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Anna Karenina, le donne e la passione a Galleria Toledo | Recensione

Anna Karenina, le donne e la passione a Galleria Toledo | Recensione

Al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo è in scena, dal 14 al 16 marzo, lo spettacolo di Alberto Bassetti: Anna Karenina, le donne e la passione.

Anna Karenina, dal romanzo alla scena

Regia di Filippo d’Alessio, lo spettacolo Anna Karenina, le donne e la passione vanta attrici e attori di altissimo livello: Maddalena Rizzi, Bruno Governale, Biagio Iacoviello, Alioscia Viccaro; nonché una massima cura della scena da parte di Tiziano Fario. La produzione è stata districata nei giorni di venerdì 14 marzo alle ore 19:00, sabato 15 alle ore 20:30 e domenica 16 alle 18:00; per tutta la durata dello spettacolo, inoltre, il cast permette l’impossibilità di annoiarsi, garanti di tempo speso in modo altamente proficuo. Dal romanzo del grande letterato del realismo russo Lev Tolstoj, Anna Karenina, ecco, una sua importante pièce teatrale in grado di far emozionare davvero.

La scena è incentrata su uno dei luoghi cardine di tutto il romanzo\produzione teatrale: la stazione dei treni. Qui, dove persone di ogni tipo si incontrano e si salutano, inizia lo spettacolo e si conclude, proprio come nella penna di Tolstoj. Per la fortuita sfortuna\fortuna di due sconosciuti viaggiatori, attraverso il personaggio protagonista di Anna, dovranno essi “stare al gioco” e far ri-vivere la storia dell’amata nobildonna russa, affinché ella non venga dimenticata, e che sia, soprattutto, un simbolo per molte donne. I due uomini alla stazione impersoneranno, a loro volta, le due figure più importanti nella vita di Anna: suo marito Aleksej Aleksandrovič Karenin, e il suo amante Aleksej Kirillovič Vronskij; ingabbiata, un po’ come la Madame Bovary di Flaubert, in un matrimonio infelice, in cui l’unico spiraglio di gioia e di luce è suo figlio Serëža, Anna trova passione e conforto nell’ufficiale dell’esercito Vronskij, ora il suo unico motivo di vita. Gli amanti, i quali vanno avanti felicemente con la loro intensa storia d’amore, dovranno presto fare i conti con la dura realtà della loro relazione: Anna confesserà tutto a suo marito Karenin, egli non le permetterà mai il divorzio, costringendola a un’esistenza con Vronskij di alti e bassi, in cui, alla fine, le “passioni” della protagonista bruceranno in un tragico e amaro epilogo. A contornare il tutto, il racconto parallelo del signorotto di campagna Konstantin Dmitrič Lèvin, il quale, innamorato della dolce Kitty, cercherà in tutti i modi di costruire una famiglia con lei.

Anna Karenina, il vivere liberamente

La trasposizione teatrale del romanzo mostra alcuni dei punti salienti più vitali in una luce chiara e fortissima. La condizione sentimentale di Anna non le permette un vivere liberamente la sua vita, o perlomeno, quella a cui auspica: la volontà e il diritto alle passioni si instaurano come alcuni dei leitmotiv principali dell’opera. L’enorme differenza tra i due uomini della protagonista, il marito fantoccio e l’amante passionale, rende ancora di più l’idea di emancipazione a cui la Karenina di Tolstoj mirava. Il male che le viene fatto, però, episodio dopo episodio, tra il divorzio mai ottenuto, l’umiliazione nella sua alta classe sociale, la sofferta separazione da suo figlio, e la sua quasi morte di parto per la sua bambina avuta con Vronskij, frantuma, pezzo per pezzo, l’anima di Anna; da un estremo all’altro, la sua iniziale fortissima volontà di vivere senza freni il suo illogico e vero amore, si trasforma in una volontà di terminare ogni passione che possa mai più avere. Una cosa, però, nonostante il triste finale, rimane: come Madame Bovary guarda con occhio languido e speranzoso dalla sua finestra l’uccello che vola libero e solo, così, nei suoi innumerevoli valzer con Vronskij, Anna guarda alla felicità.

Fonte immagine: Ufficio Stampa

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