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La Tag: letteratura greca contiene 2 articoli

Culturalmente

Alcesti: chi è l’eroina indimenticata della tragedia greca

Alcesti: chi è l’eroina indimenticata della tragedia greca? Alcesti, in greco antico Ἄλκηστις, è una figura della mitologia greca, trasportata poi in innumerevoli tragedie arrivate fino ai giorni nostri. La figura di Alcesti, infatti, è stata resa immortale dall’omonima tragedia di Euripide. L’Alcesti euripidea ha ispirato innumerevoli autori posteriori: tra questi, il poeta Geoffrey Chaucer e l’italiano Vittorio Alfieri, che hanno tratto liberamente elementi dal mito greco modificandoli secondo il parere e le necessità del tempo; cosa che ha fatto anche la grande scrittrice Marguerite Yourcenair. Anche Platone, nel suo Simposio, parla di Alcesti: infatti, per il filosofo greco l’eroina è quanto più vicino possa esserci all’amore disinteressato, all’Eros più puro che non esita al sacrificio dinanzi alla necessità. C’è una costante, però, nelle infinite rappresentazioni di questa eroina senza tempo: la sua fedeltà. Il filone originale del mito, infatti, narra di Alcesti che si offre in sacrificio al posto del marito, Admeto. Alcesti è quindi il simbolo della sposa fedele, pronta a rinunciare alla sua vita per il marito. Ma andiamo con ordine: è il caso di conoscere qualcosa in più sull’Alcesti “originale”. Alcesti: chi è l’eroina. Origini del mito e tragedia euripidea La fonte più precisa per quanto riguarda il mito di Alcesti è senza dubbio la tragedia omonima di Euripide. Si narra che Alcesti fosse figlia di Pelia (figlio di Poseidone) e di Anassibia. Admeto, re di Fere, superò diverse prove prima di riceverla in sposa: infatti, dovette fare ricorso all’aiuto del dio Apollo, che gli donò un cinghiale ed un leone. Da qui, però, Admeto avrà un debito con la divinità che dovrà in qualche modo saldare. Purtroppo, il solo modo di saldare il debito per Admeto è il sacrificio in punto di morte. Disperato, il re Admeto cerca qualcuno che sia disposto a sacrificarsi per lui: va addirittura dai suoi anziani genitori che, però, gli rifiutano il sacrificio. Admeto si vede costretto ad accettare, se non fosse per la sua sposa Alcesti, che si offre in sacrificio al suo posto. E’ davvero difficile da credere ma Admeto accetta senza batter ciglio questa proposta, accettando anche l’unica condizione posta dalla sua sposa: Admeto non dovrà più risposarsi, per evitare ai figli ulteriori dolori e la sofferenza di una matrigna che non li ama. La sposa di Admeto, quindi, spira sul letto nuziale, simbolo di una vita di coppia faticosamente conquistata e troppo presto ceduta. Tutto sembra volgersi al peggio: nel palazzo, si preparano i lutti per la regina; finché non si presenta sulla scena Eracle, ignaro del lutto che ha colpito il suo amico. Admeto, da buon greco, adempie ai sacri riti di ospitalità tacendo finanche sul proprio lutto. Eracle, felice di essere nelle proprietà di Admeto, si lascia andare al giubilo finché non nota gli sguardi tristi che gli lancia lo schiavo che lo assiste. Eracle pone delle domande allo schiavo, ed ottiene la verità. L’eroe prova tangibile vergogna del suo comportamento e vuole letteralmente dare un segno ad Admeto che, nonostante il grave lutto, […]

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Culturalmente

Alceo: storia del poeta greco

Alceo: storia del poeta greco Alceo, nome greco Alkaios e latinizzato Alcaeus, è stato un poeta greco vissuto all’incirca tra il 620 ed il 560 a.C., a Mitilene sul Mar Egeo settentrionale. Grazie ai suoi legami ed a quelli della sua famiglia con i personaggi storici dell’epoca, la datazione della sua vita ci sembra molto verosimile. Infatti, la storiografia dell’epoca narra che i fratelli di Alceo (e probabilmente Alceo stesso, secondo Diogene Laerzio) presero parte all’uccisione del tiranno della città di Mitilene, Melancro. Questo diede il via ad una lunga lotta per la successione, soprattutto tra aristocratici ed il popolo. Successivamente, Mirsilo prese il potere ed il giovane poeta fu costretto all’esilio, benché a pochi chilometri dalla natia Mitilene. Quando ritornò finalmente in patria, Alceo lo fece intonando un canto di giubilo: “Era ora! Bisogna prendere la sbornia, bisogna bere a viva forza ora che è morto Mirsilo”. Da questo verso, è facile capire che Alceo non era certo un personaggio facile nel sottile gioco di equilibri delle città greche. Come vedremo, passerà parecchio tempo in esilio, rinnegato anche dai suoi amici più cari. Pittaco, tra i migliori amici nonché commilitone di Alceo, divenne esimneta della città di Mitilene, una sorta di magistrato supremo. Alceo sembrò non gradire particolarmente la sua nomina, così tanto da appellarlo in alcuni versi con epiteti decisamente poco carini: per il poeta, il suo amico Pittaco era “d’un ramo bastardo”, nonché “coi piedi spazzanti per terra” perché “aveva i piedi piatti e li spazzava per terra”. Questo è sufficiente per capire il perché del successivo e lungo esilio di Alceo in Tracia, dal quale fece ritorno soltanto quando Pittaco, prima di lasciare la sua carica, decise di perdonare e di permettere il ritorno a tutti i suoi nemici. Sulla sua morte, non abbiamo molte notizie: la tradizione ci dice che morì in tarda età. Alceo: storia del poeta greco. I suoi versi. Alceo, attraverso i suoi scritti, ci appare come un uomo che combatte per i suoi principi: è un poeta civile, con molti versi dedicati alla patria, senza dimenticare l’amore per i giovani (sebbene, non melenso), conformandosi alla durezza dei guerrieri. In vecchiaia, i suoi versi si uniformano verso “l’unico amico che non l’ha mai tradito” ed il vino, grande passione di Alceo. In tutto, ci restano 400 frammenti di Alceo: il dialetto utilizzato è il dialetto eolico, il ritmo è prevalentemente dato dalla strofa alcaica e dalle strofe saffiche. La sua opera è stata riunita in diverse raccolte: gli Inni, i Peani, i Carmi della lotta civile, i Canti Conviviali ed i Canti erotici. Alceo: storia del poeta greco. La passione per Saffo Alceo è sicuramente passato alla storia per la sua passione nei riguardi della coeva poetessa Saffo, dell’isola di Lesbo. La contrapposizione tra i due è palese: la poesia di Alceo nasce nell’ambito dell’eteria, in un mondo prevalentemente maschile e guerresco fatto di intrighi, guerre ed esili. Il corrispettivo dell’eteria, per Saffo, è il tiaso: un ambiente popolato dal sesso femminile, […]

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