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Eroica Fenice

Matthew Lenton mette in scena 1984 al Bellini

Matthew Lenton mette in scena 1984 al Bellini

Matthew Lenton mette in scena al Teatro Bellini di Napoli 1984 di George Orwell, le cui tematiche legate ad un futuro distopico risultano più che mai attuali nell’era “social”, che di “sociale” ha solo il nome.

Matthew Lenton e il suo 1984: una fedele rivisitazione

LA GUERRA È PACE

LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ

L’IGNORANZA È FORZA

Questo è lo slogan del Partito che governa nello stato-continente dell’Oceania per conto del Grande Fratello, il leader che tutto vede e tutto controlla, nascondendo la sua identità dietro ad un occhio che penetra all’interno di ogni casa. Scritto nel 1948, 1984 si presta a forme di rivisitazione in rapporto all’epoca dei social-media e dei social-network, strumenti che hanno contribuito ad appiattire e ad omologare il pensiero delle persone, sottraendo loro la libertà di esprimere un’opinione contraria a quella comune.

Lo spettacolo si apre con una conversazione a tavolino sulle tematiche più scottanti dei giorni nostri, da Donald Trump al caso Weinstein, dal falso femminismo alla politica del compromesso, per giungere alla conclusione che oggi si è incapaci di ascoltare punti di vista e motivazioni altrui. Quella che stiamo vivendo è dunque un’età della solitudine, in cui i dialoghi si sono trasformati in monologhi e i rapporti sociali sono riflessi negli schermi di tablet e smartphone.

Nell’Oceania di Orwell è il Ministero della Verità a controllare l’informazione, condannando alla damnatio memoriae tutti gli psicocriminali catturati e vaporizzati dalla Psicopolizia. Le non-persone si smaterializzano senza lasciar traccia nella memoria, così come la guerra contro l’Eurasia si trasforma in guerra contro l’Estasia con effetto retroattivo. Per preservare l’integrità mentale in un simile contesto non bisogna né fare domande né lasciare spazio al dubbio, guardando la realtà attraverso gli occhi del Partito. Winston e Julia tentano la disperata impresa di unirsi ai dissidenti di Goldstein, nemico del Partito, per sovvertire l’ordine gerarchico e totalitario messo in atto dal Grande Fratello, credendo in un futuro capace di preservare la memoria passata.

Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero sia libero, gli uomini siano gli uni diversi dagli altri e non vivano in solitudine…a un tempo in cui la verità esista e non sia possibile disfare ciò che è stato fatto: dall’età dell’uniformità, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del bispensiero… Salve! 

Matthew Lenton dirige un cast di attori italiani

Il pluripremiato regista scozzese dirige gli attori del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, mettendo in scena una pièce fedele al testo originale. «Non ho modernizzato niente – ci dice il regista – piuttosto ho enfatizzato alcuni aspetti specifici che nello spettacolo mi sembravano necessari, in modo che il pubblico ci facesse maggiore attenzione. C’era bisogno di mostrare direttamente agli occhi di chi guarda alcuni passaggi. Per il resto non ho intenzione di influenzare gli spettatori, penso piuttosto che sia necessario permettere loro di fare le proprie connessioni di fronte a quello a cui stanno assistendo».

Alla buona riuscita dello spettacolo hanno contribuito i talentuosi attori della compagnia e la voce narrante di Nicole Guerzoni, che hanno reso perfettamente le atmosfere ansiogene e claustrofobiche della società orwelliana, grazie al prezioso lavoro della scenografa e dei tecnici delle luci e del suono.

1984
di George Orwell
adattamento e traduzione: Matthew Lenton e Martina Folena
regia: Matthew Lenton
scene: Guia Buzzi
luci: Orlando Bolognesi
composizione musicale e disegno sonoro: Mark Melville
costumi: Gianluca Sbicca
video: Riccardo Frati

con (in o.a.)
Luca Carboni – Winston
Eleonora Giovanardi – Charrington
Nicole Guerzoni – Narratore
Stefano Agostino Moretti – Parsons
Aurora Peres – Julia
Mariano Pirrello – O’Brien
Andrea Volpetti – Syme

 

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