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Identità bruciata

La poesia “Identità bruciata”: il testo completo

Decimata, essiccata, dissanguata,
il lavoro la divise in tante parti,
e si vide morire nel corpo, in tutto,
e tuttavia volle dire lei l’ultima sentenza.
Dal suo lillà sfogliato, cadde
su se stessa,
se ne andò quella che era,
lasciandola così,
e non temé la morte:
«morire significava forse
abbracciarsi senza paura,
aprire gli occhi e guardarsi».
Morire, a volte, è un conforto.
Morire bene non tocca a tutti.
E forse pensò:
non c’è inferno peggiore
che assistere alle esequie
del proprio desiderio,
al funerale delle passioni.
Poi i ricordi delle mani:
alba con dita di zucchero,
fattrici d’aria lei,
il Cilento odorava di mandorle e cenere,
il lavoro è stato miele e ferita.
Chiudendo gli occhi guardava ancora
le vetrine dove tremano lune glassate,
piccoli paradisi di miele e farina.
I suoi occhi che un tempo
sono stati pazienza di lievito,
guide per nastri di vaniglia,
la aiutarono a raggiungere il bagno
e come un’esiliata,
aprì la finestra sull’ultimo ponente.
Lì il vuoto le sembrò meno crudele
di quell’eternità cucita alle ustioni.

Il significato dell’opera: sensibilizzazione e memoria

Ho scritto questa poesia con un intento di sensibilizzazione e memoria.
L’idea nasce dal bisogno di dare forma, attraverso il linguaggio poetico, a una vicenda di lavoro che si è trasformata in tragedia. La poesia non sostituisce il racconto dei fatti, ma prova a restituirne la dimensione umana: il corpo, la fatica quotidiana, la dedizione, e poi la frattura improvvisa prodotta dall’incidente, richiamando l’attenzione sulle tragedie delle morti sul lavoro in Italia.

Il lavoro come rischio estremo e l’ascolto lirico

In questo senso, la figura di Maria Carmela diventa simbolo di molte storie simili, in cui il lavoro, invece di essere spazio di realizzazione, può trasformarsi in luogo di rischio estremo, un tema centrale per la sicurezza sul lavoro e prevenzione degli infortuni INAIL.
La scelta di un linguaggio lirico vuole anche rallentare lo sguardo, invitando a una forma di ascolto più attenta e rispettosa, affinché episodi come questo non vengano assorbiti dalla cronaca senza lasciare traccia di consapevolezza.

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