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Eroica Fenice

La Tag: ebook contiene 7 articoli

Libri

Hitler, Socrate, Amore e Gelato

I desideri si avverano e Yannick non lo sa fino a quando non prende un taccuino, dove è solito appuntare pensieri del momento da tenere nascosti in un cassetto, e inizia a scrivere di Aurora, una ragazza che ha appena visto allo stand di birra di un concerto: bellissima, angelica, perfetta. Solo che ciò che si materializza non è proprio il corrispettivo delle sue fantasie ma di una realtà delirante, che prima di tutto presenta Hitler che, in sella ad un tacchino, ritorna in vita, insieme alle SS e al suo terrore da dittatore incallito. La lettura di Hitler, Socrate, Amore e Gelato è surreale, come i fatti raccontati, che tutti i personaggi, passata la sorpresa iniziale, non faticano ad accettare e a conviverci; per la Nativi Digitali Edizioni, il giovane Kim Chiari scrive una storia che dall’inizio alla fine sembra mettere insieme nella stessa frase parole a caso – come nel titolo -, ma in fondo il sunto è facilmente percepibile: l’ottimismo, seppur folle, e la vittoria del bene sul male, dove l’amore, idealizzato al massimo, campeggia trionfante. L’incontro con Aurora per il protagonista è il risveglio da un vita intorpidita dalle delusioni, dal dolore e dalla routine distruttiva, innaffiata da fiumi di alcool e sbronze epocali, che in qualche modo hanno molto in comune con la magia che dà vita agli eventi; difficile immaginare uno sboccato Tiresia quanto un Gengis Khan ubriaco ed afflitto, che piange per essersi perso tante occasioni nella vita a causa della sua mania di conquistatore. Eppure attraverso la penna dell’autore e poi quella di Yannick tutto prende forma, anche un Socrate che dispensa consigli attraverso post-it o sms: se la follia è ormai parte della realtà è meglio sfruttarla al massimo. Che se anche ci fossero dei limiti, in Hitler, Socrate, Amore e Gelato essi sono più che superati. Hitler, Socrate, Amore e Gelato: c’è ordine nel caos L’amore, come in quasi tutti i libri, le canzoni e i film, è anche qui elemento dominante, ma anch’esso reso eccessivo ed estremizzante, un amore ultra romantico, nell’insania delle circostanze, che è totalizzante proprio perché fittizio. Oltre che fittizio, divinizzante: Aurora diviene la “donna dei miracoli”, che magicamente rende fine alla fame in Africa, grazie al gelato, e fa andare in Paradiso con un bacio (tra le alte schiere in cielo c’è ereticamente parlando il dio Zeus, insieme a  Ra, Odino e Roberto Baggio). La perfezione però, stranamente, non esiste e Aurora nasconde il suo segreto che la rende umana e vulnerabile come tutti, che la rende reale. In uno sviluppo di situazioni, di ironia del caso (Giulio Cesare tornato in vita cosa farebbe per prima cosa se non cercare spasmodicamente Bruto?) e di inarrestabile assurdità, Hitler, Socrate, Amore e Gelato diviene un insieme un po’ troppo pasticcioso, ma la narrazione è fluida e nel suo paradosso non c’è incoerenza e contraddittorietà; ad esempio la lotta tra Hitler e Socrate è la lotta tra l’errore umano e la filosofica saggezza, che è poi la lotta interna […]

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Culturalmente

Il ritorno dei libri cartacei

Nel 2015 per la prima volta dopo anni le vendite di libri cartacei sono in crescita a discapito di quelle degli ebook, le versioni digitali dei libri. Negli Stati Uniti le vendite di libri sono aumentate del 12,4% mentre quelle degli ebook sono scese del 12,3%. In Italia ci sono stati timidi segni di ripresa: dopo quattro anni le vendite di libri nel 2015 sono aumentate dello 0,4% rispetto al 2014 e la lettura di libri è aumentata a discapito di quella degli ebook. Vari editori come Hachette e Penguin Random House stanno ampliando i loro magazzini dedicati alle edizioni cartacee, e tra i segnali c’è stata l’apertura a Parigi della prima libreria “su richiesta”, nel VI arrondissement. Le opere sono conservate in digitale e stampate al momento, con un costo non superiore all’originale già stampato. La carta è tornata e con essa i libri cartacei Ma non si era detto che la carta era morta? Come mai questo recupero, seppur timido? Uno dei motivi è che i testi cartacei, rispetto a quelli digitali, rendono più facile la concentrazione e sono più facili da ricordare. Secondo uno studio del 2013 dell’Université Paris 6, leggere da uno schermo è fisicamente più faticoso che leggere da un libro cartaceo a causa della luminosità dello schermo che costringe a chiudere le palpebre meno frequentemente. Infatti secondo Maryanne Wolf, docente alla Tufts University, su di un’ipotetica scala dalla massima concentrazione alla massima distrazione il libro cartaceo coincide con la massima concentrazione, la lettura da schermo con la massima distrazione e l’ebook è nel mezzo. Inoltre leggere e scrivere sono attività relativamente recenti nella storia umana, dato che sono state inventate circa 4000 anni fa. Quindi non esistono strutture cerebrali dedicate a queste attività, ma vengono reimpiegate quelle usate per il riconoscimento di luoghi e oggetti. In pratica il cervello si orienta in un libro come se fosse un luogo reale e quando recupera un’informazione appresa tramite la lettura di un libro tende a ricordare il punto fisico del libro dove l’informazione era riportata. Questo meccanismo rende più facile l’apprendimento dai testi cartacei che dagli ebook, che ovviamente mancano di fisicità e non offrono punti di riferimento spaziali al cervello. Questo però non significa che la carta sia sempre l’alternativa migliore. La produzione annua mondiale di carta è di 400 milioni di tonnellate, una quantità eccessiva che danneggia le foreste usate per la produzione di carta. Ma non è neanche detto che la soluzione sia eliminare i libri e sostituirli con gli ebook, dato che la carta può essere riciclata, e in alcuni ambiti sostituita. Ad esempio nello stato di New York da aprile per i medici è vietato emettere ricette cartacee, pena il pagamento di multe salatissime. Anche in Italia è stata avviata un’iniziativa simile ma con meno successo per ora, dato che prevede comunque una ricetta cartacea. Francesco Di Nucci

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Fun & Tech

Smell of Books: rimedio alla lettura inodore

Mentre i fautori del cambiamento sciolgono gioiosi peana alla rivoluzionaria scoperta dell’inchiostro elettronico, gli irriducibili amanti del cartaceo continuano ad osannare il formato classico e ne temono la rapida scomparsa, sotto i colpi dell’ennesima rivoluzione digitale. Le argomentazioni dei “tecnologici” si basano su criteri di praticità: tanti testi in pochissimo spazio, comodità di trasporto, ottima leggibilità ed “orgoglio di modaioli”. I lettori più lirici, invece, non intendono rinunciare alla fruizione emotiva, personale e percettiva del testo: la sensazione tattile della carta, il fruscio, l’aroma delle pagine e il fascino dei petali secchi.  L’eBook è solo una forma diversa di fruizione, ma rivoluziona il modello economico del libro. Non c’è stampa, non c’è distribuzione fisica, né spese accessorie. Per i molti che non fanno un passo senza il proprio Kindle, il sogno consumistico si è avverato nella sua totalità: lo vedi, lo compri, lo paghi, lo prendi; e se non hai disponibilità, c’è la wishlist. Al contrario, il libro cartaceo è un feticcio, un oggetto prezioso da collezionare, un supporto da custodire in libreria, dal significato affettivo. Il suo profumo può evocare immagini di un giorno d’estate, consacrato alla lettura su una spiaggia; di un pomeriggio solitario in una caffetteria o su una poltrona imbottita accanto al camino, col ticchettio della pioggia sul davanzale: è la scia corporea di un ricordo. Niente può sostituire il tatto e l’odore di un libro fisico. I veri intenditori sanno perfino distinguere l’aroma dei vari tipi di carta: c’è quella più corposa, che emana un profumo di vecchio giornale ingiallito; quella, invece, quasi inodore, propria dei libri più moderni; e quella “vanigliata” delle edizioni compatte. Questo perché la lignina, la sostanza che impedisce agli alberi di lacrimare, è un polimero composto di unità strettamente legate alla vanillina; quando è lavorata e trasformata in carta, negli anni si rompe e rilascia un buon odore: ed è come se la divina Provvidenza spruzzasse sulle librerie un soave profumo di vaniglia, alimentando subliminalmente una fame di conoscenza in tutti noi. Pertanto, il visitatore online si gusterà pure il sentore del rinnovamento, ma l’eBook non potrà mai essere esposto con la sua copertina colorata, sfogliato e odorato, in un eBook-store. Ed allora, perché non puntare sul senso che più fa discutere gli habitué della carta stampata? Ecco che, come dolcificante per l’insipida era-eBook, un’azienda statunitense ha provocatoriamente lanciato il concetto ibrido di “eaubook” o “bookquet” ed immesso sul mercato lo spray “Smell of Books”, un prodotto che conferisce al proprio Kindle il profumo di un libro vero. SMELL OF BOOKS, AN AEROSOL E-BOOK ENHANCER La DuroSport Electronics Corporation, azienda leader nel mondo dell’intrattenimento privato e domestico, pubblicizza così questo prodotto così particolare:“Un libro può essere letto in qualsiasi formato, ma è un fatto scientificamente provato che gli eBooks non abbiano l’elemento necessario per innescare una forte reazione fisica. Pertanto, se il Kindle rende la tua esperienza di lettura imperfetta e stai evitando gli eBooks perché non hanno l’odore giusto, ora puoi finalmente godere della lettura digitale, senza rinunciare all’aroma che ami così tanto. Con il rivoluzionario spray Smell […]

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Libri

Per un’estate: opera prima di Sarah Rabolini

Per un’estate è un ebook pubblicato da Piemme: romanzo d’esordio dell’insegnante lombarda Sarah Rabolini. L’estate, alla fine della maturità, è quella che aspettano tutti: il momento in cui più si assapora il gusto della libertà. Lo stesso gusto che assapora la protagonista: Teodora, per tutti Teo. Dopo aver passato l’esame di maturità, Teo parte da Caldè, il paese sul Lago Maggiore dove vive, per una vacanza in Sardegna con Maria e Linda, sue grandi amiche. In campeggio incontrano Luca e Guido, due ragazzi che vivono a Milano. Teo s’innamora perdutamente di Guido. Guido la ricambia e, di ritorno dalla Sardegna, Teo lascia Fabio, il suo fidanzato storico. Inizia così un’intensa e complicata storia d’amore, fatta di viaggi ed avventure. Ma Guido è uno spirito ribelle, ramingo: una spirito libero, un Ulisse eternamente alla scoperta di emozioni che trova solo nella musica. Decide, quindi, di slegarsi e partire per Londra. Una separazione dolorosa, che lascia Teo con mille domande sulla propria identità, su Guido e sul loro amore, ma è anche per lei un’occasione per capire ciò che sta cercando davvero dalla vita, e realizzarsi. Perdersi per ritrovarsi. Come anime gemelle destinate a rincorrersi, Teo e Guido si rincontreranno solo dopo anni. Sarà un’occasione per chiarire i propri sentimenti e, per Guido, di rivelare un inaspettato e sconvolgente segreto: sarà il colpo di scena finale. La conclusione sembra svelare il senso di tutto lo sviluppo del romanzo. Fanno da cornice tutte le storie degli altri personaggi: Luca, Maria, Linda, i genitori e la zia di Teo. Il mito tesse la tela di tutta la storia. Ogni personaggio rappresenta un archetipo mitico. Teodora è la dea Artemide, decisa e determinata, continuamente alla ricerca di qualcosa che la completi. Maria, apparentemente statica, rappresenta Estia, la dea della casa e del focolare, che fino alla fine si costringerà nel ruolo che il destino sembra averle indicato, per poi attivare dentro di sé le energie per un importante cambiamento. Linda è Atena, guerriera ma anche calma, sapiente, un pizzico zen. Per un’estate non è una semplice storia d’amore, non un semplice romanzo rosa: è una riflessione sui miti. L’idea di fondo è attualizzare quelle storie, cristallizzate nel tempo, in forme nuove, che parlino delle esperienze quotidiane e moderne. Quello tra Teodora e Guido è un sentimento viscerale ma dilemmatico: Ulisse torna sempre ad Itaca ma Penelope si scopre stanca di aspettare. Una presa di coscienza di sé, viaggiando attraverso il mito. Uno stile fresco e garbato: Sarah Rabolini si legge in una sola notte, una notte in cui si ha voglia di amore, di mare della Sardegna e di miti greci. Nunzia Serino

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Libri

Dindalè, conti di poco conto

Un vecchio scrittore non di gialli reso famoso da un giallo da best seller che cerca di trovare un finale alla sua vita che sta per finire, proprio come un romanzo; un timido bambino che cresce con la paura surreale della potenza devastatrice dell’acqua decide di non lavarsi mai più; un venditore che ha tutte le soluzioni ai problemi del mondo in un navigatore satellitare; e ancora i sacrifici di un padre di famiglia di adattarsi all’imposizione di un nuovo lavoro nato dall’evoluzione dei tempi che cambiano a causa della fantomatica crisi; la consapevolezza di un giovane uomo di dover apparire per forza di cose come gli altri ti vedono; la realtà politica contornata da buoni propositi ma che nasconde l’ipocrisia del perbenismo: queste alcune storie della raccolta di racconti Dindalè – conti di poco conto di Armando Vertorano  (Go Ware editore, collana Pesci Rossi). “A metà strada tra formula magica ed espressione dialettale, dindalè era la parola che mia madre usava ogni volta che voleva rifiutarmi qualcosa. Dindalè significava che le mie serissime motivazioni  per lei non avevano alcuna importanza” ci dice l’autore. In un certo senso ogni storia sottolinea, in maniera bizzarra e irreale, come situazioni del quotidiano o semplici realtà presenti nel mondo che ci circonda possano essere il risultato ben visibile a tutti di contraddizioni e assurde considerazioni dell’essere umano che con i suoi eccessi ne plasma i contenuti; ciò che tenta Vertorano infatti è di mostrare al lettore gli aspetti più buffi e fantasiosi che si estraggono da queste realtà, minimizzandole in apparenza  e mettendole ancora di più in rilievo attraverso l’ironia e la comicità di un punto di vista paradossale, anche se in alcuni punti incappa in un artefatto stupore. Così ad esempio è il racconto Errare humanum est, in cui il protagonista, morto inaspettatamente e nel modo più comune, in un attimo si ritrova alle porte del Paradiso, dove uno spiritoso San Pietro inizia a sfatare i falsi miti della religione cristiana; oppure il racconto Gli occhi addosso, dove una grassa e timida pubblicitaria che viene notata da un avvenente ragioniere riuscirà finalmente a zittire le colleghe pettegole che solevano divertirsi alle sue spalle, capovolgendo lo stereotipo dell’estetica femminile. Oppure il dolce racconto Il turista, che sintetizza la bellezza malinconica di Lisbona vissuta dalle sensazioni di un cieco, deciso ad affrontare e superare coraggiosamente gli ostacoli del suo handicap. Ciò che emerge maggiormente tra le righe delle storie di Dindalè non è solo il paradosso: è un mondo immaginativo quasi favolistico, visto dagli occhi di un bambino, anche se nella storia non ci sono bambini; e questo mondo fanciullesco risalta palesemente nell’ultima storia, Prince Bastian II (il cui sottotitolo non è a caso “favola della buonanotte”): chiuso nella piccola realtà utopica e virtuale di un videogioco, Luca vive attraverso lo schermo le fattezze di un eroe inesistente e mille fantastiche avventure. Di fronte alle difficoltà della vita, alla crescita verso l’età adulta e i suoi conseguenti problemi, l’autore si oppone con semplice e leggero […]

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Nerd zone

Ebook or Book? Tra innovazione e nostalgia

L’ebook nasce ufficialmente nel 1971, quando vede la luce il “Progetto Gutenberg”, che prevedeva l’istituzione di una enorme biblioteca elettronica, nella quale sarebbero state raccolte versioni elettroniche di libri stampati, in pratica quelli che oggi noi chiamiamo ebooks. Negli anni ’90 le versioni digitali dei libri, iniziano a circolare in modo più diffuso: nasce l’ebook così come lo intendiamo oggi. Sono, addirittura, tanti gli scrittori che scrivono libri che saranno destinati a rimanere per sempre solo in formato digitale. Negli anni 2000, la diffusione degli ebook cresce in maniere esponenziale, così il mercato tecnologico mette a punto dei dispositivi, gli e-reader, che servono esclusivamente solo a leggere ebooks. Nel 2011, per la prima volta nella storia, in America vengono venduti più ebooks che libri cartacei. Così, nel corso degli anni è sorta una diatriba tra i puritani del libro cartaceo, coloro i quali non si azzarderebbero mai a comprare un ebook, e chi invece ormai acquista solo ebooks. Ma quali sono i vantaggi degli ebook? Innanzitutto il costo. Comprando un ebook, piuttosto che la sua versione cartacea, si può risparmiare anche fino all’80%, questo perché un ebook non ha costi di stampa, di trasporto, di messa in vendita e quant’altro. Inoltre, oggi tanti classici della letteratura mondiale sono trovabili, legalmente in rete, a prezzo zero. Un altro vantaggio è la comodità. In un e-reader o in un tablet, possiamo trasportare anche centinaia, se non migliaia, di libri insieme, senza doverci affaticare. Comunque questi sono solo i due vantaggi principali, ne potremmo citare ancora altri. Così spinto dalla curiosità e dall’opportunità datami da Sony di provare in anteprima uno dei suoi ultimi e-reader, ho preso tra le mani un e-reader e l’ho iniziato ad usare. L’e-reader da me provato è il magnifico SONY PRS-T3. Sony ha pensato bene di ricalcare lo stile di un libro tascabile, così il reader si presenta in maniera molto elegante, dotato di una propria “copertina” proprio come un libro vero, le sue dimensioni sono davvero molto comode, lo schermo è di ottima fattura e al tatto sembra quasi di sfiorare un foglio di carta vero. La comodità è il punto di forza di questo reader, perché esso possiede anche dei tasti fisici che permettono la navigazione tra le pagine e altre comode funzioni, quindi oltre al touch è possibile sfruttare anche tasti fisici. Il reader è dotato anche di un software molto comodo per PC (collegabile tramite USB), con il quale possiamo organizzare tutta la nostra biblioteca elettronica, che grazie allo slot per una microSD, potrà essere davvero infinita. Un altro punto di forza è dato dalla batteria, che può garantire quasi due mesi di vita! La lettura degli ebook risulta molto piacevole, lo schermo da 6 pollici non è retroilluminato, quindi non stanca la vista, e dona la sensazione di trovarsi davanti ad un vero foglio di carta. Sono tante le funzioni che possono coadiuvare la nostra lettura, possiamo sottolineare, evidenziare, copiare, incollare, prendere appunti mentre leggiamo e condividere tutto su Facebook o incollare il tutto su una […]

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Nerd zone

Quando la letteratura incontrò la tecnologia: riflessione semiseria sull’avvento degli e-book

Negli ultimi anni la tecnologia in tutte le sue forme ha conosciuto uno sviluppo inarrestabile, tant’è che nemmeno noi comuni mortali riusciamo a tenere il passo con le recenti novità hi-tech. Ma cosa accade quando la tecnologia tenta di inglobare la letteratura, la più antica e illustre forma d’espressione umana rimasta finora estranea a tutto ciò? La tecnologia ha elaborato diversi modi di ricreare un apparecchio che somigliasse il più possibile a un libro: i primi e-reader avevano lo schermo opaco, antiriflesso e non illuminato, così non era possibile leggerlo al buio se non servendosi di una lampada. A differenza dei pc e dei tablet, gli e-reader sono più agevoli e permettono una lettura meno stancante per i nostri occhi. Inoltre gli e-book hanno un prezzo decisamente minore rispetto ai libri cartacei, e molte case editrici mettono a disposizione alcuni e-book, soprattutto classici, da scaricare in maniera completamente gratuita. Insomma un sostituto potenzialmente perfetto. In seguito all’ascesa del fenomeno e-book, i lettori sembrano essersi divisi in due categorie distinte e separate. Da una parte abbiamo la categoria degli innovatori, maniaci dell’hi-tech sempre al passo con i tempi che decantano gli innumerevoli vantaggi dei lettori e-book: praticità, maneggevolezza, leggerezza, ma soprattutto una memoria capace di racchiudere un repertorio di libri pari a quello di una biblioteca. Questa categoria di lettori tecnologici si potrebbe dividere in due ulteriori sottocategorie: quelli che provengono dalla lunga tradizione dei libri cartacei e si sono convertiti a nuova religione per i motivi sopra elencati, e quelli che assai probabilmente hanno scoperto il piacere della lettura solo dopo che i libri sono approdati su un apparecchio dotato di schermo e tasti. Dall’altra parte incontriamo una categoria dalle idee più conservative, i cosiddetti nostalgici: feticisti dei libri che necessitano del contatto fisico e dell’odore inebriante di carta e inchiostro per poter godere fino in fondo del cimelio che stringono avidamente tra le mani. Per loro non ci sarebbe peggior fine di quella di crollare sotto una valanga di libri che traboccano dalla sua biblioteca, che curano con un’attenzione maniacale. Per loro l’ e-book non è da considerarsi un vero libro, quanto piuttosto l’unico mezzo grazie al quale i lettori pigri possono entrare in contatto con la letteratura. Ormai il dibattito “E-book o non e-book, questo è il dilemma” non conosce tregua e il web abbonda di spazi dedicati all’argomento in cui ognuno esprime la sua opinione: c’è chi si pronuncia a favore della tecnologizzazione del libro, ma anche chi boccia gli e-book senza possibilità di appello, segnalandoli come il flagello della letteratura e la morte dell’editoria cartacea. Fatto sta che questo rimarrà un dibattito senza soluzione; tutti hanno ragione e tutti hanno torto. Ma una cosa è certa, gli e-book non andranno mai a sostituire i libri. Ogni apparecchio tecnologico prima o poi viene superato da un altro, nuove tecnologie si fanno strada: gli stessi e-reader che non era possibile leggere al buio sono stati surclassati dagli e-reader con illuminazione LED che possono essere letti tranquillamente al buio. […]

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