario dell’ipocondria (parte 2)

Ecco la seconda e ultima parte del nostro bestiario dell’ipocondria, con altri tipi umani che la quarantena ha (involontariamente) creato. Clicca qui per la prima parte. Il bestiario dell’ipocondria, parte seconda Il “Mihadettomiocuggino” I sempreverdi Elio e le storie tese giungono in mio soccorso per descrivere una figura con cui, volenti o nolenti, abbiamo spesso a che fare. Avete presente quando state navigando per i fatti vostri su internet o state leggendo un libro o guardando un film e d’improvviso la spia del vostro cellulare si illumina, segnale di un messaggio in arrivo? Interrompete quello che state facendo, lasciandovi assalire dai pensieri più sinistri riguardo le persone più care, aprite e vi ritrovate davanti agli occhi un messaggio come questo: +++ LA VERITÀ SUL CORONAVIRUS CHE I MEDICI E I MEDIA DI REGIME NON VI DIRANNO MAI. L’EPIDEMIA È STATA VOLUTA DAI RETTILIANI ALLO SCOPO DI ELIMINARE LA RAZZA UMANA E DI PERMETTERE L’ARRIVO DELLE ARMATE DI VEGA. L’UNICA SPERANZA È GOLDRAKE! +++ Oltre a far cadere tutti i santi dal calendario per avervi procurato un principio di infarto, questo personaggio è il classico individuo che non si fida degli scienziati e dei medici (insomma, della gente che ha studiato). Quello che  degli articoli legge soltanto i titoli e diventa automaticamente scienziato/medico/giudice e che è l’incubo di figli e nipoti laureati che devono sorbirseli a ogni cenone natalizio. Questo è l’identikit del “Mihadettomiocuggino“. Un uomo (o una donna) che crede di essere più sveglio dei suoi simili, perché sa cose che gli altri non sanno e si sente in dovere di informarli tramite missive su Messenger e Whatsapp. Lo zio o la zia di turno che, prima o poi, si decide di silenziare per non aumentare il livello già elevato di bile nel fegato. Gli innamorati Amore e distanza, due parole che ci fanno venire in mente le immagini più belle della letteratura: Tristano e Isotta, il trovatore Jaufre Rudel e il suo amor de lonh (amore di lontano, per i non-provenzalisti), Romeo e Giulietta, Florentino Ariza e Fermina Daza. Forse non hanno tutto questo carico di romanticismo le storie di chi è innamorato o di chi non può vedere la propria anima gemella in questo periodo molto duro. Niente abbracci, niente baci, niente fiori a casa. Quanto deve essere difficile resistere senza tutto questo fino a un periodo indeterminato e con surrogati virtuali? Si può sempre festeggiare il proprio anniversario di fidanzamento con una cenetta via Skype, ma il rischio che lui o lei abbiano un rapporto complicato con la tecnologia e che sul più bello attivino inconsciamente i filtri che rendono le loro facce simili a quelle di uno zombie o di una mummia aumenta il rischio di traumi perenni. E poi, diciamoci la verità: troppo romanticismo fa male. Un pensiero va, in particolare, a tutte quelle persone che in questi giorni devono sorbirsi i propri fratelli, le proprie sorelle o i propri genitori scambiarsi epiteti quali «zuccherino mio», «caramellina alla liquirizia del mio cuore», «crostatina al limone»; o […]

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Attualità

Intervista al dottor Paolo Ascierto: cauto ottimismo per il Tocilizumab

Intervista all’oncologo e ricercatore del Pascale di Napoli, Paolo Ascierto: per il Tocilizumab cauto ottimismo; investire in ricerca e in sanità è il miglior regalo per i nostri figli Grazie all’oncologo e ricercatore del Pascale di Napoli Paolo Ascierto è stata avviata in Italia la sperimentazione del farmaco Tocilizumab, che ha già ottenuto dei risultati ottimi contro i sintomi del Coronavirus. Si è parlato spesso delle storie dei pazienti che, dopo essere stati trattati con il farmaco, sono stati estubati e hanno ripreso a respirare senza aiuti esterni. Abbiamo intervistato il dottore Ascierto per parlare del Tocilizumab e farci spiegare il suo funzionamento con chiarezza, per illustrare le condizioni dei pazienti a cui è stato somministrato il farmaco e per parlare anche dell’Avigan. Non sono mancati discorsi di più ampio respiro, dalla questione dei tamponi fino alla gestione dell’emergenza da parte della Campania, passando per i tagli alla ricerca e alla sanità e le controversie sull’origine del virus. Il dottore ha chiarito una volta per tutte che non bisogna dare adito ai complotti, ma fidarsi con serenità della scienza. L’intervista al dottor Paolo Ascierto sviscera tutte le sfumature della questione e ci aiuta a capire sempre di più che soltanto collaborando e affidandoci alla ragione, si potrà uscire da questa situazione. La nostra intervista al dottor Paolo Ascierto 1) Buonasera dottor Ascierto, La ringrazio per aver accettato di rilasciare questa intervista. Può spiegarci qual è il meccanismo di azione del Tocilizumab e in quali casi viene utilizzato? 1) É un farmaco usato da noi oncologi nell’immunoterapia che va ad agire sull’infiammazione del polmone. Da qui l’idea, condivisa con i medici del Cotugno e con i ricercatori cinesi, di sperimentarla nei pazienti affetti da Covid 19. Il Toci funziona lì dove c’è la famosa tempesta di citochine, questa è tipica di una condizione che si verifica quando si utilizzano le famose car-t e questa tempesta si presenta nel polmone in seguito all’infezione da Coronavirus. Pertanto la tempesta citochinica è tipica sia degli effetti collaterali dell’immunoterapia che del Covid 19. 2) Quali sono le condizioni attuali dei pazienti che sono stati trattati con il Tocilizumab? 2) Questa parte della sperimentazione viene svolta dall’Unità Sperimentale Clinica del Pascale, diretta da Franco Perrone. Dopo l’ok dell’Aifa e del comitato etico dello Spallanzani, il gruppo di Perrone si muove su una piattaforma informatica dove vengono raccolti i dati di tutti i pazienti degli ospedali italiani che verranno trattati con il farmaco. I centri si iscrivono via internet e possono registrare i pazienti da trattare nelle ore successive. Sempre tramite la piattaforma partono gli ordini per il farmaco che la casa farmaceutica che lo produce spedisce direttamente alle farmacie dei centri ospedalieri. Nel giro di poche ore sono stati arruolati i primi 330 pazienti della sperimentazione anche se con il farmaco finora sono stati trattati oltre duemila pazienti. I risultati scientifici verranno divulgati direttamente da Aifa e ci vorranno ancora un paio di settimane. Quello che posso darvi è un’impressione su quello che noi abbiamo osservato al Cotugno, […]

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