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Eroica Fenice

La Gioconda Chi, i mille volti della Monna Lisa

La Gioconda Chi, i mille volti della Monna Lisa

«Un sorriso enigmatico incredibilmente affascinante» 

È questa la definizione più ricorrente per descrivere uno dei dipinti più famosi di tutti i tempi: la Gioconda.
Turisti di tutto il mondo affrontano ogni giorno file chilometriche al Louvre soltanto per ammirare il celebre ritratto della Monna Lisa, commissionato a Leonardo Da Vinci nel 1503 da Francesco del Giocondo. Non importa se al museo ci sono centinaia di quadri che hanno fatto la storia dell’arte a livello internazionale: l’unica e vera star resta lei, la ventiseienne Lisa Gherardini, nobildonna fiorentina che con la sua espressione enigmatica ha alimentato dibattiti, teorie e misteri che sono ancora oggi oggetto di animate discussioni tra gli studiosi.

La Gioconda Chi, divertente personificazione di un capolavoro

La Gioconda Chi è andato in scena ieri al Teatro TRAM, nell’ambito della rassegna Vissi d’arte, lo spettacolo scritto e diretto da Mirko Di Martino, con la talentuosa Titti Nuzzolese, che con il suo carisma e la sua simpatica verve ha portato avanti da sola questa frizzante opera teatrale sulla storia della Gioconda, interpretando i diversi personaggi legati al dipinto: Leonardo Da Vinci con la sua barba bianca (giovane o vecchio che fosse, la lunga barba bianca è il suo elemento identificativo nell’immaginario collettivo), il Gonfaloniere di Firenze Pier Soderini, l’operaio Vincenzo Peruggia, autore del furto al Louvre nel 1911 e tanti altri.
Ciò che ha reso quest’opera tanto famosa, oltre alla sua espressione enigmatica, è l’alone di mistero che la circonda, legato alle diverse teorie che mettono in dubbio l’identificazione della Gioconda con Lisa Gherardini.

«Chi sono io se non sono io?» 

La Gioconda Chi porta in scena una Monna Lisa con crisi d’identità che si interroga su se stessa e sulla visione che gli altri hanno di lei, in una prospettiva pirandelliana che ricorda Uno nessuno e centomila.
E se il dipinto fosse in realtà il ritratto dello stesso Leonardo in versione femminile? Oppure del suo allievo Giacomo Caprotti, detto Salaì, di cui il pittore era segretamente innamorato? Ma allora, Leonardo Da Vinci era gay? E chi se ne frega!
In un mondo che va al di là delle identificazioni di genere, la rappresentazione non mette l’accento sullo scandalo legato al dubbio orientamento sessuale dell’artista, ma sui mille volti che sono stati attribuiti alla Gioconda nel corso del tempo tra pubblicità, caricature e canzoni di vario genere.

«Il successo mi ha rovinata»

Così la Gioconda commenta il suo incredibile successo e storce il naso di fronte alla commercializzazione del proprio volto, che viene guardato per pochi secondi al museo, tra una gomitata, un selfie mosso e commenti di disappunto rivolti alle ridotte dimensioni del dipinto. E mentre osserva tutto questo, Monna Lisa resta impassibile ed enigmatica, mostrando il suo superbo sorriso che si fa beffe dei tanti turisti che la fotografano distrattamente senza ammirarne la bellezza.

In seguito al sold out dello spettacolo di venerdì 1 settembre, è stata aggiunta una replica straordinaria domenica 3 settembre alle 21.00 presso il TRAM Teatro Ricerca Arte Musica, sito in via Port’Alba 30.

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