Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La Tag: Loop contiene un solo articolo

Musica

Sabba in Loop: l’intervista dalle origini alla Romania

Intervista a Sabba in occasione dell”uscita del suo ultimo singolo, Loop!  “Loop” è l’ultimo singolo di Sabba, cantautore campano con alle spalle un meraviglioso background artistico, che abbiamo avuto il piacere di intervistare e con cui abbiamo chiacchierato. Per quanto riguarda il singolo, il fatto che nel testo si parli ripetutamente di “manie di grandezza” lascia ben intendere le intenzioni e la mole di lavoro che c’è dietro questa pubblicazione. Il brano è una manifestazione di disagio, rivolto soprattutto a chi è rimasto impelagato in situazioni complesse e apparentemente senza vie d’uscita. L’arrangiamento è estremamente internazionale, le sonorità si sovrappongono senza mai accavallarsi generando un unicum sonoro che accompagna l’ascoltatore fino alla fine del brano. Inutile poi ricordare le doti canore di Sabba, un vero fenomeno su qualsiasi tonalità, ma questo alla fine lo racconta molto bene anche il suo passato: anni di gavetta come chitarrista ritmico, corista e compositore per band campane che lo hanno portato a girare per tutta la regione, la conquista del suo primo pubblico con Sabba e gli Incensurabili, le esperienze teatrali in giro per l’Italia, la vittoria del 2017 di “The Winner Is” e, dulcis in fundo, la finale di X-Factor Romania del 2020. L’ Intervista Ti faccio subito la domanda di rito: com’è nato “Loop”? E’ nato da una notte insonne, invece di tormentarmi ho deciso di scrivere per potermi rivolgere soprattutto a me stesso. Il brano è nato come un flusso di coscienza, infatti nello special cito i Velvet Underground e Battisti che stavo ascoltando proprio in quel momento. L’idea era quella di creare qualcosa di grosso, di epico, e ne parlo anche nel testo. La presenza di parti del testo in inglese e l’arrangiamento internazionale sono delle scelte dettate dalle tue esperienze oltre il confine per cercare di aprirti ad un mercato estero? In realtà può sembrare che sia così ma è solo un caso, ho sempre cantato in inglese per il mio amore per la musica black. Data poi l’internazionalità che abbiamo voluto dare al testo ho pensato che l’inglese potesse anche starci molto bene. A proposito delle “manie di grandezza”, non credi che nell’industria discografica moderna, soprattutto quella più mainstream, ci sia troppa poca gavetta? Guarda per me ognuno è libero di fare ciò che vuole, va bene tutto, se il mercato vuole determinate cose e loro sono bravi ad affidarsi alle persone giuste, va bene. Io sono cresciuto con Franco Del Prete, Piero Gallo, i pionieri del neapolitan power, quindi ho un background diverso. Cerco di seguire la mia strada, il valore commerciale non è il valore artistico. Quando vivevo a Milano provocatoriamente dissi se incontrassi Fedez gli stringerei la mano, proprio perché ognuno fa le scelte che vuole e lui è bravo in quello che fa. Dopotutto il successo è un incidente di percorso, ti devi semplicemente godere il viaggio, vedo la musica come una terapia quindi vado avanti per la mia strada un pochettino come un cavallo col paraocchi. Se potessi ritornare a 18 anni, ripeteresti […]

... continua la lettura