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Il Colloquio di Eduardo Di Pietro al Napoli Teatro Festival 2020

Il Colloquio

Il Colloquio di Eduardo Di Pietro: recensione dello spettacolo presentato al NTFI 2020

Torna in scena durante la tredicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia 2020 (NTFI) “Il Colloquio” del Collettivo Lunazione e prodotto dalla Fondazione Teatri di Napoli – Teatro Bellini.
Lo spettacolo, vincitore del Premio Scenario Periferie 2019, progettato e diretto da Eduardo Di Pietro, sbarca finalmente a Napoli dopo un tour che conta repliche a Milano, Roma e Bologna e seguirà in autunno la stagione del Teatro Bellini.

Non poteva essere altrimenti, in quanto la realtà presentata e descritta nello spettacolo è quella del carcere di Poggioreale, nello specifico la situazione sospesa dell’attesa dei colloqui periodici con i detenuti.
Un tempo che non passa né dentro alla cella, né fuori. Saranno per sempre le 6.30 nella vita di chi è condannato ad attendere il turno per incontrare il proprio caro, detenuto in carcere. Questo è un tempo in cui si dispiegano i desideri e i sogni, in cui si desidera ardentemente un’alternativa alla propria esistenza. Proprio quando i pensieri diventano dolci, il tempo torna imperioso a scandire la realtà e l’entrata al carcere, a suon di violino, ricorda ai personaggi la vana attesa e l’immobilità dell’esistenza.

I personaggi de Il Colloquio sono tre donne, interpretate da Renato Bisogni, Alessandro Errico e Marco Montecatino, tre donne che sono collegate e attratte come da una forza centripeta al luogo del carcere. Tra di loro c’è chi sta in fila da anni ogni settimana e chi da pochi mesi, ma le sensazioni sono le stesse: sulle tre figure femminili gravita la pesantezza dell’inevitabilità del destino, il respiro corto di chi vorrebbe fuggire e cambiare la propria vita ma poi non ci riesce, non vuole o non può.
Queste donne sono state plasmate e forgiate dalle difficoltà della vita così tanto da non avere più sembianze femminili, bensì maschili, proprio perché gli uomini della loro casa, per motivi diversi, hanno subito la condanna della reclusione, lasciandole sole nelle responsabilità e difficoltà.
Tutte e tre vestono qualcosa di rosso, quasi a simboleggiare un filo che le lega e che marca ancora di più la ciclicità del tempo che sono destinate a vivere, un tempo che non vuole cambiare e trova il proprio compimento nella sua natura immutabile.

Di fronte a noi abbiamo una scenografia vuota, scarna che si riempie del racconto dei personaggi, fino a strabordare nel dramma della vita. La voce e il corpo vengono utilizzati nella loro totalità dagli attori, rendendo ancora più reale la storia e le emozioni dei loro personaggi.
Il lavoro del regista Eduardo Di Pietro mostra grande studio e sensibilità verso l’argomento trattato e ciò rende ancor più piacevole l’esperienza di vedere “Il Colloquio”.

 

Per maggiori informazioni sulla tredicesima edizione del Napoli Teatro Festival, consultare il seguente link 

Ph© Ufficio Stampa: Sabrina Sabatino

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