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Eroica Fenice

Riccardo 3 di Francesco Niccolini: Shakespeare in un istituto psichiatrico

Riccardo 3 al Teatro Nuovo dal 22 al 26 gennaio: Francesco Niccolini porta Shakespeare nel presente, in un istituto psichiatrico in cui il male e la sete di potere non è altro che follia

Francesco Niccolini con il suo Riccardo 3, strappa Shakespeare alla dimensione delle corti medievali, porta gli istinti più biechi e sinistri e il fascino del malvagio tipici del teatro shakespeariano nella gelida e spoglia stanza di un istituto psichiatrico. Il trono su cui si avvicendano i vari re, tutti destinati a morte certa e cruenta, è una sedia a rotelle; regine e principesse soffocano le loro ire costrette in camicie di forza; una barella è il mezzo di trasporto per i membri della famiglia reale inglese.

Voglio essere quello che sono: un uomo malvagio.

Enzo Vetrano è un fascinosissimo e ambiziosissimo Riccardo III: un uomo spietato, smodatamente ostinato nella sua brama di potere. Stefano Randisi e Giovanni Moschella, a turno si calano nei panni dei personaggi, femminili e maschili, del dramma. Come spesso in Shakespeare, i personaggi negativi hanno sempre un fascino perverso, una magnetismo che deriva dalla loro sagacia, dall’intelligenza e dalla soprannaturale capacità di macchinare, manipolare, pianificare attentamente il percorso che porterà loro ad ottenere ciò che desiderano: solitamente il potere. Riccardo III è, come già Prospero ne La tempesta, il tipico protagonista negativo shakespeariano: è lui a dominare la scena, protagonista assoluto del dramma come della sua esistenza, del suo destino, della sua lotta per il potere. Questo tortuoso cammino che lo porterà al trono d’Inghilterra è disseminato di morte, cosparso di sangue; sangue innocente che Riccardo sacrifica, senza senso di colpa alcuno, per la sua causa: ottenere il trono d’Inghilterra sottraendolo ai suoi più diretti consanguinei, i legittimi eredi al trono. Nessuno è al sicuro attorno a Riccardo: chiunque calpesti la via che deve portare Riccardo al trono è in pericolo. Clarence, re Edoardo IV, fratello di Riccardo, Lady Anna, che Riccardo seduce dopo averne ucciso padre e sposo, lo stesso fedelissimo Buckingham, che lo asseconda nelle sue mire: nessuno che possa costituire un ostacolo sul cammino di Riccardo può restare vivo.

Il Riccardo 3 di Niccolini è un dramma al maschile: maschili sono gli interpreti, maschili sono i personaggi principali, maschili sono gli istinti e le ambizioni messe in scena. Riccardo le incarna tutte: l’ambizione, la dissimulazione, la crudeltà, la totale mancanza di scrupoli.

Sono così immerso nel sangue che andare avanti o tornare indietro non farebbe nessuna differenza.

Ma ottenere ciò per cui si è ostinatamente lottato non basta ad assaporare la felicità, a raggiungere la serenità: l’ansia, il terrore di perdere quanto ottenuto può portare ad una logorante e sfibrante follia, una follia popolata di croci, di fantasmi che reclamano vendetta per il sangue versato. L’uomo reso folle dall’ambizione, allora, è destinato ad una morte atroce, una morte nella disperazione.

Dispera Riccardo, e disperando muori!

foto: https://www.teatronuovonapoli.it/event.php?evento=282

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