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Eroica Fenice

Delirio Creativo

Delirio Creativo: il palco dell’improvvisazione

Durante la conferenza stampa per la presentazione del presidio di arte e cultura nel Rione Sanità che darà via al “Laboratorio di artigianato tradizioni e creatività“, sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, abbiamo incontrato Raffaele Bruno, direttore artistico della compagnia teatrale Delirio Creativo. In quest’intervista ci ha illustrato la sua attività dandoci appuntamento al 18 ottobre alle 20.00 al teatro Il Palcoscenico, per la festa inaugurale delle attività della compagnia.

Da cosa nasce Delirio Creativo?

Delirio Creativo nasce nel 2005 dalla mia esigenza di condividere il beneficio che ricevevo ogni volta che partecipavo ad un laboratorio teatrale. 
Mi sono sempre chiesto perché questo “benessere” dovessero provarlo solo gli attori di professione e così decisi di elaborare un metodo nuovo che diventava “rito teatrale” di creazione e improvvisazione collettiva. 

In cosa consiste il rito di Delirio Creativo?

Il rito che “accade” ogni martedì da undici anni al teatro Il Palcoscenico coinvolge sempre più persone che partecipano alle nostre sessioni: appassionati di teatro, musicisti, attori, curiosi, e in genere chiunque voglia lasciar andare ritrosie e timori a favore dell’immaginazione, della fantasia e della passione. Il rito diventa una pratica spirituale per l’animo, con cui sperimentare un profondo senso di libertà. È uno spazio neutro dove muoversi in totale serenità e senza più le costrizioni del nostro quotidiano. Il rito non è solo libertà di espressione ma è anche strumento efficace per avvicinarsi alla tecnica attoriale. Durante le sessioni di Delirio Creativo si impara in maniera completamente naturale ad usare correttamente la voce, gestire lo spazio scenico, interagire con gli oggetti, costruire un personaggio, lavorare sul testo, improvvisare. 
Ogni allievo viene seguito da professionisti delle varie materie: teatro, canto, teatro danza, clownerie. 

A seguito delle esperienze fatte, penso ad esempio alle collaborazioni con Stefano Benni, qual è il bilancio delle attività presentate?

Credo che il teatro sia principalmente incontro, a partire da quello con Stefano Benni a cui fai riferimento, che è stato un’inesauribile fonte di ispirazione e “folle genialità” fino ad arrivare ai tantissimi ospiti che popolano i nostri appuntamenti. La mia  aspirazione è che il delirio creativo sia considerato sempre più una piazza piena di amici da ri-incontrare. Una piazza in cui ci lasciamo incantare dall’altrui arte, una forma di nuova rivoluzionaria umiltà che è  alla base di veri e propri incantesimi a cui di volta in volta il pubblico sempre più numeroso assiste incantato. 
Quest’anno saranno con noi: Roberto Colella, Maurizio Capone, O’Rom, Gnut, Giglio, Fede’n Marlen, Isole Minori Settime, Alessandro Bolide, Salvatore Cantalupo, Coffee Brecht e tanti altri che improvviseranno e creeranno con noi, dando vita ad un vero e proprio spettacolo completamente nuovo: una bellezza che ancora non c’è.

Quanto questa città in termini di ispirazione, ha dato al teatro di improvvisazione? Crede che fare teatro a Napoli sia uguale che fare teatro a Mantova? 

Ci sono città che più di altre connotano linguaggio e contenuti, una di queste è di sicuro Napoli, che al di là di ogni codice universale prorompe potente nel cuore di molti artisti influenzandoli profondamente con le sue contraddittorie meraviglie. Ogni volta che scrivo, immagino che le mie parole e i miei contenuti arrivino a fruitori di ogni città ma non posso non constatare che la mia scrittura trasuda “Napoli”. Infatti proprio Stefano Benni l’ha definita: «Una musica di dolore e speranza assieme, forse solo a Napoli la puoi suonare così forte». 

Cosa si aspetta da Assolo Delirante?

Assolo Delirante è la prima edizione della nostra rassegna per monologhi che inizierà il 3 dicembre al teatro Il Palcoscenico. Così come è nello spirito dell’incontro, immagino che questo possa essere un efficace pretesto per conoscere attori-artigiani da tutta Italia che hanno voglia di condividere con noi un pezzo della loro ricerca poetica.
Siamo commossi dalle numerose adesioni giunte finora e siamo onorati di consegnare un premio alla carriera ad uno dei tesori della nostra terra: Salvatore Cantalupo. Vorrei ricordare che le candidature vanno inviate entro il 31 ottobre alla mail: federicapalo@yahoo.it.

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