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Eroica Fenice

New magic people show

New Magic People Show: i nuovi mostri

New Magic People Show sbarca al teatro Sannazaro di Napoli per la prima volta il 14 Dicembre

Nato da un libro di Giuseppe Montesano, a sua volta originato da una raccolta di articoli sul “Mattino”, la scena del New Magic People Show è tutta nelle mani di quattro attori dell’impareggiabile scena napoletana: Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi e Luciano Saltarelli.

Nel 2007 nel suo libro Giuseppe Montesano su un ritmo vertiginoso da commedia nera chiamava in causa il suddito televisivo, il consumatore globale, lo schiavo della pubblicità, e poi i venditori di qualsiasi genere, di spiagge, di aria e di anime.

Dieci anni dopo New Magic People Show riprende la satira mordente e amara nei confronti della crisi sociale ed è alle prese con i falsi miti del denaro e della corsa verso i nuovi status simbol: dalla scena emergono brandelli minuscoli di valori, coscienza, umanità, colti con spirito ironico, dissacrante e pittoresco. Accanto ai figli di papà scansafatiche con il Ferrarino in garage e all’avvocato sordido e imbroglione ora si materializzano nuovi mostri: la ragazza che pretende il regalo di Halloween e la signora in vacanza che reclama di vedere con il wi-fi Barbara D’Urso durante l’escursione nel deserto.

New Magic People Show è un tragicomico romanzo dell’Italia malata, uno spietato ritratto dei giorni d’oggi, feroce e colorito avanspettacolo pop, affollato da drogati di denaro e vanterie, gaudenti che hanno seppellito l’amore e la passione, prigionieri che si illudono di essere liberi. I quattro protagonisti, abilissimi nell’impersonare nevrotici personaggi di ogni sesso ed età, portano sulla scena dialoghi da cui emerge l’imbarbarimento morale e intellettuale: l’umanità si è arresa a un demone che tenta costantemente di ipnotizzarla, per esempio attraverso numerosi mass-media, di trasformare gli uomini in automi denaro-dipendenti ammassati l’uno sull’altro, privandoli di ogni spazio vitale.

Lo spettacolo tratteggia una demenzialità collettiva desiderosa solo di apparire e mai di essere, una tragica malattia di cui si possono cogliere i segni nel regresso culturale sottilmente mascherato come evoluzione e progresso.

È un lento sprofondare verso una vita senza senso, priva di spazi fisici e intellettuali e di luce. Sulla scena, infatti, quattro figure e nessuna scenografia: gli attori si ammassano in un metaforico microspazio, rappresentato da un tavolino, che simboleggia proprio la diminuzione della libertà di scegliere e muoversi nel mondo, nonostante ci sia presentato ogni giorno facilmente raggiungibile e senza confini. I protagonisti recitano gomito a gomito come fossero sardine in una scatola mentale, ricreando la sensazione, quindi, di mancanza d’aria, mancanza di luce, il blackout dell’umanità.

New Magic People Show è un susseguirsi di piccole grandi satire che, dietro l’aspetto fortemente ludico, mettono in guardia sul baratro in cui stiamo scivolando.

“Io vorrei tornare indietro, ma come si fa?” domanda sconfitto Andrea Renzi nella penombra della scena, fissando lo spettatore, che si sente accusato e, forse, tenterà anche d rispondere. Il teatro ancora una volta si propone di smuovere le coscienze, indurre ad una riflessione, condannare l’ignoranza, soprattutto quella esibita con protervia.

Con grande maestria quattro attori napoletani in poco più di un’ora restituiscono il senso del nevrotico sovraffollamento del condominio globale, le vite quotidiane non più protette dall’intimità ma sotto gli occhi di tutti e con un ritmo che pare sposare modelli culturali di ogni tipo, dai Simpson ad Aristofane, Eduardo e Woody Allen, Totò e Gogot.

Montesano parla di come la politica abbia invaso le anime, ma si rifiuta di usare le categorie della politica, di come la vita quotidiana sia stata modificata dallo strapotere dell’economia, senza scrivere trattati asserviti alle ideologie vecchie e nuove, dimostrandoci che si può ridere di cose drammatiche, si può fare ironia anche su ciò che ci uccide.

Se si vuole restare vivi, bisogna provare a smascherare ogni menzogna e non ci resta che lasciar parlare loro, i mutanti dell’ex società del benessere, facendo confessargli le proprie colpe, le banalità del male, la loro vergogna, lasciandoli liberi di esprimersi in tutta la loro ridicola e ripugnante miseria umana.

Resta da chiederci, quando il sipario si chiude: quando il progresso avanza, quando l’uomo perde il vero senso, chi può ancora preoccuparsi di un rottame come la coscienza?

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