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Eroica Fenice

La categoria Libri contiene 89 articoli

Libri

L’Antica Pizzeria da Michele: storia di famiglie e di pizze

L’Antica Pizzeria da Michele: un libro che insieme all’odore della carta ha il sapore di pizza e il calore di brace. L’Antica Pizzeria da Michele. Dal 1870 la Pizza di Napoli. Storia de L’Antica Pizzeria da Michele di via Cesare Sersale a Napoli. Usi, costumi e tradizioni napoletane legate alla pizza. Questo il titolo eloquente del libro scritto da Laura Condurro, con prefazione di Tommaso Esposito, edito dalla casa editrice Alessandro Polidoro Editore. Il libro L’Antica Pizzeria da Michele. Dal 1870 la Pizza di Napoli. Storia de L’Antica Pizzeria da Michele di via Cesare Sersale a Napoli. Usi, costumi e tradizioni napoletane legate alla pizza, racconta quindi la storia della pizza, ma non solo Svolge la tradizione di un popolo, napoletano, attraverso una pizzeria storica, quella di Michele Condurro. La storia di un popolo che affonda una delle sue radici storico-culturali proprio nella pizza, fra l’altro prima candidata e poi riconosciuta proprio in questi giorni Patrimonio dell’Umanità UNESCO. «Vedersi per “farsi” una pizza attorno a un tavolaccio di marmo, con gli amici e i parenti rappresenta il massimo della felicità per il napoletano vero». Così è scritto in un passo del libro e ciò rispecchia pienamente un uso conviviale dei napoletani. Allora la pizza oltre che alimento ha anche un valore per così dire “metafisico”: come viene interpretato a livello sociale l’atto di mangiare una pizza? E cosa vuol dire per una famiglia di pizzaioli essere legati da un cibo così particolare? «Cosa dire della pizza? Si sono scritti interi libri sulle sue origini»: questo è vero ma da ogni spunto ne nascono altri. Sicuramente questo libro ha le pizze non come centro e punto di arrivo, piuttosto come punto d’avvio per parlare di una storia, la storia de L’Antica Pizzeria da Michele e con essa delle storie, o meglio, dei frammenti di storie, della famiglia Condurro. I legami fra la famiglia Condurro e l’arte della pizza affondano le loro radici dal XIV secolo e mano a mano si intrecciano costantemente con passione e dedizione. La passione, l’amore che la pizza trasmette a chi la gusta è un altro dei temi ricordati nel libro: tramite alcune citazioni tratte dalle parole di Ernesto Benabò Silorata, l’autrice del libro, Laura Condurro, ricorda come la pizza comunichi «una sensualità latente» fatta di morbidi contorni, rotondità, caldi approcci sensoriali. Parte del libro è poi dedicata ai rapporti intercorrenti fra la famiglia Condurro e i fornitori delle materie prime della loro pizzeria: è così che si aprono paragrafi sull’Azienda Caputo e le sue farine, sulla famiglia dei Fusco e la loro Fior d’Agerola, sulla famiglia Fortunato con i Pomodori Solea, sulla Ditta Fratelli Masturzo e il loro olio, e sulle famiglie Terzo e Abagnale con i loro vini della loro FloraMI. Con un’indagine statistica e socio-culturale, a cura di Rosa Vieni, si conclude il libro, corredato da alcune immagini in appendice: Album di famiglia. Ancora una volta un titolo eloquente: Album di famiglia, una famiglia di pizzaioli che della ricetta della pizza napoletana si dichiarano […]

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Libri

Dark Harlem: la Fazi Editore ci porta nella Harlem anni Venti

La Fazi Editore ripropone – nell’ambito della collana “Darkside” – Dark Harlem (traduzione di Pietro Meneghelli) di Rudolph Fisher, primo poliziesco scritto da uno scrittore afroamericano e uscito per la prima volta nel 1932. Siamo ad Harlem, quartiere di Manhattan nella città di New York, che registra la presenza di molti afroamericani, e dove ha avuto luogo la “rinascita di Harlem”, movimento culturale che ha visto la nascita di produzioni artistiche musicali, in particolare del jazz. Siamo negli anni Venti del Novecento, quasi al termine della Jazz Age. Un medium afroamericano, Frimbo, molto conosciuto e apprezzato ad Harlem per le sue qualità di veggente, viene trovato ucciso mentre prevede il futuro di un cliente. Investigano sul caso il detective Perry Dart e il dottor Archer, chiamato in soccorso da Jenkins, l’ultimo cliente di Frimbo. Archer trova un fazzoletto nella gola del medium e viene trovata una mazza da baseball sporca del sangue di Frimbo, ferito alla testa. Il caso sembra facile, quasi tutti gli indizi cadono su Jenkins, ma poi subentrano nuovi elementi. Frimbo era odiato dalla malavita locale che in quegli anni era molto radicata ad Harlem, perché vinceva spesso alla loro lotteria clandestina, i cosiddetti “Numeri”. Molti sono i nemici di Frimbo e gli investigatori allungano la lista dei sospettati con la figura di Hicks, che vuole vendicare il fratello, secondo lui ucciso dalla maledizione che Frimbo gli aveva precedentemente lanciato. Mentre sono ad un passo dalla soluzione, scompare il corpo del medium. Chi ha trafugato il cadavere? Cosa è accaduto? Il mistero è da ricercarsi nella personalità di Frimbo, un personaggio molto sui generis e con una personalità dalle mille sfaccettature, non a caso la vicenda si concluderà con un eclatante colpo di scena. L’indagine è intervallata dai racconti esilaranti che riguardano alcuni dei sospettati, come Bubber, detective da quattro soldi che si occupa di mariti fedigrafi e di amori clandestini nonché compagno di merende di Jenkins, il principale sospettato. Dark Harlem di Fazi Editore, un viaggio nella cultura afroamericana Dark Harlem è un viaggio tra le strade del quartiere, in un’epoca dove trionfa la criminalità locale, tra sale da biliardo e scommesse truccate, ma si respira anche la cultura afroamericana, ancora troppo ingombrante per l’epoca pur se estremamente ricca, soprattutto dal punto di vista musicale. Il libro è ben scritto, usa un linguaggio umoristico ed è piacevole da leggere anche perché permette di conoscere Harlem, la cui storia viene raccontata proprio al termine del libro.

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Recensioni

Black Metal il fumetto: gemelli Stronghand vs gli Inferi

Due gemelli metallari alla conquista degli inferi: ecco la trama in sintesi di Black Metal il fumetto di Rick Spears e Chuck BB, uscito il 6 novembre per la Diabolo Edizioni. Primo volume di tre, ha per protagonisti i gemelli Shawn e Sam Stronghand, metallari da stereotipo: ragazzi appassionati di black metal, infastiditi dalla vita quotidiana, pagani, sovversivi, violenti e avversi all’igiene. Orfani, hanno un passato difficile ma in fondo sono dei bravi ragazzi, pronti a lottare per salvare il mondo, specie se è quello infernale. Infatti la loro vita prosegue nella routine quotidiana fino all’ascolto un disco dei Frost Axe, che cambierà il loro destino e li coinvolgerà nel compimento di un’antica profezia. Si troveranno così tra band metal, divinità nordiche e demoni a dover combattere contro entità demoniache varie per il controllo dell’inferno. Black Metal il fumetto: metallo per ragazzi A dispetto dei fiumi di sangue e metallo che scorrono tra teste mozzate ed esplosioni, Black Metal è un fumetto per ragazzi. Il tono è generalmente leggero, non da una storia seria: in Black Metal vediamo divinità infernali provocate con insulti infantili e concerti nel profondo dell’aldilà. Resta godibile anche da lettori “più grandi”, che ne possono cogliere il lato ironico e i tratti assurdi: è anche una parodia delle storie ambientate nelle scuole a stelle e strisce quando ne riprende alcuni punti rivedendoli in “chiave metallara”. Al posto dei ragazzi studiosi tormentati dai bulli abbiamo i due gemelli: una carriera scolastica che è una fedina penale, con il bullismo stroncato a suon di vassoi in faccia. Non possono mancare il primo appuntamento con gita in barca, ovviamente sullo Stige e in compagnia di Caronte, o il viaggio on the road, su una macchina rubata in cerca di una band di black metal. Per il resto è un coinvolgente fumetto di avventura, disegnato solo in bianco e nero, perfetto per un ambientazione da “black metal” tra primi piani di chitarre e battaglie all’ultimo sangue. Il tratto di Chuck BB è più che adatto a trasmettere al lettore il frastuono della musica metal, colonna sonora del fumetto e a disegnare scene di combattimenti coinvolgenti quanto appariscenti. La storia di Chuck Spears riesce ad essere leggera senza annoiare il lettore, anzi coinvolgendolo fino al finale con un inatteso colpo di scena. In definitiva Black Metal è un buon fumetto per ragazzi, specialmente se appassionati di musica metal e fumetti d’azione. Francesco Di Nucci

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Libri

Marsilio editori e la “Disinformazia” di Nicodemo

Quello di Francesco Nicodemo, edito da Marsilio editori nel 2017, è uno dei classici libri difficili da recensire proprio perché di classico non ha niente. L’acume e il prezioso criticismo del suo autore rendono questo saggio, spiazzante per le complicate verità che rivela con semplicità, un prodotto atipico. Disinformazia è il solo titolo con cui avrebbe potuto battezzare quello che è un piccolo regno dell’informazione e della disinformazione. Nicodemo farcisce ogni rigo con la sua perizia nella comunicazione e nell’innovazione digitale, in quanto membro dello staff del Presidente del Consiglio. Con scrupolosità immette i suoi lettori nella dimensione labirintica della comunicazione digitale, smascherandone i luoghi comuni, i rischi e le controversie. Diagnostica i tumori della nostra società, planando dall’alto su contraddizioni e nefandezze di un’era assuefatta dai privilegi e dalle condanne del web. Ma è anche un insider, avviluppato in prima persona dai circuiti della comunicazione di massa. La sua analisi puntuale delle menzogne che alimentano il web e che sono alimentate da esso non gli impedisce di cogliere l’indiscussa utilità dell’informazione digitale. Non idealizza né demonizza l’uso del web e dei social media, piuttosto ci insegna come farne un uso lungimirante. Il web sa tanto di noi, noi così poco del web In primo luogo Nicodemo, autore di Marsilio Editori, delucida ai suoi lettori alcuni meccanismi base, come il funzionamento dei motori di ricerca di internet, settati su algoritmi, che orientano le informazioni verso una lettura unilaterale della realtà. Gli algoritmi, strutture fondanti dei social networks, hanno la funzione di catalogare e filtrare i contenuti in base alle preferenze degli utenti, manifestate mediante gruppi o pagine o utenti ricercati. Le notizie vengono disposte nell’ordine ritenuto gradito o utile, con il beneficio di accorciare i tempi di ricerca. Tuttavia la conseguenza più incriminabile – tanto da aver sviluppato la questione della responsabilità algoritmica – è la creazione di un ambiente isolato in cui coesistono solo persone che pensano le stesse cose, con una visione partigiana della realtà. L’effetto collaterale è la formazione di tribù virtuali, all’interno delle quali si compie un errore di generalizzazione poiché si ritiene che il pensiero di una fetta di umanità coincida con quello dell’intera umanità. Il web ci mostra il mondo bianco o nero, polarizzando le nostre percezioni. Adescati da questa trappola sordida, si rischia di abbracciare l’omofilia, ovvero la tendenza umana ad associarsi a chi è simile. Per Nicodemo l’utente è un moderno Narciso: avverso al dissenso, a caccia dell’approvazione altrui – di cui l’emblema più significativo è il like – dà forma a un nuovo tipo di egotismo. Non si cerca più il confronto, ma l’autoconferma. Per combattere la disinformazione… qualche informazione in più Due i concetti fondamentali per potersi tutelare dalle insidie di internet: quello di echo chamber e di filter bubble. Dalle echo chambers, camere di risonanza autoreferenziali dove sono presenti solo persone e attività che rispecchiano le nostre preferenze, dipendono strettamente le filter bubbles, invece definite “ecosistemi informativi personali costruiti dagli algoritmi che ci isolano da ogni cosa che è conflittuale rispetto […]

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Libri

E-motion della NPE, la tradizione del fumetto tra cartaceo e digitale

E-motion della NPE è un saggio, scritto da Davide Bilancetti e Valentina Marucci, che ripercorre i passi della storia del fumetto, dal cartaceo al digitale. Diviso in sei capitoli, dedica ogni singola parte – con estrema accuratezza – alle varie fasi che caratterizzano l’evoluzione del fumetto, soffermandosi poi su una serie di volti che rappresentano attualmente il professionismo nel campo. Da Paola Barbato (prima sceneggiatrice e oggi autrice di Dylan Dog) a Giacomo Bevilacqua (conosciuto anche per Il suono del mondo a memoria e A Panda piace), da Francesco Polizzo (di cui Ernest Egg è diventato un corto animato con la regia di Claudio Di Biagio) a Pietro Scarnera fino ad arrivare a Cecilia Latella, possiamo leggere piccoli cenni biografici e fitte interviste sul loro personale percorso lavorativo e sul loro modo di interpretare il fumetto come mezzo espressivo. Un testo snello, che raggiunge qualsiasi tipologia di lettore, che sia accanito fruitore o meno del medium, risultando un ottimo inizio per approcciarsi all’argomento. Si compone anche di un breve glossario, costituito dai termini più conosciuti come baloon, vignetta o didascalie per arrivare a quelli più tecnici come storyboarding, storytelling o infinite Canvas. E-motion della NPE: un excursus sulla storia del fumetto e sul ruolo dell’autore Il fumetto è quel mezzo attraverso cui la comunicazione diventa più efficace che mai: unisce inevitabilmente immagini e parole, arrivando sempre al cuore del “problema”. Non esiste un target d’indirizzo ed è errato pensare che sia d’interesse solo per una fascia ristretta di persone o legata ad una specifica età anagrafica. Esistono tipologie diverse, tecniche diverse e strutture diverse, che possono accogliere qualsiasi tipo di storia: da quella romantica a quella avventurosa, da quella fantasy a quella gotica, senza dover porre limiti alla fantasia di un autore e anche di un disegnatore. Non viene tralasciato e anche la figura dell’autore ha un capitolo interamente dedicato. Il lavoro del fumettista non è effettivamente semplice, ma racchiude una grande quantità di capacità e professioni: saper “vedere d’insieme”, scegliere con attenzione come veicolare il proprio messaggio, saper usare gli strumenti del mestiere (come le tavolette grafiche, nel caso del digitale) e, con i Motion Books e i Motion Comics, saper approntare scelte coerenti per coniugare suono e fumetto. Il tutto corredato da immagini e disegni estremamente esplicativi e funzionali all’opera. Qualora questi non dovessero bastare, ad accompagnarli, una serie di QR code da far leggere ai propri dispositivi mobili per osservare le versioni a colori. Che si scelga una lettura impegnata o una lettura evasiva, il fumetto è sempre una scelta giusta.

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Libri

La Gente – Viaggio nell’Italia del risentimento di Leonardo Bianchi

Edito da Minimum Fax, La Gente – Viaggio nell’Italia del risentimento è il primo libro di Leonardo Bianchi, giornalista e blogger che, oltre ad essere news editor di Vice Italia, ha collaborato con Valigia Blu e Internazionale. Che cosa è il gentismo di cui parla Bianchi nel suo libro? Nel capitolo introduttivo l’autore propone diverse definizioni di “gentismo” che evidenziano aspetti differenti di un fenomeno difficilmente inquadrabile. Non a caso l’autore scrive che il gentismo è «un fenomeno complesso e sfaccettato, dotato di una sua specificità, che ha accompagnato la Seconda Repubblica come un’ombra. Ed è proprio fissando questa ombra che si possono capire meglio le ambiguità, le contraddizioni e le pulsioni profonde della politica e della società italiana». Dunque, quali sono le caratteristiche del gentismo? Sono sostanzialmente tre: la contrapposizione tra la Gente e la Kasta, l’indignazione o l’esasperazione come fattori primari di mobilitazione del «cittadino indignato» e la creazione di “realtà parallele” che non solo strutturano una visione del mondo antitetica alla “realtà ufficiale”, ma hanno la capacità di provocare effetti concreti. Secondo Leonardo Bianchi le origini del gentismo vanno ricercate nei primi anni novanta. In quel frammento di storia la Piazza inizia a prevalere sul Palazzo e salta qualsiasi tipo di mediazione. La Gente, per la prima volta nella storia repubblicana, inizia a non riconoscere alcun tipo di autorevolezza nelle forze partitiche tradizionali mentre le trasmissioni televisive e gli spettacoli teatrali (si pensi a quelli di Beppe Grillo degli anni ‘90) che danno voce alla Piazza acquistano progressivamente consenso. Nel giro di vent’anni anche la mediazione dei giornali e delle televisioni verrà messa in discussione dando vita ad un fenomeno per cui chiunque può mettere in discussione tutto. Come si è visto il gentismo parte da lontano e tanti sono i passaggi che contribuiscono alla sua evoluzione: l’uscita del libro La casta di Stella e Rizzo, la crisi economica, l’emergere del Movimento 5 Stelle. Tra i tanti fattori ce n’è però uno particolarmente importante: l’apparente uscita di scena di Berlusconi. Questo punto è fondamentale perché, al di là dei giudizi di valore che si possono attribuire al berlusconismo, è un dato di fatto che un tratto caratterizzante dello stesso sia stata la forte polarizzazione tra sostenitori e detrattori. Con il momentaneo arretramento di Berlusconi una parte del Paese si è ritrovata senza un nemico da combattere e ha spostato le attenzioni verso altri fenomeni. La caratteristica principale de La Gente è che l’autore parte da fatti di cronaca recenti per tracciare i contorni di un fenomeno più vasto che sarebbe altrimenti difficile da comprendere. Le definizioni non riescono ad inglobare le molteplici sfaccettature del gentismo che, infatti, va spiegato dalle sue manifestazioni più concrete. È esattamente quello che fa Bianchi. Attraverso una narrazione scorrevole e precisa viene tracciata una linea che collega idealmente il movimento dei Forconi, le periferie italiane, l’associazionismo cattolico, le teorie complottiste e l’emergere di una Alt-Right italiana. Da cosa sono legati questi eventi? Dal risentimento di un segmento della società che schiacciato dalla […]

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Le tre del mattino, l’ultimo romanzo di Carofiglio

“Le tre del mattino”, ultimo romanzo dello scrittore Gianrico Carofiglio è la storia di un padre e di un figlio che si ritrovano. Lui è un adolescente arrabbiato col mondo -come tutti a quell’età- alle prese con un problema più grande di lui, il padre è un matematico con la passione per la musica.  Per anni padre e figlio sono stati distanti, anche a causa della separazione dei genitori; un evento imprevedibile sconvolgerà le loro vite e li costringerà a stare insieme per due giorni e per due notti (insonni) che trascorreranno a Marsiglia, in Francia. Superati gli imbarazzi iniziali, Antonio e il padre, avranno modo di parlare davvero, di confrontarsi sulla vita, sui sogni e sulle illusioni. In quelle notti bianche padre e figlio si guarderanno per la prima volta dentro e si conosceranno attraverso gli incontri di quei giorni, fatti di musica, leggerezza, prime esperienze, di “vita”. A Marsiglia passeranno per quartieri malfamati, spiagge incantevoli, locali notturni raccontandosi l’un l’altro qualcosa di sé, condividendo nuove esperienze che li segneranno per sempre. “E papà suonò da solo. Io non lo avrei confessato nemmeno a me stesso, ma ero orgoglioso e fiero di lui, e avrei voluto dire a chi mi stava vicino che il signore alto, magro, dall’aspetto elegante che era seduto al piano e sembrava molto più giovane dei suoi cinquantun anni, era mio padre.” Le tre del mattino e gli altri romanzi di Gianrico Carofiglio “Le tre del mattino”, edito da Einuadi, è un romanzo intimo, un viaggio ricco e imprevedibile tra due generazioni diverse ma accomunate dagli stessi ideali, dagli stessi sogni e dall’amore. Il linguaggio è semplice e delicato, commovente in alcuni passaggi, come lo ritroviamo negli altri romanzi di Carofiglio, dei quali Eroica Fenice ha già recensito “L’estate fredda”. Altri romanzi dello scrittore barese vedono come protagonista l’avvocato Guerrieri (l’ultimo si intitola “La regola dell’equilibrio, 2014, Einaudi) e l’avvocato Fenoglio (“L’estate fredda” è l’ultimo). Da entrambe le saghe emerge l’esperienza di Carofiglio come magistrato. Tra gli altri romanzi dello scrittore ricordiamo: “Il silenzio dell’onda” (2011) e “Il bordo vertiginoso delle cose” (02014) editi entrambi da Rizzoli.  

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Il grande Grabski, un libro di Marco Rinaldi

Fazi Editore,  Il Grande Grabski è frutto della penna dello scrittore Marco Rinaldi, un ingegnere che vive tra l’Italia e la Polonia e si dedica alla scrittura, oltre che alla traduzione di testi dal francese. Il libro sarà presentato dall’autore presso la fiera Più libri Più liberi che si terrà a Roma dal 6 al 10 dicembre. Il Grande Grabski, un percorso di psicoanalisi L’opera si presenta come un’ironica parodia di un percorso di psicoanalisi. Il protagonista è Maurizio, un quarantenne amante della buona cucina che, per iniziativa della moglie, intraprende un percorso psicoterapeutico dal dottor Grabski. Attraverso la storia presente e i flashback che ci fornisce Maurizio, si conosce parte del suo passato: i legami con la famiglia, un rapporto poco affiatato con suo fratello Arturo, le donne di cui si è innamorato-quelle con cui il legame si basava solo su una pura alchimia fisica- e infine il rapporto con sua moglie Francesca e la decisione di cominciare una cura perché malato. Sono proprio le sedute dal dottor Grabski che rendono questo libro divertente, pungente e comico, una sarcastica parodia della branchia della psichiatria.  Freud, Lancan, Jung, Winnicott, Rank si susseguono uno dietro l’altro, con le loro ipotesi, studi, idee, teorie.  A seconda dell’umore del dottor Grasbki, o semplicemente della sua inclinazione del momento, ci si affida all’una o all’altra teoria, per seguire un processo di guarigione che tarda a compiersi. Dal canto suo Maurizio in certi momenti vede nel dottore l’unica ancora di salvezza del suo io, in altri, invece, rifiuta il suo aiuto e va in cerca di altro. Attraverso i metodi propri, e non, della psicoanalisi Maurizio finisce per allontanarsi dalla famiglia e perdere il lavoro. Vede scorrere la sua esistenza alla ricerca del suo IO interiore, di Edipo, della forclusione, il tutto raccontato sotto una veste di sottile sarcasmo. Maurizio: un inetto In alcuni momenti della lettura si rivelano reminiscenze dell’opera che ha reso famoso Italo Svevo. Maurizio, sottomesso al peso del lavoro, all’autorità di sua moglie, alla società, ricorda Zeno Cosini e la sua inettitudine. La differenza rispetto all’opera di Svevo consiste nella decisione finale dei due inetti: uno interrompe la terapia perché crede di essere guarito, l’altro non ci riesce e continua il suo percorso, nella convinzione freudiana che «la vita è un dramma dai misteri insondabili, e che Edipo non perdona. Mai». Il Grande Grabski: una satira pungente Una satira pungente si può definire il libro di Marco Rinaldi. Una critica, sebbene comica e divertente, della psicoanalisi. La parte dialogata prevale nettamente su quella narrata, ma è legittimo se si tiene conto dell’argomento; lo stile scorrevole e diretto e la narrazione ironica rendono la lettura divertente e piacevole. 

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Il Paradiso che vorrei, il viaggio eterno verso mondi infiniti di Pier Giorgio Lelli

Come sarà il Paradiso? Questa è la domanda che si pone Pier Giorgio Lelli, autore del romanzo-saggio ‘‘Il Paradiso che vorrei”. Edito da Aracne, il romanzo propone una diversa idea di Aldilà, totalmente differente rispetto a quella radicata nell’immaginario collettivo. L’idea da cui parte l’autore è quella della morte come un viaggio eterno verso mondi infiniti, popolati da creature terrestri e provenienti da universi differenti. A metà tra i racconti di esperienze premorte e il celeberrimo viaggio intrapreso dal Piccolo Principe di Saint-Exupéry, questo romanzo apre a nuovi scenari filosofico-religiosi, andando a prefigurare una vita ultraterrena piena di gioia e luce: il romanzo può, infatti, essere idealmente diviso in due sezioni, che potremmo chiamare “il viaggio” e “l’approdo”. Nella prima parte, che più ricorda il girovagare del Piccolo Principe, Lelli vaga di pianeta in pianeta, descrivendo ciò che vede; la seconda parte, invece, rappresenta il raggiungimento della meta ultima di queste peregrinazioni, ovvero il ricongiungersi con Dio. Questa è la sezione più spirituale, quella in cui si avverte maggiormente lo spirito da credente dell’autore, il quale immagina di essere ammesso al cospetto del Creatore, ascendendo a Lui accompagnato da cori angelici. Il paradiso che vorrei. Molti pregi e qualche pecca  Con il suo linguaggio scorrevole e colloquiale, “Il Paradiso che vorrei” mostra l’amore di Dio verso tutti i suoi figli, ai quali anche dopo la morte concede la possibilità di vivere e aspirare alla crescita interiore, seppure in una forma diversa. L’Aldilà di Pier Giorgio Lelli ha poco a che vedere con quello biblico: niente distinzione tra Inferno e Paradiso, né tra peccatori e santi. Anche con Dante ha poco a che vedere, dal momento che “Il Paradiso che vorrei” non fa accenno alle terribili punizioni divine di cui è pregna la Commedia. L’idea – o meglio il desiderio – di Lelli è innovativa e fortemente intrisa di religione, ma di una religiosità genuina, non intaccata dai retaggi culturali medievali cui la Chiesa è ancora troppo legata. Lelli parte dal presupposto che Dio è amore e, in quanto amore, non può praticare altro che il perdono verso tutti i suoi figli. Ecco perché “Il Paradiso che vorrei” non contempla l’esistenza del Purgatorio, né tanto meno dell’Inferno: Dio perdona tutti e, per coloro che hanno commesso dei peccati, l’unica punizione è quella di non poter godere della vista del Signore fino alla loro completa purificazione. In questo senso, il viaggio immaginato dall’autore si presenta come una metafora del percorso che bisogna compiere sulla Terra: un viaggio come percorso di conoscenza e di auto-miglioramento, così da vivere pienamente ogni secondo. Il pregio fondamentale del romanzo è proprio quello di portare una visione dell’Aldilà che, non essendo strettamente ancorata a una specifica religione, riesce ad arrivare al cuore di tutti, credenti e non credenti, per infondere la speranza che vi sia un mondo migliore dopo la morte. Nonostante l’estrema brevità del testo, “Il Paradiso che vorrei” è un romanzo scorrevole e ben scritto. Anzi, l’unica pecca potrebbe essere proprio la troppa concisione, soprattutto nella prima metà dell’opera che […]

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Zucchero filato volante, truce fiaba di Fernando Camilleri

Zucchero filato volante, primo scritto di Fernando Camilleri, è stato pubblicato ad agosto 2016 per Eretica Edizioni. Il libro si apre con il misterioso incontro di Felice, undicenne che vuol diventare astronauta, con un nano in un bosco. Un’apertura da fiaba, ma ben presto i toni virano verso tutt’altro genere: efferati omicidi sconvolgono il paese di Alerte, dove abita Felice. Zucchero filato volante: fantasy angosciante Zucchero filato volante rientra nel genere della fiaba, visti gli elementi fantastici, ed in quello della favola per la morale esplicita, con una trama che cattura l’attenzione del lettore. Le pagine volano mentre si rimane intrappolati nel ritmo angosciante della narrazione e non si vede l’ora di arrivare al finale per scoprire tutti i retroscena della vicenda. Una riflessione sullo sfruttamento della natura da parte dell’uomo costituisce la morale della lettura, anche se in realtà è abbastanza scollegata dalla macabra vicenda, incentrata sulle disgrazie dovute al sogno di Felice. “Angosciante” è l’aggettivo più adatto alla trama del libro, poiché i protagonisti sono ancorati al loro destino di morte, senza poter cambiare nulla con le proprie scelte. Spesso sono persone che hanno avuto problemi nella vita e per loro non c’è redenzione: si trovano «al posto sbagliato nel momento sbagliato». Dai primi capitoli si capisce che il libro avrà un andamento tragico che alla fine lascerà con l’amaro in bocca. I personaggi sono bloccati in un meccanismo asfissiante, più grande di loro, e la narrazione sembra bloccata su dei binari. Come una locomotiva, si dirige verso l’impatto finale: solo che in Zucchero filato volante non ci sono binari morti o ingiustizie da riparare, solo persone bloccate in un destino ineluttabile, deciso da una spietata divinità. Il ritmo della narrazione è serrato, si alternano pagine necessarie alla descrizione della vicenda poche pagine descrittive necessarie ad inquadrare di volta in volta i personaggi appena introdotti, già prossimi alla morte o a qualche esperienza che segnerà il resto della loro vita. Tolta la morale che riguarda solo incidentalmente la vicenda, Zucchero filato volante si può definire un fantasy crudele, nel quale i protagonisti sono impotenti ed inchiodati ad un destino già segnato. Una fiaba senza lieto fine, che lascia allo stesso tempo turbati, dalla narrazione e dalla sua ineluttabilità, e soddisfatti, per aver raggiunto il finale ed essere stati così assorbiti dalla lettura.

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