Racconti per Ricominciare 2023, recensione di Una ragazza d’oro
Ai piedi del Vesuvio sorge la suggestiva Villa delle Ginestre. Qui le vite di quattro donne vengono sconvolte da eventi che inizialmente appaiono surreali ma che successivamente diventano “la normalità” e nell’habitat naturale nel quale vengono calate. Quattro storie, quattro vite e quattro personalità che coinvolgono nello stesso spazio iperbolico al Festival Racconti per Ricominciare.
Dalla regia di Mario Gelardi in collaborazione con Delegazione del Quebec a Roma ecco la Rassegna Racconti per Ricominciare che accompagnerà varie serate al tramonto da fine Maggio a metà Giugno. «Il percorso di drammaturgia contemporanea internazionale perseguito dal Festival Racconti per Ricominciare permette di raggiungere e portare nel territorio anche la drammaturgia austriaca e tedesca.» – George Schnetzer, Direttore del Forum Austriaco di Cultura Roma.
Racconti per Ricominciare 2023, un festival diffuso di percorsi teatrali itineranti, in scena al tramonto in magnifici siti del patrimonio culturale della Campania. Ideato e realizzato da Vesuvioteatro, con la direzione artistica di Claudio Di Palma e il coordinamento artistico di Giulio Baffi, il festival ha presentato la sua prima edizione nel 2020 e la seconda edizione nel 2021 con poi la terza edizione che si è svolta dal 26 maggio al 12 giugno 2022. Dal 2022 è riconosciuto dal Ministero della Cultura come Festival Nazionale di Teatro. Ha inoltre ottenuto il Patrocinio Morale di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo.
Una ragazza d’oro con la Regia di Mario Gelardi con Federica Aiello, Francesca Borriero, Gioia Miale e Francesca Muoio è un testo del drammaturgo Sébastien David. La storia di quattro donne dalle vite surreali che si alternano sulla scena in quattro performance. Nella vita di ognuna delle protagoniste accade qualcosa di fuori dal reale, che manderebbe in panico chiunque, ma non loro.
Il testo è nato da un progetto carte blanche proposto da una compagnia quebecchese, il Théâtre du Double Signe, il cui unico vincolo era quello di affrontare la storia di Mida, re di Frigia, che ottenne da Dioniso il potere di trasformare in oro tutto ciò che toccava, come premio per avergli riportato il compagno Sileno. Questo dono si trasformò presto in un incubo, allorché si rese conto di non poter più mangiare e, soprattutto, quando trasformò la sua stessa figlia in oro mentre cercava di confortarla. Curiosamente, è stata proprio la figura di questa fanciulla d’oro che suscita interesse, non quella di un re avido e stupido. Questa enigmatica statua d’oro è stata il punto di partenza. Cercando diverse versioni del mito, ecco che si collega alle METAMORFOSI di Ovidio.
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