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Eroica Fenice

Piccole donne alle Terme Stufe di Nerone

Piccole donne è lo spettacolo presentato il 12 luglio alle Terme Stufe di Nerone nell’ambito della rassegna Teatro alla Deriva giunto alla sua IV edizione grazie alla direzione artistica di Giovanni Meola e all’ospitalità di Ernesto Colutta.

Piccole donne nasce da un riuscito adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Louisa May Alcott (1880) a cura di Ferdinando Smaldone che ha curato anche la regia dello spettacolo.

Vista l’estensione del testo originale, ardua è stata la contrazione della storia e ancor più difficile il suo adattamento al palcoscenico, e in particolar modo allo spazio angusto della zattera: nonostante queste condizioni oggettive di partenza, sono rispettati dalla drammaturgia del regista i punti salienti del romanzo che pongono in essere la necessità, il bisogno e l’esigenza di un sentimento di gentilezza, forse tutto ottocentesco, che, ormai, non appartiene più alla società odierna, o meglio, che si è volutamente relegato ad una sfera precipuamente personale e, soprattutto, esclusivamente privata.

Le sorelle March, Jo, Meg, Beth, ed Amy, nonostante le difficoltà che le tappe della crescita impongono loro, procedono volitive e sicure nel lungo percorso, riuscendo ad affrontare a testa alta le sfide che la condizione sociale esige, e, superando anche la tragedia della morte, si riaffermano più consapevoli di prima. Così come nel romanzo, anche nella trasposizione teatrale, i gesti cadenzati e lenti, le movenze semplici e accurate danno all’intera rappresentazione un ritmo delicato che traspare dagli stessi dialoghi delle attrici riportando lo spettatore in una dimensione che non è più quella della velocità di un’esistenza 2.0. Dalla messa in scena appare chiaro come la volontà basilare del regista sia quella di riportare in auge, nel breve spazio dell’esperienza teatrale, l’immagine, forse rarefatta, di una società di fine Ottocento nella quale anche una carezza riesce a portare con sé un elemento di poesia. Sono proprio questi gesti semplici che devono esplodere nell’esistenza quotidiana. Coloro i quali considerino Piccole donne un testo anacronistico e superato, hanno l’obbligo di evidenziare quanto il nucleo della narrazione prima, e della trasposizione teatrale poi, metta in luce un modello di famiglia che risulterebbe vincente, proprio in termini moderni, in qualsiasi società anche in quella contemporanea: di fatti, la famiglia March è li. Lì nonostante l’assenza del padre, nonostante la diversità tra le sorelle, nonostante la partenza di Jo, nonostante la morte di Beth. I sentimenti leali, reali e universali non possono essere considerati “in controtendenza”, mai

Indispensabile rilevare quanto la bravura delle attrici (Paola Guarriello, Chiara Mattiacci, Noemi Pirone, Maria Anna Russo, Chiara Vitiello e Francesca Caprio, Chiara De Cicco, Valeria Di Capua) risieda anche nella capacità di recitare in una condizione forse estrema che se di fatto le conduce in un luogo suggestivo porta inevitabilmente con sé anche la necessità di un livello di concentrazione superiore.
Avere l’acqua intorno sicuramente permette meglio l’estraniamento dal reale e la capacità di sentirsi nucleo pulsante.

 

 

-Piccole donne alle Terme Stufe di Nerone-

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