Teatro dei burattini: un’antica forma d’arte

I burattini e il loro spettacolo teatrale: un'antica forma d'arte

Il teatro dei burattini è una forma d’arte antica e affascinante, profondamente radicata nella tradizione popolare italiana. Attraverso la maestria dei burattinai, semplici figure animate prendono vita, raccontando storie che da secoli divertono un pubblico di tutte le età.

Burattini e marionette: una distinzione fondamentale

Spesso i termini vengono confusi, ma la differenza è netta. Il burattino è animato dal basso: il burattinaio, nascosto nella sua “baracca” o “castelletto”, infila la mano all’interno di un guanto su cui sono fissati la testa e le braccia del personaggio. La marionetta, invece, è una figura a corpo intero mossa dall’alto tramite fili. Entrambe le forme hanno origini antichissime, spesso legate a rituali religiosi, ma è il burattino a guanto ad essersi affermato come protagonista del teatro di piazza italiano. Come documentato da fonti autorevoli come l’Enciclopedia Treccani, la sua immediatezza lo ha reso lo strumento perfetto per la satira e l’intrattenimento popolare.

Breve storia del teatro dei burattini in Italia

Sebbene testimonianze di spettacoli con figure animate risalgano a secoli prima, il teatro dei burattini come lo conosciamo oggi si sviluppò in Italia a partire dal Cinquecento, in stretta connessione con la Commedia dell’Arte. I burattinai ambulanti portavano nelle piazze le maschere e le trame di questo genere teatrale, adattandole a un pubblico popolare. Fu nell’Ottocento, però, che il teatro dei burattini visse la sua epoca d’oro, diventando un fenomeno di massa. Compagnie familiari giravano l’Italia con i loro teatrini di legno, diventando un punto di riferimento per l’intrattenimento cittadino e la voce irriverente del popolo.

I personaggi e le maschere della tradizione

Molti personaggi del teatro dei burattini derivano direttamente dalla Commedia dell’Arte, ma altri sono creazioni originali che si sono trasformate in vere e proprie maschere regionali. Il più celebre è senza dubbio Pulcinella, maschera napoletana per eccellenza, resa immortale nel teatro d’attore da figure come Silvio Fiorillo e poi passata con enorme successo nel mondo dei burattini. Astuto e ingenuo, pigro e scattante, Pulcinella incarna lo spirito contraddittorio del popolo. Accanto a lui, figure come Arlecchino, Pantalone e Brighella popolarono i teatrini di tutta Italia.

Le grandi maschere regionali del teatro dei burattini Origine e caratteristica principale
Pulcinella Napoli: servo astuto, irriverente e perennemente affamato, simbolo della cultura napoletana.
Fagiolino Bologna: monello attaccabrighe ma dal cuore d’oro, sempre pronto a usare il suo bastone.
Sandrone Modena: contadino rozzo ma dotato di una furbizia e di una saggezza popolari.
Gioppino Bergamo: contadino sempliciotto e bevitore, riconoscibile da tre grossi gozzi sul collo.

Il teatro dei burattini oggi: un patrimonio da preservare

Ancora oggi, il teatro dei burattini continua a vivere grazie alla passione di compagnie che portano avanti questa tradizione. Come riconosciuto da organizzazioni internazionali come la World Encyclopedia of Puppetry Arts, questa forma d’arte rappresenta un patrimonio culturale di inestimabile valore. Assistere a uno spettacolo di burattini significa immergersi in un mondo magico, fatto di risate ed emozioni genuine. È un’esperienza che unisce generazioni e che merita di essere sostenuta, affinché possa continuare a incantare il pubblico anche in futuro.

Fonte immagine: Pixabay

Articolo aggiornato il: 19/09/2025

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