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Eroica Fenice

Teatro a un metro: il coronavirus si combatte con la creatività e la cultura

L’assalto ai supermercati. Gli atti di razzismo. L’assenza di una reale alternativa alla didattica frontale. L’inarrestabile quanto imprevedibile avanzata del coronavirus sta evidenziando quanta pochezza ci sia nel nostro sistema culturale, sociale ed organizzativo. Il fatto stesso che ci si nasconda dietro un “nessuno poteva prevedere” riassume egregiamente la miopia dei governi e l’incapacità di adattamento dell’essere umano italico, che da due settimane a questa parte non fa che lamentarsi, che piangersi addosso. E la stessa pandemia si sta diffondendo anche nella macchina dello spettacolo che purtroppo rischia di essere tra le più colpite dal (giustissimo) decreto firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che prevede la sospensione delle manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportino affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Ma a differenza del mondo scuola, completamente allo sbando in termini di soluzioni, delle prime idee per evitare il tracollo del settore stanno fiorendo. Una di queste è la fruizione in streaming dei contenuti, un’altra (in perfetta simbiosi con l’Art 2./e che invita le associazioni a creare eventi alternativi)  ci viene da Sara Guardascione, Andrea Cioffi e Franco Nappi, giovane gruppo di attori, di cui abbiamo scelto di supportare la causa, pubblicando il seguente appello:

Teatro a un metro

Lettera al pubblico e ai teatranti per sopravvivere alla crisi.

Gentile pubblico, gentili colleghi,

stiamo vivendo un momento difficile, e lo sappiamo. Lo abbiamo letto e riletto. Lo abbiamo detto in tutti i modi. Il nostro meraviglioso mondo, il teatro, è in ginocchio e a farne le spese siamo tutti, al di là e al di qua del sipario.

Mentre le compagnie, i direttori artistici, gli amministratori si stanno battendo per noi tutti, per far fronte all’impossibilità di tenere aperti i teatri, la nostra casa, noi vogliamo affiancarli e darci da fare perché il teatro non resti muto per così tanto tempo e perché il lavoro dell’attore, che da sempre si dedica a rallegrare, commuovere, sensibilizzare, divertire, far riflettere la società, non si spenga e perda di valore.

Abbiamo a cuore il benessere nostro e del pubblico. Benessere fisico, che ci vede costretti, giustamente, a rispettare delle norme di cautela, per la nostra salute; benessere d’animo, poiché il bisogno di arte, di bellezza e di teatro è forte più che mai in momenti come questi; e anche benessere economico, poiché sospendere ogni attività significa privare un’intera categoria professionale della possibilità di sostentamento.

Per questo noi non vogliamo che la macchina teatrale si fermi. Pertanto, in ottemperanza al Decreto Ministeriale del 4 Marzo, proponiamo un evento teatrale d’emergenza:

Teatro a un metro

Sfruttando uno spazio privato e all’aperto, garantendo la distanza minima di un metro tra uno spettatore e l’altro ed evitando ingressi stretti e attese affollate, facciamo partire oggi piccoli eventi teatrali, a pochissimi attori, per un massimo di dieci spettatori per volta.

Invitiamo tutti i colleghi che ne hanno la possibilità a unirsi a noi, reinventando eventi teatrali d’emergenza, nel rispetto delle norme vigenti e del lavoro che i canali ufficiali stanno facendo per noi, in attesa che la nostra casa sia libera da “drappi viola”: siamo aperti e favorevoli a confronti e condivisioni di idee.

Merda, merda, merda.

Sara Guardascione

Andrea Cioffi

Franco Nappi

Link Evento Decameron: https://www.facebook.com/events/198676321206532/

 

Che sia ad un metro o a portata di smartphone, poco importa. La macchina culturale non deve, non può fermarsi. Ne abbiamo troppo bisogno.

 

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