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Eroica Fenice

Killing Recital: al Piccolo Bellini la gelosia che uccide

Killing Recital: al Piccolo Bellini la gelosia che uccide

 

Il 19 Aprile, sul palcoscenico del Piccolo Bellini, è approdato lo spettacolo Killing Recital, liberamente tratto dall’Otello di Shakespeare. La rappresentazione, in prima nazionale, sarà in scena fino al 21 Aprile 2017.

Lo spettacolo è stato ideato da Michela Lucenti e Maurizio Camilli, per la regia e coreografia di Michela Lucenti, con assistente alla regia Enrico Casale, e interpretato da Fabio Bergalio, Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Ambra Chiarello, Michela Lucenti, Demian Troiano e Natalia Vallebona. La musica originale è stata eseguita da Jochen Arbeit ed è stato prodotto da Balletto Civile, collettivo nomade di performers, che ha portato sul palcoscenico del Piccolo Bellini diverse forme artistiche, dal canto alla recitazione.

Killing Recital: tragedia contemporanea

Cerchiamo di razionalizzare ciò che di per se stesso è irrazionale: l’ amore che lega due amanti. Otello è un generale moro dalla mente troppo fragile per sfuggire ai tarli della gelosia; vive in pieno l’insicurezza occidentale, il suo equilibro è messo a dura prova dal dubbio del tradimento della moglie. Desdemona incarna la purezza della donna onesta e sincera che fornisce la risposta all’incalzare del dramma, oggetto di desiderio da parte di più uomini è simbolo e manifesto della condizione femminile di molte donne.

Iago, il distruttore, è il vero burattinaio della scena: usa la maschera della correttezza e della normalità per insinuare e somministrare piano piano il dubbio in Otello. Costruisce ad arte la menzogna, visibile solo al pubblico, per arrivare al suo fine.

“La gelosia è un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre”: Iago lo sa e strumentalizza Cassio, luogotenente e fidato amico di Otello, che destituito dalla sua carica dal moro, incontra Desdemona e le chiede di mediare con il marito. L’occasione, artatamente costruita da Iago, insieme alla falsa prova di un fazzoletto di Desdemona ritrovato nelle mani dell’amico Cassio, diviene certezza per Otello dell’infedeltà della moglie. L’amicizia tra Cassio e il generale delle truppe della Repubblica di Venezia è compromessa per sempre dall’infido Iago. Il filo della fiducia tra gli amanti è definitivamente rotto. Desdemona canta come un usignolo la sua onestà ed Otello in preda ai “mostri della ragione” uccide la sua amata.

La tragedia è consumata, i canoni occidentali si invertono: il male sul bene, l’inferno sul paradiso, il bianco sul nero.