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Eroica Fenice

La categoria Eventi nazionali contiene 51 articoli

Eventi nazionali

Riti settennali di Guardia Sanframondi. I fedeli incontrano l’Assunta

I Riti settennali tributati alla Madonna dell’ Assunta, che si celebrano a Guardia Sanframondi (Bn) ogni sette anni, sono una delle manifestazioni religiose più coinvolgenti, controverse e particolari al mondo. Evento particolare in cui la penitenza interiore trova la sua espressione più radicale nella penitenza esteriore, è difficile descriverli, esattamente come è impossibile raccontare la devozione dei guardiesi nei confronti dell’ Assunta. L’unica cosa da fare è tracciare una panoramica della manifestazione e parteciparvi, a cuore aperto. Il ritrovamento miracoloso dell’Assunta Leggenda vuole che in un tempo imprecisato, due maiali, condotti al pascolo da un garzone, iniziassero improvvisamente a scavare nel territorio di Limata, ai confini tra Guardia e San Lorenzo Maggiore, mentre un suono sempre più incalzante di campanelli si diffondeva nell’aria. Venne così ritrovata la statua dell’ Assunta. Nessuno riusciva a tirarla fuori dalla buca, tuttavia, finché un vecchio cieco del rione Croce, portato sul luogo e riavuta miracolosamente la vista, notò che il Bambinello in braccio alla Madonna aveva in mano una spugna. I presenti ne fecero una riproduzione con del sughero e degli spilli all’interno e solo quando tutti cominciarono a battersi con essa, la statua venne rimossa. Si provò a condurla verso i vari paesi limitrofi ma si fece pesante e non trasportabile. Solo quando si prese la strada per Guardia, la Madonna ridivenne leggera. Storicamente la statua viene fatta risalire al secolo XI, mentre gli studiosi di oggi la datano al secolo XIV. Dei due campanelli, uno più piccolo dell’altro, attaccati ad un sostegno di legno, con due sporgenze laterali con cui poterli prendere, il più grande reca la scritta ‘Jesus Maria 1048’, sicuramente l’anno della fusione, mentre su entrambi sono incisi i nomi di ‘ Assunta e Pietro Pascale’, con molta probabilità i nomi degli offerenti I Riti settennali I Riti o “Festa dell’ Assunta” si svolgono in 7 giorni ogni 7 anni, anche se in passato la statua dell’ Assunta era portata in processione ogni volta i fedeli ne avvertissero il bisogno. La settimana successiva al 15 agosto, i rioni di Guardia, Croce, Portella, Fontanella e Piazza, procedono con due processioni, di “penitenza” e di “comunione”. I Misteri che in parte le compongono, di origine medievale, sono rappresentazioni sceniche della Sacra Scrittura, della Vita dei Santi, di Dogmi della Chiesa e vengono rappresentati da fedeli che, in costumi d’epoca talvolta pregiati, sfilano mantenendo inalterate le loro pose figurative ed usando solo la mimica. Ogni quadro è preceduto da un “vessillifero”, un angelo o un paggio che reca un’insegna col titolo del Mistero ed è seguito da un gruppo di fedeli del rione di appartenenza. “I disciplinanti, o flagellanti”, partecipano alle processioni rionali in saio bianco e cappuccio con occhiaie, sono disposti per due in una lunga fila e sono così chiamati perché usano la ‘disciplina’, strisce metalliche, unite da una catenella, con le quali si percuotono le spalle. Il sabato, in un corteo preceduto da una croce, sfila il clero locale e diocesano presieduto dal Vescovo, con una fune incrociata sul petto […]

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Festival Nazionale del Cinema e della televisione a Benevento

Benevento organizza la I edizione del Festival Nazionale del Cinema e della Televisione ed ospiterà, tra il 5 ed il 9 luglio, l’universo dei media in tutte le sue forme. La manifestazione sarà inaugurata, il 4 luglio, con lo spettacolo West Side Story, realizzato grazie alla sinergia tra l’Orchestra Filarmonica di Benevento e la Compagnia Balletto di Benevento. Con esso il BCT (Benevento Cinema e Televisione) aprirà la stagione estiva beneventana, che proseguirà con Città Spettacolo ed ancora altri eventi che animeranno la città. Il Festival vedrà cinque giorni di incontri ravvicinati con i protagonisti del piccolo e del grande schermo per potersi confrontare senza barriere di genere su temi che animano la Tv italiana ed il nostro cinema. Benevento diventa un palcoscenico a cielo aperto dove ogni giorno, in maniera gratuita e accessibile a tutti, si svolgeranno manifestazioni e esibizioni diverse tra loro. Ad ogni zona il suo spettacolo: ecco il programma del Festival Nazionale del Cinema e della Televisione Con Pellicole da assaporare, ogni sera il Corso Garibaldi saranno allestiti stand enogastronomici che proporranno un prodotto ispirato ad un lungometraggio, accompagnati da relative rappresentazioni cinematografiche. Nel corso del festival, inoltre, la città sannita ospiterà alcune importanti mostre legate al panorama televisivo e cinematografico italiano, con esposizioni gratuite e percorsi guidati di altissimo livello. La prima mostra, inaugurata il 5 luglio, celebrerà Alberto Sordi e resterà a Benevento per tutto il mese. Ogni giorno i protagonisti del cinema e della televisione saranno a disposizione del pubblico per interviste, dialoghi, confronti. Personaggi come: Toni Servillo, Paolo Ruffini, il cast di Gomorra, Lino Banfi, ed anche Sergio Castellitto, Gerry Calà, Eugenio Bennato e Le Iene e tantissimi altri. Il Festival proporrà, nell’accattivante scenario dell’Hortus Conclusus, un Cinema sotto le stelle  allestito nello spazio della Terrazza dal Multisala Gaveli di Benevento. Nel pomeriggio si potrà assistere alla Proiezione delle pellicole animate di maggior successo degli ultimi anni e si potrà avere un confronto con gli ideatori, i disegnatori ed i produttori dei films. Piazzetta Vari e Piazza Castello, infine, faranno da cornice ad uno Spettacolo musicale, nel quale personaggi televisivi ed attori riproporranno sigle televisive e cinematografiche, per vivere una notte di musica, direttamente dal piccolo e dal grande schermo. Nel corso della manifestazione saranno assegnati premi, scelti da una giuria composta da esperti nel settore, a personaggi e protagonisti del cinema e della televisione che maggiormente si sono distinti negli ultimi anni. Uno di questi è Il Noce d’Oro, che richiama alla mente uno dei maggiori motivi per cui la città è celebre: le streghe di Benevento ed il punto della città presso cui si riunivano. É proprio lì che verrà consegnato Il Noce d’Oro ai protagonisti del Festival nel corso dell’ultima serata di gala dell’evento. L’ultima serata dell’evento vedrà anche lo svolgimento di ben due concorsi a tema. Il primo, Diversamente uguali, dedicato ai giovani con meno di 35 anni, premierà due prodotti cinematografici: un documentario di 10 minuti basato su fatti realmente accaduti e un lungometraggio di 60 minuti; entrambi […]

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A Pino Daniele dedicato il Premio nazionale delle arti

Pino Daniele è l’artista a cui è stato intitolato il Premio Nazionale delle Arti sezione POP ROCK, il cui gran finale si è tenuto il 24 giugno a Benevento nella splendida cornice del teatro romano, con l’accompagnamento musicale dell’orchestra Ritmo Sinfonica del Conservatorio “Nicola Sala”, diretta dal maestro Gianluca Podio. Presidente della giuria è stata Teresa De Sio, insieme ad Ivan Storti (della casa discografica Universal Music Italia), e Fabio Massimo Colasanti (produttore discografico e collaboratore di Pino Daniele). Ha condotto l’evento Ida Di Martino di RADIO KISS KISS Italia, partner della finale Pop Rock promossa dal Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento. Durante la serata, ad ingresso gratuito, è stata realizzata anche una raccolta fondi per la OPEN ONLUS (Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma – nata per volere di genitori, medici e ricercatori da anni impegnati nella lotta contro i tumori solidi che colpiscono i bambini). Al concorso, promosso ogni anno dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca “Direzione Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore”, giunto alla sua XII edizione, hanno partecipato sei finalisti, che hanno permesso un confronto artistico tra diverse città italiane, unite dalla musica e dall’incontro artistico con il geniale artista. I primi a gareggiare sono stati i ragazzi del Conservatorio di Pescara, con Rebecca Boccariello quale portavoce e voce. Come omaggio a Pino Daniele hanno presentato Neve al sole, mentre come inedito hanno scelto Ritornerai, interpretato solo con voce, piani e quartetto d’archi. Dal Conservatorio di Benevento si sono poi esibiti Lorena Mancini con il suo gruppo, proponendo Allora si, del cantante partenopeo, e Quello che vorrei come proposta personale. Il Conservatorio di Frosinone ha presentato Notte ca se ne va, interpretato da Sara Musela, ed il loro Delicatezza. Il quarto finalista è stato il Conservatorio di Trento, con l’unico cantante maschio a concorrere, Matteo Apetti, che ha presentato come omaggio a Pino Daniele Voglio di più e come inedito La mia storia. Quinto finalista un duo beneventano, che ci ha permesso di apprezzare l’interpretazione di Terra mia, cantata da Antonella Bene e di ascoltare Little baby, scritto ed eseguito dal chitarrista Mario Federico, altro componente del binomio musicale. Il Gruppo di Marta Ascari chiude lo spettacolo con Dubbi non ho, di Pino Daniele, e Libertà come nuova traccia. Pino è Al termine della gara, una commossa Teresa De Sio ha interpretato Quann chiove, dall’album devozionale “Teresa canta Pino”, col quale la cantante ha tentato di “prendere Pino -un traghettatore. Le sue canzoni rimarranno nelle mura delle case, nell’aria, resteranno per sempre- e portarlo nel mondo di Teresa”. Nell’intermezzo precedente alla premiazione, il pubblico ha potuto godere dell’eccellenza dell’Orchestra Ritmo Sinfonico del Conservatorio “Nicola Sala”, che ha proposto brani tra i quali Quando, Chi tene ‘o mare, Terra mia, Sara, A me me piace ‘o blues, Io per lei, Yes I know my way. Il direttore d’orchestra Gianluca Podio ha ricordato Pino con il quale ha collaborato alla scrittura di quattro brani, due dei quali, Voci sospese e Promesse da marinaio, sono […]

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Vivara, la riserva naturale a breve sarà riaperta al pubblico

Quando lo scorso febbraio il cancello di via Santa Margherita è stato riaperto dopo ben quarant’anni, probabilmente nessuno aveva creduto veramente alla riapertura definitiva del ponte che collega Procida all’isolotto di Vivara. E invece, dopo mesi e mesi di ripensamenti, di annunci poi smentiti e di rinunce, stavolta la notizia è ufficiale: Vivara sarà riaperta al pubblico il prossimo 8 Aprile. Da quella data infatti il ponte “tibetano”, che misura 362 metri di lunghezza e che ha vinto nel 2001 il Guinness World Record del ponte più lungo del mondo, permetterà il passaggio a tutti coloro che hanno atteso per anni di poter visitare finalmente Vivara. Riserva Naturale di Stato, fiore all’occhiello del golfo di Napoli e meta turistica ambitissima, l’isolotto di appena 0,4 chilometri quadrati si prepara quindi ad accogliere migliaia di visitatori, provenienti da ogni parte del mondo. «È un gran risultato», ha affermato Antonio Carannante, assessore del Comune di Procida con delega a Vivara. «Vivara tornerà finalmente alla comunità. Riaprirà con la consapevolezza di essere in tutto e per tutto una riserva naturale, che ci impegneremo a tutelare e a proteggere e che renderemo finalmente visibile a tutti», ha aggiunto poi, tradendo una certa emozione in attesa della cerimonia inaugurale che si terrà il prossimo 7 Aprile,  con la partecipazione del sindaco di Procida Raimondo Ambrosino e di tutta l’amministrazione comunale. La riapertura di Vivara tra intese, accordi e conflitti: una vittoria comune  A La Repubblica Antonio Carannante ha dichiarato: «io fin quando non vedrò quel portone riaperto, non ci crederò ancora», scherzando sull’apertura di Vivara al pubblico. Parole forse goliardiche, ma che invece fanno perfettamente intuire il clima di tensione e carico di aspettative che ha accompagnato in questi anni la dura battaglia per restituire l’isola alla comunità e al pubblico. Infatti nonostante Vivara abbia un proprio Comitato di Gestione e sia stata dichiarata Riserva Naturale di Stato sin dal 2012, rimane pur sempre un territorio privato, di proprietà della Fondazione Albano Francescano. Una serie di accordi e di intese, spesso non immuni da divergenze di vedute e conflitti, stipulati tra questi due enti e il Comune di Procida e la Soprintendenza dei beni e delle attività culturali hanno però alla fine prodotto il risultato sperato: quello di mettere in sicurezza l’isola e di renderla visitabile. Proprio a questo scopo, la ringhiera del ponte che collega Vivara all’isola di Arturo è stata ulteriormente innalzata di 10 centimetri, mentre un nuovo parapetto è stato allestito per rendere agibile la traversata. Inoltre, una serie di corsi saranno organizzati nei prossimi mesi per preparare nuove guide turistiche che accompagneranno i visitatori (attesi a migliaia) e che li istruiranno sulla storia dell’isolotto e sui ruderi borbonici ancora visibili lungo il tragitto che conduce al cuore dell’isolotto. Coi suoi sentieri, gli scavi archeologici (ai quali probabilmente sarà dedicato nel prossimo futuro anche un progetto dell’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa) e un paesaggio naturale tra i più belli e suggestivi al mondo, Vivara si prepara dunque a tornare una delle protagoniste […]

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Parco Conocal: luogo di memoria e impegno, luogo di speranza

Ci sono dei luoghi in cui è difficile vivere “normalmente”. Luoghi in cui ai bambini rubano l’infanzia, agli adulti rubano i sogni. Sono queste le periferie delle grandi metropoli, dove la degradazione ambientale è la regola, dove le strade non sono sicure e la violenza criminale è all’ordine del giorno. Il Parco Conocal di Ponticelli è una delle tante periferie in cui “non si vive” perché l’intero quartiere è stato trasformato in una grande piazza di spaccio, dove anche i bambini girano armati e non esistono luoghi sicuri dove possano davvero vivere la propria età. Proprio  il Parco Conocal, luogo simbolo della violenza criminale in Campania, farà  da  scenario alla XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Parco Conocal, scenario per la memoria e il ricordo delle vittime della mafia L’evento, che si terrà  il prossimo 21 Marzo, ha come obiettivo non solo ricordare le 900 vittime innocenti di agguati a stampo camorristico, ma soprattutto far riflettere sulla necessità  di alzare  la testa dinanzi agli oppressori. La giornata è  organizzata in collaborazione con l’associazione  Libera, associazione nata nel 1995 allo scopo di sensibilizzare le masse sul problema, quanto mai attuale, della massiccia presenza delle mafie sul territorio italiano. La malavita è un’entità che prolifera nell’ombra, gode dell’ignoranza e si nutre di paura. Dove c’è malavita non può esserci crescita, né culturale né morale, tanto meno economica. Libera, attraverso la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, vuole ricordare l’unico mezzo per ribaltare il paradigma dominante è sperare nella rinascita. Ecco perché, per celebrare la speranza sceglie il 21 Marzo, primo giorno della primavera, rinascita della natura e, simbolicamente, della verità e della giustizia sociale. Questo spirito di rinnovamento è ancora più evidente quest’anno, visto che il fil rouge della manifestazione è “Luoghi di speranza, testimoni di bellezza”. Come si legge sulla pagina facebook dedicata all’evento, l’intento dell’associazione è quella di testimoniare la bellezza di chi ogni giorno, nel Parco Conocal come in altre realtà simili, reagisce, di chi non sta fermo e non abbassa la testa. Attraverso i colori, i suoni e gli odori di questa nuova primavera delle coscienze, la manifestazione mira a riscoprire la speranza là dove le mafie hanno cancellato ogni colore, lasciando solo il grigio delle pistole e il rosso del sangue, spesso versato da vittime innocenti. Libera chiede a tutti di scendere in piazza al fianco dei tanti familiari testimoni ogni giorno di come dal dolore possa nascere la speranza, l’impegno, gli unici strumenti che conosciamo per cambiare il volto e il destino delle nostre città. L’impegno quindi è quello di essere lì il 21 Marzo, per far sì che i luoghi di morte diventino davvero luoghi di speranza. 

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Eventi nazionali

8 marzo: ingresso gratuito ai musei per le donne

Anche quest’anno, in occasione della giornata internazionale delle donne, musei e luoghi di cultura statali saranno accessibili gratuitamente per tutto il popolo femminile.  L’iniziativa aveva preso il via già l’anno scorso ed è stata riproposta dal ministro Dario Franceschini. Ad annunciarlo il MiBact, ministero per i beni, le attività culturali e il turismo, che ha specificato che l’omaggio culturale sarà valido anche per le visite presso tutti i siti archeologici e monumenti statali. Anche la campagna social celebra la donna Oltre trenta locandine digitali animeranno in questi giorni il profilo instagram del MiBact (@museitaliani) fino alla data dell’8 marzo. Sul social si celebra la figura femminile proponendo una galleria iconografica di donne che hanno fatto la storia. Sotto ogni foto la corrispondente didascalia esplicativa: dalla poetessa greca Saffo, alla modella Jane Burden, da Maria Callani a Madame de Steal. Quale modo migliore di esaltare la donna se non ripercorrendo la sua storia? Sotto ogni foto ricorre l’invito a visitare i musei durante il giorno della festa della donna. A rendere più coinvolgente l’iniziativa è l’utilizzo dell’hastag #8marzoalmuseo. Utilizzando quest’ultimo i visitatori sono invitati a fotografare, postare e condividere le foto scattate alle icone femminili durante questa giornata. Dipinti, sculture, arazzi, vasi e affreschi raffiguranti la figura femminile popoleranno il social, così come sta avvenendo in questi giorni sul profilo del ministero. Ma non è l’unica iniziativa organizzata per l’ 8 marzo In molti musei saranno organizzate visite guidate ed eventi speciali sui più disparati argomenti riguardo il settore. Ci saranno mostre riguardo il costume delle donne nei secoli, vari excursus sulla donna nell’arte, la figura femminile nel Paradiso e così via. Al sito web di riferimento del MiBact – www.beniculturali.it/8marzo2017 – si può consultare l’elenco degli appuntamenti culturali organizzati in Italia per l’occasione. Al momento sono circa novanta, divisi per regione. Nello specifico, per la Regione Campania, troviamo le seguenti iniziative:   AVELLINO La Giornata Internazionale della donna a Bisaccia CASERTA Il corredo di un’antica sposa sulla via Appia (Santa Maria Capua Vetere) Donne sidicine: immagini, voci, storie (Teano) Casta, pia, lanifica, domiseda. Profili di donne dal Sannio antico (Alife) …in piedi Signori, davanti a una Donna! (Maddaloni) Mostra alla Reggia di Caserta L’Archivio di Stato di Caserta presenta “Letture di donna” NAPOLI La vita di una principessa (Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes e Museo delle Carrozze) Donne del Novecento (Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento a Napoli) Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia: una questione ‘femminile’ (Villa Floridiana) Pompei Scavi, 8 Marzo: apertura straordinaria Casa della Venere in Bikini Donne a Neapolis (Museo archeologico nazionale di Napoli) Visite straordinarie del Complesso monumentale di Carminiello ai Mannesi a Napoli 8 MARZO AL MANN. Donne e dee. Alla riscoperta dell’universo femminile nell’antichità SALERNO Donne di Paestum. Visioni oltre il mito/2 (Capaccio, Parco Archeologico di Paestum) Storie di donne del passato. Sentimenti e musica, abiti e profumi (Eboli) Al femminile. Tesori dalla Valle del Sarno Immagini femminili in Certosa (Padula, Certosa di San Lorenzo)

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Cronaca locale

Aeroporto e reperti, l’archeologia sbarca a Capodichino

Diciamolo chiaro e tondo: non capita tutti i giorni di barcamenarsi tra bagagli, biglietti aerei, documenti vari e di ritrovarsi nel bel mezzo di una galleria archeologica a pochi passi dal gate d’imbarco. Ma a Napoli, si sa, tutto può succedere: anche di ritrovarsi in aeroporto e di ingannare l’attesa del volo ammirando una statua della Nike risalente al I secolo d.C. Per quanto assai suggestivo, l’insolito connubio tra antichità e contemporaneità non è un’illusione, ricreata per sollazzare i passeggeri annoiati. È il frutto di un recente accordo che ha visto la società Gesac – Aeroporto di Napoli e il Mann – Museo Archeologico Nazionale di Napoli diventare partner per ricreare all’interno dell’Aeroporto Internazionale di Capodichino, più che una mostra, un vero e proprio itinerario culturale che riesce a riassumere in maniera straordinaria un pezzo importante della storia antica di Napoli, della Campania e del Sud Italia. Aeroporto Archeologico: un progetto ambizioso, a metà strada tra passato e futuro Nato grazie all’intuizione del direttore del Mann Paolo Giulierini e di Armando Brunini, amministratore delegato di Gesac, il progetto intitolato “Aeroporto Archeologico” sarà avviato già a partire dal prossimo mercoledì 1 Marzo. Chi a partire da quella data si ritroverà a lasciare Napoli, al primo piano dell’aeroporto, nella Sala Airside (nei pressi dei tornelli per accedere all’area controlli, per essere precisi), potrà per prima cosa imbattersi appunto nella statua della Nike, una delle sculture più famose conservate in città e simbolo della ricerca archeologica e dell’interesse per l’antichità che da sempre si coltivano a Napoli. Quella dell’aeroporto sarà, tuttavia, una riproduzione di quella conservata al Mann, a sua volta una copia della Nike originale risalente al V secolo a.C. e rinvenuta nella città greca di Olimpia. Ma, oltre alle copie di numerosi altri reperti provenienti dal Museo, dagli scavi di Pompei, di Ercolano e di vari altri siti di notevole valore archeologico, non mancheranno a quanto pare oggetti di fattura originale, trasferiti per l’occasione in aeroporto con lo scopo di presentare le peculiarità storiche e culturali della città e della regione in cui si entra (o che si lascia) per la prima volta. Per raggiungere pienamente questo scopo, saranno istallati inoltre in tutto l’aeroporto monitor e totem che assicureranno a turisti e viaggiatori tutte le informazioni e i dettagli di questo nuovo, affascinante percorso tra passato e futuro, tra internazionalità e un’intrigante anima locale che, a quanto pare, non smette mai di incantare chi giunge alle falde del Vesuvio. Sicuramente, una delle regole fondamentali degli aeroporti è quello di fare attenzione ai propri bagagli. Se poi a questi si aggiunge un ulteriore bagaglio, quello della cultura, allora vale davvero la pena di presentarsi al gate con un po’ di anticipo in più.

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Eventi nazionali

I Guns ‘N Roses tornano in Italia

È ufficiale: i Guns ‘N Roses tornano in Italia! L’annuncio arriva dalla pagina ufficiale FB dell’”Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari” di Imola, che riporta anche la data: 10 giugno 2017. Il “Not in this lifetime” tour, dunque, toccherà il bel Paese. Poi, lunedì 5 dicembre, l’ufficialità della notizia è stata riportata anche dal sito ufficiale del gruppo. Axl Rose e Co., o meglio, la formazione “ufficiale”, non erano in Italia da ben 23 anni quando allestirono il loro ultimo concerto a Modena nel ‘93 In tanti ci speravano, in tanti li hanno voluti e finalmente eccoli qui, in tutto il loro splendore. I Guns’ ‘N Roses, icone del rock degli anni ’80 e ‘90, tra le personalità più influenti nella storia di questo genere, non hanno mai fatto cessare l’afflusso di notizie su di loro: le carriere soliste e di collaborazione dei due più carismatici della formazione, Axl Rose e Slash, hanno portato avanti il marchio Guns ‘N Roses per anni e, per tutto questo tempo, il mondo della musica rock ha sperato in una reunion che, finalmente, a inizio 2016 è arrivata. Sono quelli dei record, come quello che li consacra tra le dieci migliori band secondo Rolling Stone, o le 3 Hit nell’album d’esordio “Appetite for Destruction“, o ancora il primo gruppo Sleaze Metal (ovvero una fusione tra hair metal, punk rock e blues rock). Una band rock con protagonisti istrionici pieni di divergenze artistiche e personali, quasi al pari dei fratelli Gallagher degli Oasis. Insomma, i Guns ‘N Roses sono la band degli eccessi; sia in campo artistico che in quello personale Nascono a Los Angeles nel 1985 dal progetto di Axl Rose, Tracii Guns, Izzy Stradlin, Ole Beich e Rob Gardner, ex membri di due band: gli L.A Guns e gli Hollywood Rose (da qui, facile dedurre l’origine del nome Guns ‘N Roses). Con lo stile semplice e immediato raccontano nei loro primi pezzi i bassifondi di Los Angeles, all’epoca epicentro della musica rock e della discografia, e gli eccessi del gruppo stesso. E sono stati proprio questi, gli eccessi, a portare ad una rottura definitiva tra il leader Axl Rose e il resto del gruppo che a metà anni ’90 hanno preso strade differenti. Ed eccoci qui, nel 2016, quasi 2017, ad attendere il ritorno in grande stile dei Gun’s ‘N Roses. A quanto pare, ancor prima dell’inizio delle prevendite ufficiali previste per il 9 dicembre, si cominciano a vendere sul sito privato di Viagogo biglietti a prezzi esorbitanti. Se volete andarci e avete il click più veloce del West o vi piace fare le nottate davanti alle concerterie, non vi resta che aspettare la vendita ufficiale. Avete pochi giorni di tempo! I prezzi apparsi sino a questo momento sono: Posto Unico in Piedi Rivazza: 87,35€ Posto Unico in Piedi: 87,50€ Golden Circle: 104,50€ E pacchetti che partono dai 290 euro a salire, per chi vuole un’esperienza in pieno stile Guns ‘N Roses. Se fate parte del fan club, potrete già acquistare i biglietti e le vendite saranno aperte […]

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Culturalmente

I System Of A Down arrivano in Italia: la band a Firenze

È ufficiale. I System Of A Down torneranno in Italia il 25 giugno 2017: si esibiranno alla Visarno Arena di Firenze e i biglietti stanno già andando a ruba tra i cultori del gruppo di Serj e compagni. La band è stata inattiva dal 2006 al 2010, e in molti in questi ultimi anni ne avevano paventato lo scioglimento, che, come una spada di Damocle, pendeva sul capo di chi è sempre stato affezionato alla loro musica. Il loro ritorno sulle scene, soprattutto in Italia, farà intravedere anche lo spiraglio di un nuovo album? I System of a Down sono fermi dal 2005, anno di pubblicazione di “Mezmerize” e “Hypnotize“, e Serj Tankian, il carismatico cantante della band, ha calcato dei passi da solista, così come il chitarrista Daron Malakian. Ma soltanto insieme i System sono capaci di creare quel connubio tanto mistico quasi ancestrale che trascende la durezza del nu metal e si eleva ad un ideale che tocca vette siderali. Ma chi sono i System Of A Down? In molti, specie in Italia, non conoscono i System, sebbene negli anni si siano imposti come uno dei gruppi di punta e in grado di sdoganare il nu e alternative metal, depauperandolo della solita patina e rivitalizzandolo a livello compositivo, ma senza farlo scadere nel mainstream. I System of A Down sono forse una delle band più originali a livello compositivo, e le loro radici, saldamente legati alle storie personali di ognuno dei componenti, parlano chiaro e raccontano la storia della loro musica. Il loro nome nasce dalla fusione tra la parola “System” e una poesia, “Victim of a Down“, e sembra quasi voler ricalcare la potenza e il valore dell’arte. Serj Tankian e Daron Malakian, due giovani di origine armena, si conoscono nel 1993 e decidono di formare un gruppo, in virtù dei loro gusti musicali affini, e ingaggiano Shavo Odadijan, in qualità di bassista e batterista: la formazione embrionale della band prende così il nome di Soil. Diventeranno ufficialmente i System of a Down nel 1995, e debutteranno con Serj in qualità di cantante, Daron alla chitarra, Shavo esclusivamente al basso e John Dolmayan alla batteria. È impossibile racchiudere o incapsulare i System in un genere predefinito (come ha affermato lo stesso Malakian), poiché riescono a fondere sapientemente più gradazioni di colori in modo da farli liquefare l’uno nell’altro: la loro musica è sia l’abisso e la voragine di Lonely Day e Holy Mountains, che l’inquietudine di Spiders e Sad Statue, ma anche il respiro scanzonato e quasi demenziale di Radio/Video o Psycho Groupie Cocaine Crazy, così come l’afflato mediorientale di tanti pezzi che sembrano cuciti su una tela finemente decorata con tinte armene e sfumature di porpora. Ed è proprio l’Armenia che si agita e vibra nella voce versatile e plastica di Serj, nelle schitarrate di Daron e nei loro virtuosismi che dal rock arrivano a toccare delle vette in cui l’ascoltatore smarrisce quasi se stesso, per poi morire e rinascere in un acuto che sa di misticismo ed eternità. Basti ascoltare Chop Suey!, e lasciarsi travolgere come una fiumana incandescente e pura dalle urla finali, in cui […]

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Eventi nazionali

REPORTING FROM THE FRONT e l’architettura si rende tangibile

La Biennale di Architettura di Venezia, visitabile fino al 27 novembre 2016, ha posto come tema di discussione REPORTING FROM THE FRONT. Dal Padiglione Centrale dei Giardini all’Arsenale, e comprendendo svariate location dislocate nel centro storico di Venezia, la Mostra REPORTING FROM THE FRONT è concepita come un unico percorso espositivo. La Biennale quest’anno è affiancata da sessantacinque partecipazioni nazionali con cinque paesi presenti per la prima volta: Filippine, Lituania, Nigeria, Seychelles e Yemen. Sono presenti, inoltre, ottantotto partecipanti provenienti da trentasette paesi, di cui cinquanta sono presenti per la prima volta, e trentatrè sono gli architetti under quaranta. «A volte la nozione di quotidianità è ridotta all’ordinario. Per noi il quotidiano è precisamente ciò che è connesso ad ogni tipo di piccolo ed inaspettato evento, che rompe la routine». Padiglione del Belgio ai Giardini della Biennale di Venezia. Paolo Baratta, presidente della Biennale, ha sentito l’esigenza di far parlare al pubblico, a tutti i possibili agenti responsabili delle decisioni e delle azioni con le quali si realizza lo spazio del nostro vivere singolarmente e come comunità: «Se l’Architettura è la più politica delle arti la Biennale di Architettura non può che riconoscerlo». Cambiare il nostro punto di vista per poter comprendere l’ordine delle cose è il contributo che ha fatto prevalere il direttore Alejandro Aravena, curando la quindicesima Mostra Internazionale di Architettura. L’icona che rappresenta gli intenti è l’anziana Maria Reiche che, dall’alto di una scala, scruta l’orizzonte per poter osservare il territorio della linee di Nazca nell’America del Sud. «Non dovremmo attribuire alla mancanza di mezzi l’incapacità di fare il nostro lavoro». REPORTING FROM THE FRONT è la voglia di poter raccontare le battaglie e le conquiste di chi è riuscito ad autorganizzarsi con l’aiuto degli strumenti e di chi rende pratica l’architettura sul fronte. Alejandro Aravena, durante il suo intervento, parla di prendere coscienza dell’orizzonte che ci aspetta, di ascoltare chi ha avuto una prospettiva più ampia con la capacità di condividere conoscenza ed esperienze. In REPORTING FROM THE FRONT non è solo possibile ritrovare quella sfera legata al piano artistico e culturale proprio dell’architettura, è dato ampio spazio anche al luogo della riflessione nei campi politici, sociali, economici ed ambientali. L’impronta dettata dall’architetto cileno è inequivocabile. Nella quindicesima biennale si ritrovano, infatti, i modi di agire propri del gruppo Elemental del quale è direttore esecutivo e dove vengono seguiti i principi base dell’edilizia a basso costo, alla quale vengono affiancati grandi processi partecipativi. REPORTING FROM THE FRONT porta in mostra progetti dove le infrastrutture sono servite per poter trasformare ciò che riguarda il patrimonio culturale e poterlo restituire sotto forma di eredità. La mostra non poteva esimersi dal trattare il tema delle grandi migrazioni, portando alla luce come e quali scenari probabili potrebbero verificarsi nel caso in cui le città si dimostrassero in grado di affrontare adeguatamente le problematiche legate ai movimenti migratori. Dai padiglioni storici ai Giardini, come quello veneziano, che esprimono un punto di vista legato a probabili scenari futuri, attraversando quelli simili al sudafricano che raccontano di una soluzione di trasformazione da stato di […]

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