Napoli Teatro Festival Italia: al via la tredicesima edizione

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Il Napoli Teatro Festival Italia torna per la sua tredicesima edizione nel capoluogo Partenopeo e – come avviene ormai da qualche anno – in tutta la Regione Campania.

Il Festival, nato nel 2007 e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival con il sostegno della Regione Campania, ha ormai un fortissimo respiro internazionale. Produce spettacoli, promuove scritture di testi per il teatro, valorizza luoghi, artisti e professionalità Campane.

Dal 2017 la direzione artistica del Napoli Teatro Festival Italia è stata affidata allo scrittore, regista e attore Ruggero Cappuccio, che ha avviato un progetto artistico nel segno della multidisciplinarità: una programmazione aperta a innovativi fronti di attività, come la sezione Osservatorio e le attività laboratoriali sulle arti sceniche, che offrono spazio e visibilità a giovani e meno giovani, sostenendo i costi di produzione delle compagnie.

In questo senso è da leggere anche la collaborazione con Mimmo Paladino, che dal 2017 progetta l’immagine del Festival, rendendo i cataloghi e i materiali promozionali veri oggetti d’arte.

Il lancio della tredicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia

La presentazione di tutte le attività del Festival – a prova di Covid-19 – è avvenuta in Conferenza Stampa nella mattinata di martedì 10 giugno, in diretta streaming su Facebook e su Radio Crc dal Palazzo Reale di Napoli.

A introdurre la Conferenza Rossana Romano, Dirigente Generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania. Ad aprire la sfilza di interventi Marta Ragozzino della Direzione Regionale Musei della Campania, che ha sottolineato l’importanza di ritrovare i luoghi e i tempi della cultura, con cautela e nel rispetto delle norme di distanziamento fisico, ma non sociale. Dello stesso avviso il Direttore del Museo di Capodimonte Sylvain Bellenger, che si è detto orgoglioso di poter aprire i cancelli del Bosco per la realizzazione di diversi spettacoli del Festival.

Alessandro Barbano, presidente della Fondazione Campania dei Festival, ha poi raccontato il percorso – durante il lockdown – che ha convinto gli “attori” in campo a non rinunciare alla manifestazione e si è focalizzato sull’essenziale differenza tra “riaprire il Paese” e  “far ripartire il Paese”: esperimento – quest’ultimo – su cui in Campania si è scelto di puntare.

A chiudere la Conferenza il Direttore Artistico Ruggero Cappuccio, che ha illustrato i diversi punti di forza del programma 2020 e ha rivolto un appello ad ascoltare le istanze del mondo dei lavoratori dello spettacolo che hanno preceduto la presentazione con la lettura di un proprio comunicato rivendicativo.
La precarietà e la fragilità di chi lavora in questo settore, infatti, precedono la fase di lockdown e la pandemia da Covid-19. Inoltre nessun Governo ha finora realizzato iniziative concrete per riconoscere e far uscire dalla marginalità migliaia di lavoratori e lavoratrici.
Anche per questa edizione il Festival collaborerà con diverse esperienze di Teatri impegnati nel sociale, come il NEST e il Nuovo Teatro Sanità, e favorirà la partecipazione del pubblico attraverso un’oculata politica dei prezzi, che propone un biglietto al prezzo di 8 euro, un ridotto a 5 per gli under 30 e la gratuità per alcune categorie sociali.
Qui il programma completo del Festival https://napoliteatrofestival.it/edizione-2020/
Fonte immagine copertina: ufficio stampa

A proposito di Maria Laura Amendola

Nata a Potenza il 28 giugno 1993, madre australiana e papà Irpino. Impegnata, per diversi anni, in organizzazioni a carattere sociale e culturale, ho prediletto come ambito il femminismo e le battaglie contro le disuguaglianze di genere. Nel 2021, è nata la mia prima opera letteraria, "Una donna fragile", Guida Editori.

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