Libidine violenta: il ritorno in scena di Enzo Moscato

Libidine violenta

Torna in scena al Teatro San Ferdinando di Napoli Enzo Moscato con Libidine violenta. Debutto assoluto e omaggio al drammaturgo e fumettista franco-argentino Copi. 

Reci, un’eccentrica scrittrice, o vecchia cantante fuori moda, dall’ambigua identità sessuale, dichiara di volersi -forse- suicidare perché non riesce a buttar giù le sue scandalose memorie. La vediamo agghindata in abiti sgargianti, dirigere dall’alto un gioco di visioni, ricordi, evocazioni, balletti, telefonate schizofreniche, incontri misteriosi, tutti partoriti e messi in scena dalla sua mente sgangherata e costantemente doppiati, replicati, proiettati come in un vertiginoso carnevale. 

Ad aprire la pièce teatrale, Enzo Moscato stesso, che veste i panni e i tormenti di Reci, intenta ad annunciare al telefono l’emergenza del suo suicidio. Immersa nel buio, dall’alto, muove, come un burattinaio, i fili dei suoi fantasmi interiori. Una penna che fugge la linearità temporale, la coerenza espositiva, un susseguirsi di ricordi, pensieri, un racconto che si crea e si disfa in un puro non-sense.

Una grande e paradossale abbuffata di parole – la definisce Moscato –  per perdersi nel godimento puro dell’irrefrenabile coercizione desiderante della scrittura e rinunciare a dare un senso alla spiazzante brutalità della vita. Un viaggio allucinante e allucinatorio dentro le pulsioni autofagocitanti della scrittura, le ossessioni di una mente al limite, la fuga dalla follia e dalla solitudine attraverso l’eccesso, il parossismo, la farsa, l’ironia.

Ancora una volta, come in tutti i lavori di Moscato, in Libidine violenta non esiste la purezza, l’unicità: la scena è dominata da una pluralità di suoni, di voci, a recuperare la coralità dell’esistenza e soprattutto, il carattere poliedrico e sfaccettato dell’arte. Un mescolarsi di codici sonori, un rito linguistico prima ancora che drammaturgico. Molto bravi gli attori (Giuseppe Affinito, Luciano Dell’Aglio, Tonia Filomena, Domenico Ingenito, Emilio Massa, Enzo Moscato, Anita Mosca), che si muovono in uno spazio e in un tempo onirici, deliranti, in atteggiamenti eccentrici, come eccentrici sono gli abiti che indossano, realizzati da Dario Biancullo. Bella anche la scenografia, realizzata da Luigi Ferrigno.

Facile immergersi nel viaggio interiore di Reci, altrettanto facile, però, è perdersi nei meandri della sua mente, smarrire un filo logico, razionale, ma questo fa parte del gioco, come si legge nelle note di regìa, nelle parole dell’eclettico artista napoletano: Mi raccomando, non sforzatevi di capire ma piuttosto solo di perdervi e giocare nel puro non-sense. Trasgredite! Al rogo la ragione, che vita grama!

 

LIBIDINE VIOLENTA

dal 15 al 20 novembre 
testo e regia Enzo Moscato
con Giuseppe Affinito, Luciano Dell’Aglio, Tonia Filomena, Domenico Ingenito, Emilio Massa, Enzo Moscato, Anita Mosca 

scena Luigi Ferrigno
costumi Dario Biancullo
organizzazione Claudio Affinito
realizzazione scena Alovisi Attrezzeria

produzione Teatro Metastasio di Prato, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Casa del Contemporaneo

Immagine in evidenza: Teatro di Napoli

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A proposito di Rossella Capuano

Amante della lettura, scrittura e di tutto ciò che ha a che fare con le parole, è laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico. Insegna materie letterarie. Nel tempo libero si diletta assecondando le sue passioni: fotografia, musica, cinema, teatro, viaggio. Con la valigia sempre pronta, si definisce “un occhio attento” con cui osserva criticamente la realtà che la circonda.

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