Home | Teatro | 2084 – L’anno in cui bruciammo chrome al Sannazaro | Recensione

2084 – L’anno in cui bruciammo chrome al Sannazaro | Recensione

2084

2084 – “L’anno in cui bruciammo chrome” è andato in scena al Teatro Sannazaro di Napoli dal 31 Gennaio al 2 Febbraio

Il progetto di Marcello Cotugno e Nadia Carlomagno nasce come evoluzione del percorso di ricerca avviato da qualche anno nel Master in “Teatro Pedagogia e didattica. Metodi, tecniche e pratiche delle arti sceniche” Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, diretto da Nadia Carlomagno, sulla scena insieme a Francesco Maria Cordella, Graziano Purgante, Sveva De Marinis, Arianna Cremona, Onorina Della Rocca, Paolo De Vita.

Prodotto da Tradizione e Turismo, centro di produzione teatrale, Teatro Sannazaro in collaborazione con ACTS, con testo, regia, progettazione video e colonna sonora di Marcello Cotugno, voci fuoricampo di Lino Musella e Valentina Acca, luci di Pasquale Mari, costumi di Irma Ciaramella e scene di Assunta La Corte. Aiuto regia e collaborazione alla drammaturgia curate da Marta Finocchiaro e Arianna Cremona, alla progettazione grafica e video hanno collaborato Francesco Domenico D’auria e Gennaro Monforte, direttrice di scena Fiorentina Mercaldo, assistenti scenografi Alessandro Fraia e Giorgia Lauro.

2084 – L’anno in cui bruciammo chrome: sinossi

Perseo e Atria Donati sono ai margini della società. Ormai con pochi crediti sociali, non hanno un lavoro stabile e lottano per arrivare a fine mese, con la speranza di uscire dalla soglia di povertà.

I due figli Alhena, ventidue anni, e Izar, ventisette, danno loro tanti pensieri: Izar è un hikikomori e vive recluso nella sua stanza, nel metaverso, l’unico luogo in cui gli sembra possibile relazionarsi e dove incontrerà l’amore, mentre la sorella Alhena studia criogenetica all’università, mantenendosi da sola lavorando come content creator e sognando di modificare il proprio aspetto, trasferendo la propria identità in un altro corpo, ritenuto nient’altro che un semplice involucro.

Il fragile equilibrio della famiglia Donati è messo a dura prova ma la soluzione è estrema e inaspettata: distruggere il web con un virus.

Un futuro distopico di orwelliana memoria

2084, titolo chiaramente ispirato a 1984 di George Orwell, offre uno sguardo su un mondo futuribile che esplora un domani forse non troppo lontano: cosa potrebbe accadere tra soli sessant’anni?

La Cina ha accresciuto la propria egemonia, dominando l’Occidente ed esportando il proprio sistema di controllo sociale: la società è ormai disumanizzata e vi è un’unica app che raccoglie diversi social, consentendo l’accesso a ogni tipo di servizio e pagamento.

La vita dei cittadini dipende dai crediti sociali, in base ai quali è misurata la loro affidabilità, e il lavoro, evolutosi in modalità smart, è alienante, diventando fonte di stress e frustrazione per via di turni di lavoro sfiancanti che non consentono un riposo adeguato e la coltivazione di rapporti sociali.

L’ispirazione – racconta Marcello Cotugno – viene da diverse letture e visioni: «libri come Red Mirror di Simone Pieranni, Snow Crash di Neal Stephenson o i documentari Stay Awesome China! Di Winston “SerpentZA” Sterzel, 24 City di Jia Zhangkee, sono state per me il volano per immergermi in un mondo lontano, quello cinese, affascinante e terribile, pieno di contraddizioni ma con una luce che tra mille ombre risplende

L’utilizzo delle nuove tecnologie

La pièce, andata in scena al Teatro Sannazaro di Napoli, parla soprattutto a un pubblico di giovani, nati e cresciuti con la presenza costante della rete e ormai sempre più connessi globalmente, portando in scena tematiche attuali, fenomeni e tecnologie di cui si sente sempre più parlare, come l’intelligenza artificiale e il metaverso.

Viene esplorato anche il rapporto genitori-figli con le relative difficoltà legate al gap generazionale, ancora più accentuato in un mondo virtuale fatto di social, streamer e tiktoker, che gli adulti faticano a comprendere e accettare.

Anche per la realizzazione del progetto si è fatto ampio uso delle nuove tecnologie, come si legge nelle note di regia a cura di Marcello Cotugno su 2084 – L’anno in cui bruciammo Chrome: «Per lo spettacolo ho realizzato una collezione di 84 NFT originali, ispirati ai personaggi in scena. È la prima volta che, in Italia, è stata realizzata una collezione di non fungible token abbinata a uno spettacolo teatrale. I disegni sono stati realizzati con un Samsung S22 e una S-Pen. Inoltre, le poesie di Xe sono state realizzate con l’ausilio di un’app di AI per la poesia, che elabora versi in base allo stile di poeti del passato. Anche la scena tra Xe e Izar è stata scritta con l’aiuto di una AI e registrata in una stanza virtuale tramite dei visori Oculus indossati dagli attori, i quali recitavano le scene vedendosi sottoforma di avatar.»

Fonte immagini: ph Giusva Cennamo

🎭 Hai perso gli altri spettacoli in cartellone? Vai al nostro nostro archivio di recensioni teatrali per scoprire tutte le opere in scena a Napoli, Roma e nei grandi festival italiani.

Altri articoli da non perdere
Serenate e stornelli romani del Maestro Paolo Gatti al Teatro Marconi di Roma
Serenate e stornelli romani

Il Teatro Marconi presenta l'edizione 2024 del Marconi Teatro Festival, L'oasi dell'arte nell'estate di Roma, portando spettacoli che uniscono in un Scopri di più

La felicità (Eric Assous) al teatro Sannazaro di Napoli | Recensione
La felicità (Eric Assous) al teatro Sannazaro di Napoli

La Felicità (Eric Assous), dal 3 al 5 novembre al teatro Sannazaro di Napoli: la recensione. La Felicità (Eric Assous) Scopri di più

Senza Ambra di dubbio – Sono la mia voce di e con Ambra Cianfoni al Teatro Villa Lazzaroni
Senza Ambra di Dubbio - Sono la mia Voce

Al Teatro di Villa Lazzaroni debutta lo spettacolo di Ambra Cianfoni: Senza Ambra di dubbio - Sono la mia voce. Scopri di più

In nome della madre: grazia e potenza con Galatea Ranzi

Galatea Ranzi è già in scena e aspetta paziente che il pubblico in sala faccia silenzio per dare vita a Scopri di più

La lezione di Ionesco, l’assurdo e il banale al Sannazaro | Recensione
La lezione di Ionesco

La lezione di Ionesco arriva al Teatro Sannazaro di Napoli. Recensione dello spettacolo con Nando Paone, Daniela Giovanetti, Valeria Almerighi, Scopri di più

Benvenute stelle al Ridotto del Mercadante | Recensione
Benvenute stelle al Ridotto del Mercadante | Recensione

Benvenute stelle va in scena al Ridotto del Mercadante da martedì 21 novembre a domenica 26. Scritto e diretto da Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Francesca Arfè

Laureata in Lingue e Culture Comparate, attualmente studentessa magistrale di Lingue e Letterature Europee e Americane. Bilancia ascendente Acquario con la testa tra le nuvole e il naso tra i libri. Dispensa consigli di lettura agli indecisi sul suo profilo Instagram @chicchedilibri. Cofondatrice di #PagineDaYamato, gruppo di lettura su Telegram dedicato al Giappone in tutte le sue sfaccettature.

Vedi tutti gli articoli di Francesca Arfè

Commenta