Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Luca Ravenna

Luca Ravenna e la sua comicità: intervista “botta e risposta”

Luca Ravenna e la sua comicità. | Intervista 

Luca Ravenna sarà a Napoli il 16 febbraio, sul palco del Kestè.

Chi è Luca Ravenna? Luca Ravenna, prima di essere qualunque altra cosa, è. Far ridere è molto difficile: non basta essere spiritosi per fare di ciò un mestiere, prima di ogni altra cosa bisognerebbe essere.

Luca Ravenna, oltre a essere, è un autore, uno sceneggiatore, un attore e un comico. Milanese.

Si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, vive a Roma e lavora a Roma e a Milano.
Sceneggiatore appassionato. Protagonista di due edizioni di Natural Born Comedians e due di Stand Up Comedy su Comedy Central, oltre che della web-serie Non c’è problema su Repubblica.it. Scrive per la televisione e ha collaborato con il collettivo The Pills. Componente del cast della trasmissione Quelli che il calcio e di quello di Natural Born Comedians, Luca Ravenna è anche un talento bravo a stemperare con leggerezza difetti e paure e si contraddistingue per l’originalità e l’autoironia. Più di ogni altra cosa ama fare colazione, giocare a tennis e fumare sigarette.

Eroica Fenice ha avuto modo d’intervistare Luca Ravenna, divertendosi insieme a lui con un “botta e risposta”.

L’intervista a Luca Ravenna

Luca Ravenna in un aggettivo

“Pirlesco”- che non esiste come parola ma calza a pennello.

Il pezzo che meglio ti rappresenta

È un pezzo che farò sul palco del Kestè, che non ho sentito nemmeno io, perché sto finendo di scriverlo.

Motivo per cui prendere una penna in mano?

Perché se no è un casino firmare qualsiasi tipo di documento.

E un microfono?

Parlo a voce molto bassa di solito, spesso mangio addirittura le parole, quindi è abbastanza necessario.

Comico/a preferito/a

Louis C.K.

Mantra

Penso spesso al basilico quando sono in difficoltà, perché è il profumo più buono del mondo.

Punto di forza

L’amatriciana. Faccio un’amatriciana che manda fuori di testa.

Motivo per cui ti abbatteresti?

Se l’Inter dovesse andare in serie B.

Ridere di sé. La ricetta?

È una bellissima domanda a cui non so rispondere perché, come chiunque provi a far ridere di professione, sono molto permaloso se sono altri a prendermi in giro, però penso di essere abbastanza bravo a improvvisare, quindi è difficile accorgersene.

Autore, sceneggiatore, attore, comico. In quali vesti ti diverti di più?

Comico, senza ombra di dubbio. Anche se è più faticoso, la resa è migliore.

Dieci sketch sulle paure…l’attuale più bastarda?

Sempre e comunque la paura dei piccioni, anche se ‘sta cosetta del razzismo non è che mi faccia tanto più ridere.

L’esperienza a Natural Born Comedians in una metafora

Direi che la prima edizione è stata una delle esperienza più belle della mia vita. Era come stare alla gita delle elementari, però a ventisette anni.

Quella di Stand Up Comedy su Comedy Central in un’altra

Come la gita al liceo, c’erano anche persone meno simpatiche.

Quelli che il calcio su Rai2 in tre parole

Un sogno. Un lavoro. Uno spreco totale di risorse.

The Pills. Più di centocinquanta caratteri

The Pills per me è stato il dottorato dopo il centro sperimentale. Luca, Matteo, Luigi e Matteo Rovere, che allora collaborava con loro, sono stati molto gentili a farmi entrare nel loro gruppo ma spero anche di aver lavorato bene per loro. Perchè questo facevo. Sono uno dei gruppi di lavoro più comici che abbia mai conosciuto. Da star male dal ridere.

“Zio Gianni”. Ti do carta bianca

Solo lavoro. “Zio Gianni” era una serie su commissione ed è stato interessante scriverla ma solo per questo motivo: per imparare a lavorare davvero. Però, col senno di poi, posso dire che è stato un bell’errore di valutazione, fatto da chi lo commissionava. Con i Pills ne sono stati fatti diversi.

Milano o Roma?

Come dire: mamma o papà. Voglio bene a entrambe in modo diverso. Roma è più underground, Milano è più executive. Ho la fortuna di lavorare in entrambe le città, quindi molto bene per me.

Partita di tennis ideale, chi chiameresti?

Questa è la domanda più bella che mi abbiano mai fatto ed è molto difficile rispondere. Il terapeuta che è in me risponderebbe: contro me stesso. Senza fare “Mr. Profondità”, penso che mi piacerebbe spaccare in due quella fava di Luigi Di Maio. Lo dico assolutamente senza simpatia per lui. Sia chiaro.

Colazione del cuore

A Padova, alla storica Pasticceria Wiennese. Da solo. Fanno questi ferri di cavallo alla marmellata (modo loro di chiamare le brioches) che sono le migliori in assoluto.

Al bar Benaco a Roma, dove fanno i migliori cornetti della capitale, ma non da solo. Cornetto alla crema, cornetto semplice, due caffè e acqua frizzante. A Roma hanno un gravissimo problema di piccola pasticceria e di brioches, che sono poco commestibili. Ma lì sono spaziali.

A Milano, da Marchesi. Tutto buonissimo e pago volentieri la bottiglietta d’acqua in vetro surgiva. L’acqua è così frizzante che ti fischiano le orecchie.

Lucky Strike o Chesterfield?

(Ride, ndr.) Tabacco Chesterfield.

Sigarette Gauloises rosse. Il primo anno che ho iniziato a esibirmi dovevo sempre averne un pacchetto, che fumavo in tre-quattro ore per scaramanzia, pensa te che pirla…

Grazie a Luca Ravenna.

Ricordiamo l’appuntamento al Kestè del 16 febbraio per una serata con Luca Ravenna all’insegna della risata.

 

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi