Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Evita Tim RIce

Evita, il Musical al Teatro Cilea

Evita, il Musical  è in scena per la prima volta in italiano al Teatro Cilea di Napoli il 6 e il 7 marzo grazie alla traduzione di Marco Savatteri e alla direzione di Susy Tagliapietra.

Una parabola ascendente verso l’infinito. Così può considerarsi il lavoro teatrale che, partendo dalla morte, descrive con attenzione, in un lungo flashback, la vita della “Madonna degli Umili”. La sua morte getterà il popolo argentino in un profondo lutto; in un periodo in cui la politica e l’economia assumono un volto ancora più oscuro. Sarà proprio questa profonda disperazione ad essere sbeffeggiata dalla figura del Che-narratore il quale sottolineerà quanto la politica peronista sia stata una farsa, uno spettacolo, unicamente uno show (Oh what a circus). È certo che la figura di Evita sia stata più volte contestata ma, d’altro canto, è innegabile quanto sia centrale nel panorama della Grande Storia mondiale del Novecento

Il flashback affonda le radici nell’incontro di Evita con il cantante Magaldi con il quale, all’età di 15 anni, si allontana dal piccolo villaggio natale nel cuore della Pampa per raggiungere Buenos Aires. Raggiunta la città sognata con tutte le sue forze, si renderà conto che il giovane non è in grado di garantirle l’accesso nella società argentina ‘che conta’. Inizia così ad intrecciare una serie di relazioni con diversi uomini fino all’incontro che le rivoluzionerà la vita: quello con Juan Domingo Peròn. Evita è una donna ambiziosa e sa come tessere la tela amorosa intorno al giovane Peròn (I’d be surprisinly good for you) allontanando duramente e definitivamente la concorrenza (Another suitcase in another hall). Il legame con l’uomo, purtroppo, non le consentirà di stringere amichevoli relazioni con la società borghese che la escluderà nettamente per le sue umilissime origini (è l’ultima figlia illegittima di cinque figli illegittimi) costringendo Evita a sentirsi nuovamente rifiutata. Divenuto generale, Peròn manifesterà la volontà di concorrere alle elezioni presidenziali , da qui, inizierà la lotta di Evita che consentirà al marito di raggiungere la presidenza attraverso una grande operazione politica. Arrivata alla vetta della nazione, Evita ne diventerà il simbolo. Il simbolo di una donna che è nata per comandare,  di una grande personalità che odiava appassionatamente così come amava. Forte e volitiva.

Evita Tim Rice

La forza dell’accompagnamento musicale sottolinea proprio questi aspetti della giovane: una donna ora angelo, ora inquieta e a tratti fanatica delle sue stesse idee, nata sotto una stella maledetta ma sicuramente speciale. Un personaggio da leggenda che parte dal basso per diventare la “pasionaria desde descamisados“. Nel discorso presidenziale alla Casa Rosada assicurerà al suo popolo di non dimenticare mai la sua causa nonostante la fama e la ricchezza (Don’t cry for me, Argentina). La sua personalità dura e concreta non le darà la possibilità di arrendersi, mai: i continui discorsi con i sostenitori del marito aumenteranno la sua popolarità. I viaggi in Europa (Spagna, Belgio, Francia, Italia e Svizzera) e la rabbia per il rifiuto di Buckingham Palace nel riceverla daranno nuova linfa alla sua attività politica (Rainbow Tour). Si occuperà delle condizioni del popolo argentino e attraverso la Fondazione Eva Peròn cercherà di sostenerlo anche economicamente. Di sicuro effetto è l’allucinato incontro con Che-Guevara (A waltz for Eva and Che) durante il quale, ancora una volta, il peronismo di Evita è accusato di essere semplicemente populista con la finalità unica di far tacere le masse.

Evita non si arrenderà e non vorrà farlo nemmeno dinanzi alla malattia. Se questa non l’avesse portata via per sempre. E in palcoscenico ritorna la tristezza iniziale del suo funerale. Il cerchio si chiude. Il sogno è finito.

Il lavoro di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber è stato rivisitato con precisa attenzione. I testi musicali rispecchiano il lavoro originale e anche nella loro traduzione non perdono quella che è l’essenza stessa della musica, in ogni suo accento. Un musical tradotto che non ha nulla da invidiare al suo gemello in lingua. Un testo in cui si fonde realtà e finzione, ironia e celato arrivismo, dove si sottolinea la grandezza di una donna e il suo limite nella voglia di affermarsi, a dispetto di tutto. Che si sia trattato di demagogia, di affari privati, di arrivismo personale resta la grandezza di una donna che ha combattuto e la sua lotta riesce a trasparire tra le maglie del lavoro di Marco Savatteri. 

Una menzione speciale agli artisti: Evita è interpretata da Simona Angioloni; Peron da Agostino Marafioti; Che da Edardo Pallanca; Agustin Magaldi da Matteo Merli; Mistress da Diletta Mangolini. Capaci, attraverso la loro voce, di regalare emozioni di un tempo passato ancora presente.

Jundra Elce

Evita Tim Rice

 

Evita Tim Rice

Evita Tim Rice

Evita Tim RiceEvita Tim Rice

 

-Evita, il Musical al Teatro Cilea-