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Triolagnìa: perversione e meta-teatro al Tram

Triolagnìa: perversione e meta-teatro al Tram

Recensione dello spettacolo Triolagnìa, ultimo atto della stagione 23/24 del Teatro Tram.

Cosa lega una parafilia al teatro? E se fosse il teatro stesso di per sé una perversione?
A queste domande, solo all’appartenenza bizzarre e inopportune, ha voluto rispondere quel genio creativo di Nello Provenzano con lo spettacolo Triolagnìa, l’ultimo della programmazione 23/24 del Tram.

Triolagnìa: amore, sesso e teatro in tre atti

Una donna e un uomo (Valeria Impagliazzo e Gianluca Cangiano) s’incontrano in un vecchio cinema vuoto. Inizia così una pièce in tre episodi, in cui le bizzarre vicende amorose ed erotiche della coppia diventano anche una scusa per parlare di teatro. Come? La premessa è un po’ complessa, ma merita un approfondimento.

Nel metateatro gli attori sono consapevoli di essere tali; essi interpretano un personaggio mentre allo stesso tempo mostrano al pubblico la loro realtà di attori. Questa doppia presa di coscienza crea un gioco di specchi tra realtà e finzione, un elemento chiave della Triolagnìa (nomen omen) dove la presenza di tre entità (attore, personaggio, e regista / marito, moglie, estraneo) interagiscono e si influenzano reciprocamente. Un fil rouge che spesso si fa gomitolo intricato, nella vita come nello spettacolo, con gli attori che devono sapersi districare tra le richieste e le aspettative dei propri registi, oltre che tra le mille sfaccettature dei personaggi che interpretano.

Un gioco teatrale

Trilognìa ha, quindi, due anime: quella metateatrale e quella puramente narrativa.
Per quanto concerne la prima sfaccettatura, c’è da sottolineare la performance di Impagliazzo e Cangiano che sono stati chiamati a ricorrere al tutto il loro enorme bagaglio comico e attoriale, soprattutto nel primo e nel terzo atto, (Pop corn e Limbo) dove sono stati chiaramente “bullizzati” da Provenzano. Quest’ultimo non è soltanto autore e regista, ma anche personaggio nel secondo episodio (Cuckold), il che agevola la comprensione della verve sperimentale di questa operazione, in grado di essere incisiva anche sul piano della narrazione.

Lo spettacolo è godibilissimo anche per un pubblico di non addetti ai lavori, e ritrae, in maniera esemplare, la società, i suoi tabù e difficoltà comunicative che contraddistinguono i rapporti umani. Il tutto a partire, per l’appunto, dalle parafilie, uno dei frutti dell’incapacità di sentirsi a proprio agio nella corsa di un mondo dove c’è sempre spazio per insicuri e timidi.

La ciliegina su un’ottima stagione

Surreale, stravagante, e sadicamente geniale.
Triolagnìa. Una storia d’amore in tre tempi è la degna conclusione di una stagione, quella del teatro Tram, decisamente riuscita. Anno dopo anni, sipario dopo sipario, questa piccola resiliente realtà di Port’Aba continua a portare in scena il meglio della prosa contemporanea emergente, dando voce a compagnie e talenti della scena campana e non. Il lavoro di scouting e di selezione di Mirko Di Martino ha portato anche stavolta i suoi frutti, tanto che non vediamo l’ora che sia annunciata la nuova programmazione.

TRIOLAGNÌA: DAL 26 AL 28 APRILE 2024

Testo e Regia di: Nello Provenzano, con Valeria Impagliazzo e Gianluca Cangiano                                                                                                      Musiche originali: Peppe De Rosa
Assistente alla regia: Anna Simeoli
Disegno luci: Victoria De Campora
Produzione: SGURZ³
In collaborazione con: Opificio delle Teste Dure.

Fonte immagine: ufficio stampa

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A proposito di Marcello Affuso

Direttore di Eroica Fenice | Docente di italiano e latino | Autore di "A un passo da te" (Linee infinite), "Tramonti di cartone" (GM Press), "Cortocircuito", "Cavallucci e cotton fioc" e "Ribut" (Guida editore)

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