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Eroica Fenice

Opera talk show: riparte al teatro Diana la rassegna lirica con L'Otello

Opera talk show: riparte al teatro Diana la rassegna lirica con L’Otello

Opera talk show è la rassegna lirica, a cura del regista Riccardo Canessa che è ripartita al teatro Diana con l’Otello di Giuseppe Verdi

Mercoledì, 4 dicembre al teatro Diana il regista Riccardo Canessa ha inaugurato la terza stagione di “Opera talk show”, una rassegna lirica finalizzata alla divulgazione del melodramma, che ha aperto i battenti di questa nuova stagione con l’Otello di Giuseppe Verdi. Lo scopo dell’autore dello spettacolo è quello di riuscire a rendere comprensibile la grande tradizione operistica, utilizzando un linguaggio comunicativo moderno e pop, accessibile a tutti, distanziandosi dal solito modo di divulgare il melodramma, propriamente tecnico e riservato ad un pubblico di poche persone esperte di musica classica, profondamente elitario.

L’avventura del regista è iniziata nel 2015 nella scuola media Carlo Poerio, presentando il melodramma ad un pubblico di soli giovani. In un secondo momento, ottenuto un notevole successo, ha deciso di portare lo spettacolo divulgativo (che in un primo momento aveva luogo in ville e palazzi signorili) a teatro, cavalcando i più importanti palcoscenici della città di Napoli: dal San Carlo al Sannazaro, passando per il teatro Diana. Utilizza un linguaggio decisamente pop e inserisce dei brevi approfondimenti video sul melodramma che si focalizzano sui cambiamenti tonali e sulle melodie evocative, ragionando  sull’utilizzo sapiente della strumentazione delle opere; tutto ciò con coinvolgimento e amore viscerale del melodramma ottocentesco che trasuda dal suo particolare modo di attirare l’attenzione col quale trasporta il pubblico  tra gli interstizi dei recitativi e delle arie, smascherando l’opera della solita maschera tediosa che gli è stata affibbiata e invitando magistralmente lo spettatore a calarsi  nella magia senza tempo del melodramma, tra i suoi arabeschi musicali e tra le melodie  passionali di note feroci e scottanti e pregne di eterno.

 

Riccarco Canessa presenta l’Otello di Giuseppe Verdi al teatro Diana per l’Opera Talk Show

«Esultate ! L’orgoglio Musulmano sepolto è in mar; nostra e del ciel è gloria! Dopo l’armi lo vinse l’uragano!»

Otello, giunto all’isola di Cipro, proclama la vittoria contro i Turchi e intona L’Esultate!. Da come si evince, il brano, intonato dopo la sortita alle truppe del nemico musulmano, è ad apertura del I atto. Un uragano fu ciò che aiutò  il comandante moro, capo delle truppe veneziane, a sconfiggere i turchi; così come un uragano stesso sarà anche ciò che investirà l’animo di Otello, sbaragliando ogni certezza, sradicando la fiducia verso la sua amata Desdemona, un uragano di diverso tipo, composto da un turbinio di passioni, da un’onda di gelosia che si infrangerà sulla battigia della ragione riducendola a brandelli.

Canessa ci ha tenuto a presentare l’Otello come un flusso musicale continuo, in cui l’assenza della classica forma chiusa, della romanza, di melodie indipendenti dall’insieme, appunto, è un filo conduttore che man mano tende a strutturare il melodramma con un costante crescendo di passioni distruttive, con melodie che finiranno con l’essere sempre più introspettive, fino a spingersi nelle voragini dell’animo ferito del protagonista.

La rovina dell’eroe sorge da un profondo inganno ordito dall’alfiere Iago che, nutrendo per Otello un odio profondo per aver preferito alla carica di luogotenente Cassio, tesse la tela del suo imbroglio con estrema lucidità: un modo maligno e calcolato ai minimi dettagli per condurre l’eroe alla catastrofe. Infatti, nel I atto Iago provoca Rodrigo, un ufficiale innamorato di Desdemona, facendogli credere che anche Cassio è innamorato follemente della bella dama. Otello, successivamente punirà Cassio per aver ferito involontariamente nel duello l’ex governatore di Cipro, Montano.

Qui comincia Il II atto che ha come protagonista Iago e i suoi diversi stratagemmi diabolici che mette in atto. Egli convince Otello della infedeltà di Desdemona, alla quale ha rubato il fazzoletto, affinché lo possa portare nella dimora di Cassio.

Il regista, a questo punto, analizza il brano riproducendo un video del famoso baritono Piero Cappuccilli che intona il monologo Credo in un Dio crudel dell’Otello di qualche anno fa. Canessa ci  fa notare un cambio di tonalità improvviso degli archi che improvvisamente svelano una dimensione inquietante, una sorta di dimensione diabolica.

Tutta l’opera si svolge in un flusso continuo di musica, vengono abbandonate le classiche forme chiuse che caratterizzano le opere precedenti del Verdi e segue una sorta di evoluzione inquietante che culminerà nella catastrofe. Il regista ci fa notare come le melodie siano strutturate in modo da creare un continuum, avvolgendo la trama della tragedia come fossero liane nerborute che avvinghiano la trama, la agghindano e la forzano fino a farla scoprire in tutta la sua essenza di passione mortale, nel suo cuore grondante di sangue innocente.

Opera talk show, appunto, è un format che ha il compito di far scoprire l’Opera al mainstream, cercando di dissotterrare quella essenza virulenta che si nasconde in essa da una patina di secoli di esoterismo, cercando di presentare la nuda, scarnificata, scottante passione ad un pubblico di qualsiasi età e di qualsiasi classe sociale che vi si può anche riconoscere in essa e carpirne la forza eterna di questa musica. Di sicuro, è un compito arduo sbaragliare i luoghi comuni e, in questo caso, andare oltre il modo noioso in cui questa musica per anni è stata propinata. Tuttavia, il modo di divulgare del regista Riccardo Canessa è preciso e arriva al nocciolo della questione.

Ha la forza di farti calare nelle trame tragiche e assaporarne il loro succo che sa di eternità.

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