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Teatro Bellini e Piccolo Bellini: Cartellone e spettacoli del 2018

Teatro Bellini e Piccolo Bellini di Napoli: Cartellone e Spettacoli del 2018

“Una stagione, mille volti”. Questo lo slogan scelto dal teatro Bellini per riassumere la stagione teatrale 2018/2019, che partirà da ottobre prossimo. Gli spettacoli in cartellone confermano l’importanza del Bellini, giunto alla sua trentesima rassegna, come punto di riferimento per gli artisti italiani ed internazionali.

La stagione 2018/2019 del Teatro Bellini

La stagione del Teatro Bellini si aprirà il 19 ottobre con Don Giovanni di Mozart, nell’originale e appassionante versione dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Diretto da Andrea Renzi e con la direzione musicale di Mario Tronco, le note di Mozart verranno fatte dialogare con le principali esperienze musicali del ’900, come il jazz ed il rock, passando per la disco music e il reggae.

Seguirà Fronte Del Porto, con la regia di Alessandro Gassmann e con protagonista Daniele Russo nel ruolo di Terry Malloy, che sul grande schermo fu di Marlon Brando. La potenza del linguaggio del corpo sarà protagonista de La Scortecata da Basile e il controverso Bestie di Scena; due spettacoli di Emma Dante che si alterneranno una settimana dopo l’altra costituendo un focus sull’artista siciliana.

Nel mese di febbraio sarà di scena Alessandro Serra con l’onirico Macbettu, traduzione in sardo del Macbeth di Shakespeare che ha sorpreso ed emozionato pubblico e critica diventando il caso teatrale della stagione appena terminata. Il regista sarà presente anche al Piccolo Bellini con il suo nuovo spettacolo Frame, ispirato ai dipinti di Edward Hooper.

Il Bardo sarà ancora protagonista in Tito/Giulio Cesare, riscrittura delle due omonime tragedie diretta da Gabriele Russo, nata all’interno dell’iniziativa Glob(e)al Shakespeare, il progetto presentato a giugno 2017 nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia. Pur riconoscendo la diversità tematica delle due tragedie, Gabriele Russo ha fatto notare come in realtà fossero anche quelle che dialogassero di più tra loro. La scrittura del Tito, in particolare, sviluppa il discorso sul potere e sul suo peso e ciò ha reso possibile l’aggancio con il Giulio Cesare, dove invece il potere è desiderato e bramato. Il regista ha anche evidenziato come la riscrittura delle opere possano offrire nuove sfumature su quelle originali, rimarcando così l’attualità di Shakespeare.

Protagonista della stagione del Teatro Bellini sarà anche Pierfrancesco Favino con La notte poco prima delle foreste di Bernard-Marie Koltès, il monologo che fu già portato dall’attore sul palco dell’ultima edizione del festival di Sanremo. La regia di Lorenzo Gioielli propone uno spettacolo dalla scena scarna ed essenziale, costituita esclusivamente da una sedia e da luci al neon intermittenti nascoste da un velatino a rappresentare una pioggia battente ed incessante. «Mi sono imbattuto in questo testo – spiega Favinoun giorno lontano, mi sono fermato ad ascoltarlo senza poter andar via e da quel momento vive con me ed io con lui».

Maria Paiato sarà protagonista di Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello, diretta da Filippo Dini, mentre Cous cous Klan è il nuovo esilarante spettacolo del gruppo Carrozzeria Orfeo. L’occhio del grande fratello ci guarderà durante 1984 , in scena per la regia del britannico Mathew Lenton. Questa rilettura dell’omonimo romanzo di George Orwell si focalizzerà sulla monotonia di pensiero e sul tipo di relazioni umane che i nuovi media, simboleggiati dai social network, ci impongono.

Massimo Popolizio dirigerà un’opera tratta anch’essa da un romanzo, Ragazzi di vita di Pasolini. Inoltre, a 50 anni dall’uscita nei cinema de La classe operaia va in paradiso di Elio Petri che sollevò un duro dibattito sul tema del proletariato, Paolo Di Paolo scrive un testo costruito intorno ai materiali della sceneggiatura di Elio Petri e Ugo Pirro. Il ruolo dell’operaio Lulù Massa, che sul grande schermo fu di Gian Maria Volonté, sarà affidato a Lino Guanciale. Al tempo stesso, ascolteremo le riflessioni dello sceneggiatore e del regista e le opinioni degli spettatori di allora e di oggi.

A chiudere la stagione del Teatro Bellini sarà Si nota all’imbrunire (Solitudine da paese spopolato), diretto da Lucia Calamaro. Lo spettacolo ci parla delle distanze generazionali e umane tra individui. Con la sua consueta ironia, al tempo stesso acuta e delicatissima, la Calamaro pone l’accento su una specifica patologia della nostra epoca: la solitudine sociale. Tra gli interpreti si segnala la presenza di Silvio Orlando.

La programmazione del “Piccolo Bellini”

Per quanto riguarda la programmazione del Piccolo Bellini, si aprirà con Tiny Dinamite di Abi Morgan: «Questo spettacolo – spiega Tràmice, uno degli interpreti principali – parla a chi, per diverse circostanze, ha smesso di credere che la vita possa continuamente sorprendere, emozionare e trasformare piccoli accadimenti in veri miracoli».

Di grande interesse è Il Nullafacente di Michele Santeramo, un’originale riflessione sul senso di impotenza e di fragilità dell’individuo nei confronti delle difficili prove della vita. Santeramo è anche in scena, nei panni del protagonista: un uomo che reagisce alla grave malattia della moglie scegliendo, d’accordo con lei, di non reagire; scelta che appare paradossale, al di fuori dell’esistere secondo le esigenze del “mondo” così come lo pratichiamo.

Nicola Lieta dirige i giovani attori del Laboratorio Teatrale delle Arti ne Il contrario di uno, spettacolo tratto dal libro di Erri de Luca. «La mia idea è quella prima di tutto di omaggiare un autore e poeta, ormai noto in tutta Europa. Tutto questo senza dimenticare il senso del mio lavoro teatrale con i giovani, ovvero crescere, creare insieme, accompagnarli a scoprire e integrare le infinite possibilità racchiuse nel processo creativo e nella loro adolescenza».

Infine è per quanto concerne il Piccolo Bellini c’è da segnalare Trainspotting, tratto dal romanzo di Irvine Welsh e dal film di Danny Boyle, per la regia di Sandro Mabellini. Come nell’opera originale anche qui ci troviamo davanti alla rappresentazione del decadimento e del senso di rassegnazione giovanile, in un viaggio nichilistico tra droghe ed alcool.

30 anni di attività, 30 anni di successi

L’offerta del teatro Bellini per la stagione teatrale 2018/2019 è ricca e variegata, sia per la tipologia di spettacoli offerti (che comprenderanno anche lo Stand up Comedy) che per l’impegno profuso da Daniele e Gabriele Russo, figli di quel Tato che nel 1988 rilevò il teatro è lo riportò agli antichi splendori.

Il Bellini festeggia 30 anni di attività con un vero e proprio compleanno che durerà tutto l’anno e dove noi, invitati d’eccezione, riceveremo un dono irripetibile: la bellezza e il fascino dello spettacolo teatrale, della distanza annullata che avvicina lo spettatore all’attore e che ripete il rito del teatro come “vita sulla scena”. Una magia che si rinnova e si ripete, ogni volta che il sipario si solleva da terra.

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