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Eroica Fenice

caipirinha

Caipirinha, Caipirinha al Piccolo Bellini

Nell’aria del Piccolo Bellini, si sentono gli ultimi rintocchi di quella che è stata una lunga, emozionante e variegata stagione teatrale.
A chiudere questo lungo cerchio, dall’8 al 13 maggio, ci pensa Caipirinha! Caipirinha!, la nuova opera scritta e diretta da Sara Sole Notarbartolo, che vede in scena Andrea de Goyzueta, Giovanni Granatina, Fabio Rossi.

Caipirinha, Bitter Sweet e altri pericolosi intrugli

“Cerco un centro di gravità permanente, che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose, sulla gente.”
Chi non ha canticchiato, almeno una volta, le parole di questa nota canzone di Battiato? Tutti, o quasi.
Probabilmente l’hanno fatto pure Bob, Walter e Vincenzo, in uno dei loro lunghi viaggi di andata e ritorno dal liceo con la corriera.

Inconsapevoli, probabilmente, di averlo già trovato e di condividerlo, se pur in modi differenti.
Se per Vincenzo il centro di gravità è ogni cosa, dal quale non solo non può, ma non vuole sfuggire, per gli altri ospiti di quella rotta stellare, satelliti protagonisti tanto quanto il primo, il ruotare è tolemaico, essi credono fermamente di essere la Terra a cui tutti devono porgere il proprio rispetto, girandogli intorno e, intanto, ruotano e ruotano fino al consumarsi di quell’universo che per loro è l’amore.

È Braci Wilma, l’unico vero sole da cui nessuno dei tre può allontanarsi se non per perire definitivamente, il senso unico verso cui tutti loro si spingono e il senso stesso delle loro vite.

Sceglie, Notarbartolo, di non concedersi alcun palliativo narrativo, né imperfette o riparatrici risposte di congedo. Mette in scena, nella maniera più semplice possibile, una delle più annose e antiche questioni dell’uomo, a pari merito con il quesito dell’uovo e la gallina; Amore o amicizia? Cosa conta di più? E ancora, chi bisogna scegliere nel momento decisivo, noi stessi o gli altri?

La risposta non l’hanno trovata gli antichi e non cercherà questo valido spettacolo di venderne alcune. Vi mostrerà una possibilità, una in mezzo alle tante, ammettendo, pacatamente, che, con ogni probabilità, ce n’erano altrettante.  Ma un termine deve pur sempre esserci, d’altronde per quanto lunga, persino la Rivoluzione Terrestre ha una precisa conclusione.

Così il finale giunge, le luci lentamente si spengono su questi stralci di umanità e Bob, Walter e Vincenzo sono diretti chi sa dove, forse avanti o forse indietro, ma sempre insieme, destinati da quel comune centro di gravità permanente a ruotare e ruotare.