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Eroica Fenice

Marcos Moreau

Un viaggio nella Russia di Marcos Moreau

Russia, lo spettacolo di Marcos Moreau e la compagnia La Veronal, presentato l’8 giugno al Napoli Teatro Festival Italia, è un road movie attraverso le terre fredde e desolate, che ha come destinazione il lago Baikal; i protagonisti, però, a causa della neve sono costretti a trascorrere la notte insieme, chiusi in auto, in compagnia di programmi radiofonici. Gli unici elementi scenici presenti, insieme alla berlina, sono proprio dei radiomicrofoni che pendono sulle teste dei protagonisti per ampliarne le parole, per riprodurre l’enfatizzazione istintiva delle preoccupazioni e delle ansie soprattutto se formulate in un bosco di sera. Niente è razionale: sopraggiunge il pericolo di un attacco di un orso, l’ansia di non sopravvivere, di essere sparati, di non far ritorno da quel posto.

Lo spettacolo procede per opposizione tra l’immobilità della loro condizione, costretti alla stasi nella macchina, e la libertà e la sinuosità dei pensieri che prendono forma attraverso la danza. Straordinario è l’incastro, il rapido fluire, l’avvolgimento, la transitorietà dei movimenti di due danzatrici, una coreografia ipnotica che trasporta il rapido fluire dei pensieri, che si sovrappongono, si plasmano, cambiano e si trasformano in altro. Sono pochi i momenti in cui i protagonisti eseguono all’unisono la stessa coreografia, ma ognuno si presenta individualmente, per sfuggire all’agglomerato della convivenza forzata. Il silenzio è predominante, ricreando un’atmosfera misteriosa e tesa, che rievoca le immense distese delle lande della Russia. Sulla scena ci sono solo pochi elementi narrativi, le didascalie e pochi dialoghi, che compaiono sullo schermo, forniscono indizi sul viaggio e su quello che sta accadendo.

La compagnia spagnola La Veronal grazie alla commistione di danza, cinema, fotografia e letteratura, ricerca continuamente mezzi espressivi capaci di creare linguaggi nuovi. Ogni loro lavoro è capace di portare in scena le suggestioni dei luoghi con cui entra in contatto, come in Portland (2013), la danese Kobenhavn (2012), Islandia (2012) e l’ultimo Siena nel 2013, un vero omaggio alla città italiana e alla cultura rinascimentale. Russia è un lavoro del 2011 che la compagnia ha scelto per il Napoli Teatro Festival, calato nell’estetica sovietica degli anni Ottanta.

Russia rivela di essere solo un luogo mentale, è l’ambientazione per portare in scena la paura e la nostalgia di un luogo irraggiungibile, metaforicamente rappresentato dal Lago Baikal, il lago più profondo del mondo, ma che materialmente è uno stato emozionale.

-Un viaggio nella Russia di Marcos Moreau-