La donna del mare: spettacolo sul coraggio di essere liberi

Spettacolo

La donna del mare è uno spettacolo che intreccia identità femminile e inquietudine, attraversato da una forte tensione emotiva fatta di attese e ricordi.

La donna del mare di Ibsen a Roma: date e cast

Dettaglio Spettacolo Informazioni Aprile 2026
Date Dal 21 al 26 aprile 2026
Teatro Teatro di Documenti (Via Nicola Zabaglia 42, Roma)
Protagonisti Arianna Ninchi, Marco Bellizi, Stefano Licci, Luca Manneschi, Rosario Tronnolone
Regia Rosario Tronnolone

Dal 21 al 26 aprile 2026, il Teatro di Documenti di Roma ospita lo spettacolo La donna del mare, capolavoro del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, proposto con la regia di Rosario Tronnolone. L’opera vede in scena Arianna Ninchi, Marco Bellizi, Stefano Licci, Luca Manneschi e lo stesso Tronnolone, in una rilettura contemporanea di un testo pubblicato nel 1888 ma sorprendentemente attuale.

La donna del mare: la trama

Ellida, protagonista di La donna del mare, vive con il marito Edvard Wangel, medico vedovo, in una casa sulle rive di un fiordo. A completare il quadro domestico ci sono anche Arnholm, amico di famiglia, e Lyngstrand, giovane artista malato e visionario che porta nella casa una sensibilità fragile.

Ellida e Edvard ne La donna del mare
Scena di confronto: Ellida e Edward.

Nonostante l’apparente stabilità, Ellida non riesce a riconoscersi nella vita che conduce. Il paesaggio chiuso del fiordo contrasta con il suo continuo richiamo al mare aperto, simbolo di libertà. Dentro di lei sopravvive, infatti, il ricordo di un legame misterioso con uno Straniero, un marinaio che le aveva promesso un amore assoluto prima di scomparire nel nulla.

Questa presenza del passato continua a incrinare gli equilibri familiari. Edvard cerca di comprendere Ellida e di trattenerla senza imporle la propria volontà. Anche Arnholm e Lyngstrand contribuiscono a far emergere fragilità e rinunce dei personaggi.

Dialogo tra Arnholm e Lyngstrand
Un dialogo tra Arnholm e Lyngstrand che mette a nudo le loro fragilità.

Quando si fa concreta la possibilità del ritorno dello Straniero, Ellida si trova davanti a una scelta decisiva: restare in una vita sicura ma sentita come estranea, oppure seguire il richiamo di un destino incerto. Il mare, costantemente evocato, diventa il simbolo centrale di questo conflitto interiore che coinvolge tutti i personaggi, costringendoli a confrontarsi con il proprio modo di intendere la libertà.

Scelta consapevole della protagonista Ellida
Il momento della scelta per la protagonista Ellida.

Ellida tra Nora e Hedda: l’evoluzione dell’eroina ibseniana

Ellida si inserisce idealmente tra le grandi figure femminili del teatro di Henrik Ibsen, come Nora di Casa di bambola e Hedda di Hedda Gabler. Se Nora sceglie la fuga e Hedda la distruzione, Ellida rappresenta una terza via, ovvero quella della scelta consapevole. È una figura molto complessa, combattuta tra il desiderio di evasione e il peso della responsabilità. La sua vicenda si sviluppa come un lento processo interiore, in cui il dubbio diventa protagonista.

Il richiamo del mare: simbolo di libertà e vertigine

Nel testo, il mare è una potente metafora esistenziale, rappresenta la libertà assoluta e la possibilità di una vita diversa e più autentica. Ma è anche rischio e perdita di certezze. Ellida è attratta e allo stesso tempo spaventata da questo richiamo, infatti seguire lo Straniero signficherebbe abbandonare tutto, ma restare potrebbe voler dire rinunciare per sempre a sé stessa. In questo conflitto si gioca il cuore dell’opera.

La donna del mare: la regia di Rosario Tronnolone

La regia di Rosario Tronnolone valorizza la dimensione psicologica del testo, mettendo al centro il tormento interiore della protagonista. Le scelte sceniche e interpretative puntano a restituire la tensione poetica che attraversa l’opera, sottolineando la sua sorprendente attualità. Il regista stesso definisce il testo come attraversato da una nostalgia dell’Infinito, una tensione che parla ancora oggi a chi si interroga sul senso della propria esistenza e sulle scelte che la determinano.

Chi è Rosario Tronnolone

Rosario Tronnolone, originario di Taranto, ha intrapreso i suoi studi a Napoli e attualmente vive e lavora a Roma. Laureato in Lettere Classiche con una tesi in Storia del Cinema presso l’Orientale di Napoli, ha successivamente ottenuto un Master in Giornalismo e Comunicazione d’Impresa alla LUISS Guido Carli di Roma.

Collabora con Radio Vaticana, dove realizza un programma settimanale dedicato al cinema e cura adattamenti radiofonici di romanzi. Parallelamente alla sua attività giornalistica, opera come attore e regista teatrale, portando in scena numerose opere, tra cui Hedda Gabler di Ibsen, Tradimenti e Vecchi tempi di Pinter, Lo zoo di vetro e Improvvisamente l’estate scorsa di Williams, oltre a Ventiquattro ore nella vita di una donna di Zweig.

La donna del mare: informazioni utili per il pubblico

Lo spettacolo La donna del mare è in scena presso il Teatro di Documenti, in via Nicola Zabaglia 42 a Roma, dal 21 al 26 aprile 2026. Le rappresentazioni si tengono da martedì a venerdì alle ore 20:45, mentre il sabato e la domenica alle ore 17:45. Il teatro è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: in treno tramite le stazioni FS Ostiense e FS Roma-Lido, in metropolitana con la linea B fermata Piramide, oppure con numerose linee autobus tra cui 3, 23, 30, 75, 77, 83, 96, 170, 280, 716, 719, 775 e 781. È inoltre accessibile tramite pista ciclabile. Per prenotare i biglietti è possibile inviare una e-mail all’indirizzo [email protected], specificando nome e cognome, titolo dello spettacolo, data scelta, numero di biglietti, un contatto e-mail e un recapito telefonico. La biglietteria apre 90 minuti prima dell’inizio di ogni spettacolo.

I prossimi appuntamenti del Teatro di Documenti

Dopo La donna del mare, il Teatro di Documenti propone nuovi eventi: il 3 maggio 2026 sarà la volta di Ventunesimo Secolo, una mostra-spettacolo presentata da Progetto 8 e Le Officine Universali; seguirà, dal 6 al 10 e dal 13 al 17 maggio, Pensieri e Parole di Antonio Foti, liberamente ispirato a Kvetch di Steven Berkoff. Un programma vasto che conferma come il teatro sia un luogo vivo di confronto artistico e culturale.

Immagine in evidenza: fornita dall’Ufficio Stampa.

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