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Eroica Fenice

giuseppe dipasquale

La Brocca rotta di Giuseppe Dipasquale. Una semplice commedia

Dal 24 aprile al 5 maggio 2019 al Teatro Mercadante di Napoli andrà in scena in prima nazionale lo spettacolo La brocca rotta. L’opera di Heinrich von Kleist sarà qui diretta da Giuseppe Dipasquale e interpretata da un grande coro di attori: Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Andrea Renzi, Antonello Cossia, Carlo Di Maio, Silvia Siravo, Fortuna Liguori Annabella Marotta, Umberto Salvato, Francesco Scolaro e con la partecipazione di Valeria Contadino. Lo spettacolo è una produzione Teatro Stabile di Napoli–Teatro Nazionale.

La brocca rotta, una semplice commedia di Giuseppe Dipasquale

Non per forza il migliore degli spettacoli è il più dirompente.
O quello più sarcastico, movimentato, colmo di straordinari colpi di scena e capovolgimenti d’ordine. La semplicità, come spesso ci viene insegnato, non è un punto di partenza, ma di arrivo.

Per questo, nonostante non sia travolgente o d’impatto l’impostazione registica data da Dipasquale, lo spettacolo La Brocca rotta riesce comunque ad essere godibile, facendo giocoforza sulla straordinaria bravura dei suoi attori, il trio Rigillo-Cossia-Renzi soprattutto, e potendo contare sulle solidi base di un testo incredibilmente contemporaneo.

Sì, perché questo problema del “male” è assai diffuso anche nei giorni nostri. La corruzione, la necessità di giustificazione o mistificazione di esso è ancora pura essenza della nostra società.
Non possiamo, non vogliamo far risultare il male ad ogni costo, persino se questo, in mutata forma, dovesse cadere su qualcun altro e affliggerlo al posto nostro. Così come i personaggi di von Kleist sanno a che gioco stanno giocando fingendo di non ricordarne più né le regole, né i giocatori e neppure l’esistenza stessa di esso, l’uomo sfugge dinanzi alla responsabilità del suo torto e usa, proprio come Adamo, ogni mezzo possibile per salvarsi da se stesso.

In un cadenzato climax da commedia, verità scomode vengono poste dinanzi allo spettatore, riflessioni profonde affrontate con un preciso taglio d’autore. I ruoli di ognuno si consumano come candele accese e poi abbandonate a se stesse. Si ride, si ridacchia perfino, anche se ci sarebbe più da piangere in certi frangenti, e così dopo un po’ tutto ciò che resta è solo la cera sciolta e caduta. Testimonianza di una fiamma che una volta ha bruciato.

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