Lo Strano mondo di Melchionna a Villa Campolieto

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Lo Strano mondo di Melchionna in scena a Villa Campolieto

Dopo gli scherzi di un insolito grigissimo Maggio prende finalmente avvio la rassegna teatrale di Racconti per Ricominciare, il festival teatrale nato dalla volontà di reazione creativa all’isolamento pandemico che anche quest’anno coniuga la magia del Teatro alla meraviglia di luoghi iconici del patrimonio storico ed artistico campano. La rassegna animerà dal 23 Maggio all’11 giugno quattordici ville e siti monumentali dislocati in tutta la regione trasformandoli in palcoscenico di altrettanti spettacoli teatrali. 

Nella ricchissima programmazione di Racconti per ricominciare spicca Lo Strano Mondo di Luciano Melchionna, trasposizione teatrale di quattro racconti di Alberto Moravia che troviamo nella raccolta Racconti surrealistici e satirici. La raccolta riunisce una serie di racconti composti da Moravia tra il 1935 e il 1945 e accomunati da un utilizzo spinto della satira e dell’allegoria e il ricorso a situazioni e contesti surreali come strumenti di sopravvivenza e ostinata dissidenza nel momento più duro e buio della dittatura fascista. 

La trasposizione di Melchionna prende spunto dal tentativo di Moravia di eludere il serrato controllo della dittatura attraverso il ricorso a schemi satirici e situazioni surreali, unici strumenti per descrivere il mondo che lo e ci circonda in una forma che rifugge gli schemi precostituiti della dittatura politica di allora e di quella social di oggi.  Sotto la lente d’ingrandimento finisce una società prigioniera del culto della forma e dell’apparenza, che è ormai incapace di scorgere e coltivare il valore della sostanza. Una società prigioniera di schemi e rapporti di poteri inalterabili, deformata dalla lente dell’assurdo e del surreale ma che allo stesso tempo fa risaltare in maniera chiarissima tutte le sue storture. 

Nella bizzarria del coccodrillo domestico della ricca signora Longo, nell’inganno del tacchino gentiluomo come nell’ostinazione del commerciante Policarpi-Curcio a non voler accettare nulla come adeguato per sua figlia, e ancora nel vortice di decadenza e distruzione a cui si piega la madre della sposa solo con rassegnata accettazione indotta da una condizione di inferiorità sociale, per giungere infine alla sottomissione degli abitanti dell’isola alla dittatura dei sogni del mostro talpa Chruuurrr si leggono i segni di una violenta critica ad una società disfunzionale. Perché la società contro cui si scagliava Moravia e che, attraverso le parole dell’autore anche Melchionna analizza e indaga, è una società distorta che ha smarrito i suoi sogni piegandosi inerme e indolente alle leggi del capitalismo e dell’arrivismo sociale. 

La luce del sole si abbassa lentamente nel tramonto e lo Strano Mondo di Melchionna fa risuonare gli ultimi versi amplificati dal meraviglioso colonnato di Villa Campolieto, mentre gli attori dipingono l’ultima scena surreale e mostruosa; gli abitanti dell’isola potrebbero salvarsi dal tirannia del mostro Chruuurrr se solo ricominciassero a sognare ognuno i propri sogni, sottraendosi alla forza persuasiva dei sogni imposti dal loro dittatore. È un monito che celebra la contemporaneità di Moravia e riprende forza nella scena magistralmente costruita da Melchionna, lasciando allo spettatore un senso acre di realismo. Strano Mondo è dunque un riflesso distorto eppure realissimo di questo nostro mondo, uno specchio che ne riflette tutte le distorsioni e nell’assurdità degli schemi che propone fa risaltare il lato più grottesco della realtà che viviamo.

da Alberto Moravia
regia Luciano Melchionna
con Raffaele Ausiello, Veronica D’Elia, Carla Ferraro, Raffaele Milite
produzione Arteteca

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A proposito di Rossella Siano

Napoletana di nascita e per vocazione. Appassionata di letteratura e scrittura nonostante la scelta di una professione molto poco poetica. Provo ad aggiungere poesia attraverso la condivisione di pensieri ed emozioni in queste pagine.

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