Nella notte tra il 16 e il 17 febbraio 2026, un bagliore improvviso ha spezzato la quiete di via Chiaia: le fiamme hanno avvolto lo storico Teatro Sannazaro, scrigno di memorie e applausi, una meravigliosa “bomboniera” che da generazioni custodisce la voce di Napoli.
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio si sarebbe sviluppato nelle prime ore dell’alba e avrebbe interessato inizialmente alcune unità abitative del complesso e edifici adiacenti, per poi propagarsi rapidamente alla struttura del teatro. Le fiamme avrebbero raggiunto la parte alta dell’edificio fino a coinvolgere la cupola, risultata tra gli elementi più gravemente danneggiati.
La notizia si è diffusa in un attimo, rimbalzando tra social e prime pagine, lasciando la città con la sensazione netta di aver perso un pezzo della propria anima.
Nonostante l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco — impegnati per ore nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza — le fiamme hanno infatti devastato l’edificio, causando danni enormi al complesso. In moltissimi sono rimasti intossicati dal fumo, che ha costretto all’evacuazione di circa 60 persone. Per fortuna non risultano vittime; alcuni sono stati soccorsi per inalazione di fumo e ricoverati per accertamenti.
Scheda dell’incendio al Teatro Sannazaro
| Dettaglio evento | Informazioni |
|---|---|
| Data dell’evento | Notte tra il 16 e il 17 febbraio 2026 |
| Luogo | Via Chiaia, Napoli |
| Dinamica (prime ricostruzioni) | Fiamme sviluppatesi all’alba da unità abitative del complesso, propagatesi alla struttura del teatro e alla cupola |
| Stima dei danni | 60-70 milioni di euro |
| Persone evacuate | Circa 60 persone |
| Proprietari | Lara Sansone e Salvatore Vanorio |
Indice dei contenuti
Le cause dell’incendio al teatro Sannazaro
Anche se al momento non si hanno chiare le cause dell’incendio al Sannazaro, la Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo. Tra le ipotesi circolate nelle prime ore — tutte da verificare — compare anche quella di un possibile guasto elettrico, ma saranno gli accertamenti tecnici a chiarire l’origine del rogo. La stima dei danni ammonta all’incirca tra i 60 e i 70 milioni di euro.
L’appello dei proprietari e la speranza della ricostruzione del teatro
L’appello dei proprietari Lara Sansone (attrice e regista, nipote di Luisa Conte) e Salvatore Vanorio: “Non ci abbandonate”, è arrivata sovente al cuore dei napoletani, ma soprattutto degli artisti e delle istituzioni che hanno già espresso solidarietà per la ricostruzione.
Le istituzioni, c’è da dire, si sono già mobilitate per il restauro del teatro: in prima linea il sindaco Gaetano Manfredi, insieme ai rappresentanti del Ministero della Cultura, promettono di lavorare insieme per permettere allo storico teatro di tornare splendido come prima.
Anche lo scrittore Maurizio De Giovanni, presidente del Premio Napoli, ha preso voce all’appello e ha dichiarato: “Io ci sono, sin da subito. Sono pronto a partecipare, organizzare e sostenere iniziative, letture, incontri e spettacoli il cui ricavato possa contribuire alla ricostruzione immediata del @teatrosannazaro. Vorrei che tutta la città si mobilitasse a tale scopo: istituzioni, artisti, politici, cittadini. La Cultura è interesse di tutti e il Sannazaro ne è la sua casa. La casa di tutti noi. Rialziamo il sipario!”
Solidarietà e rete per non fermare la stagione
In queste ore sono arrivati messaggi di vicinanza e disponibilità concreta dal mondo dello spettacolo, della cultura e delle istituzioni: in molti hanno ricordato il Sannazaro come una casa del teatro popolare e, insieme, un archivio vivente della memoria cittadina. Tra le voci anche quella del regista Mario Martone, che ha evocato le stagioni affollate ai tempi di Luisa Conte e l’urgenza di stringersi attorno a chi lavora per far rinascere la sala.
Sulla stessa linea si è espresso anche Gigi D’Alessio, dichiaratosi disponibile a iniziative di qualità per sostenere la rinascita del teatro: tra le ipotesi, anche un concerto benefico – eventualmente insieme ad altri colleghi artisti – per contribuire in modo concreto alla ricostruzione e ribadire una presenza che, nelle sue parole, non verrà meno.
Alla mobilitazione pubblica si è affiancato anche un gesto immediato di comunità: l’associazione Chiaia Community Street ha infatti lanciato una raccolta fondi online su GoFundMe per sostenere il teatro Sannazaro. In poche ore si sono registrate quasi 3000 adesioni e, tra i primissimi contributi, si segnala quello di Eduardo Scarpetta. La campagna è consultabile e sostenibile a questo link: ricostruiamo insieme il Sannazaro.
Accanto alla solidarietà, sta prendendo forma anche un’idea operativa: una rete di teatri cittadini pronta a mettere a disposizione palcoscenici, date e supporto organizzativo per non interrompere il dialogo con il pubblico e permettere alla stagione di proseguire, anche in sedi temporanee, finché la sala di via Chiaia non tornerà agibile.
Il teatro e la sua storia
Creato nel 1847 per volontà del duca Giulio Mastrilli, la celebre “bomboniera di Chiaia” è stata una piccola meraviglia architettonica firmata da Fausto Niccolini. È nato in una stagione di forte fermento culturale e si è rivolto fin dall’inizio a un pubblico borghese: un’identità più “cittadina” che aristocratica, che lo ha reso, proprio per questo, particolarmente amato dai napoletani.
Ma il Sannazaro è stato anche un luogo di innovazione. Alla fine dell’Ottocento è stato il primo teatro napoletano ad adottare l’illuminazione elettrica. E in quegli stessi anni ha accolto serate destinate a rimanere nella memoria, come la prima di ’Na santarella di Eduardo Scarpetta.
La struttura ha ospitato tantissimi interpreti, tra cui Eleonora Duse, ed è diventata per molto tempo casa per drammaturghi di enorme importanza. Nel Novecento, oltre ai grandi nomi del teatro napoletano, sono passate da qui figure centrali della cultura italiana, da Luigi Pirandello ai De Filippo.
A causa della Seconda guerra mondiale, il teatro ha cominciato a declinare, ma è stato recuperato tra il 1969 e il 1971, grazie soprattutto a Luisa Conte e Nino Veglia, che hanno rilanciato la tradizione cittadina riportando la sala stabilmente alla sua vocazione teatrale.
Dagli anni Novanta, la famiglia Veglia-Sansone ha mantenuto un legame forte con la tradizione partenopea, senza rinunciare ad aperture verso nuove scritture. Oggi, alla direzione ci sono Lara Sansone e Sasà Vanorio: con loro il teatro ha affiancato al repertorio di tradizione anche proposte di drammaturgia contemporanea, eventi culturali, presentazioni e concerti, sostenendo al tempo stesso nuovi progetti e autori. Proprio questa vocazione trasversale ha contribuito a farlo riconoscere come centro di produzione teatrale dal Ministero della Cultura.
Il Sannazaro non è stato, quindi, soltanto la cornice di innumerevoli spettacoli celebri, ma anche un luogo di incontro e di pensiero, dove intellettuali e artisti hanno incrociato visioni, parole e idee. Ed è per questo che i napoletani, e non solo, sono oggi così colpiti da questa dolorosa tragedia, che rattrista anche la nostra redazione. Ci stringiamo al fianco della direzione, dello staff tecnico e di tutte le maestranze, custodi quotidiani di un patrimonio che appartiene a tutti. Ne siamo certi: il Sannazaro risorgerà dalle sue ceneri e tornerà presto a essere un presidio di cultura e bellezza.
Fonte immagine: teatro Sannazaro

