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Attualità

La Ghironda: sulle note della tradizione

Sono ormai diversi anni che l’associazione musicale La Ghironda riesce ad attrarre un vasto pubblico che comprende turisti di diversa nazionalità in soggiorno sulla nostra bella “isola verde”, ma anche concittadini dell’Isola d’Ischia. Una platea di uditori, chi più esperto, chi solo semplice amatore d’arte e di musica, chi adulto, chi di giovanissima età, accorre ogni anno agli spettacoli organizzati da Carmine Pacera, che in prima persona si esibisce con il suo gruppo vocale-strumentale: Emmanuel Guzzo (chitarra), Francesco Scotti (fisarmonica), Ivan Gira (primo mandolino), Carmine Pacera (secondo mandolino), Anna Lubrano (soprano), Antonio Cerullo (tenore). Il tutto è accompagnato dalle coreografie de Il Balletto: le giovanissime fanciulle, abbigliate con costumi tradizionali, avvolgono gli spettatori con gonne lunghe e colorate suonando il tamburello, e li trasportano sulle note delle folcloristiche melodie partenopee: “si danza con le orecchie” ed è  semplice sentirsi trasportati in un viaggio atemporale. La Ghironda permette di rivivere le tradizioni Chiunque partecipi non potrà fare a meno di appropriarsi di questa piacevole armonia e canticchiare o portare il tempo battendo le mani.  Chiunque sentirà un po’ suo il dialetto napoletano, e così anche il “forestiero” Milanese o Tedesco intoneranno “O’ sole mio”. È proprio questo l’obiettivo dell’Associazione: il recupero e la diffusione della cultura partenopea, dei suoi suoni e dei suoi colori e in particolar modo del repertorio classico napoletano.  Gli spazi che ospitano gli eventi sono scelti tra le più belle location isolane, lo scenario sarà infatti il Palazzo Reale di Ischia. Si tratta dell’antica Casina Reale situata nel comune d’Ischia: l’edificio fu costruito nel ‘700 per volere di Onofrio Buonocore ma ben presto divenne meta preferita dei nobili, fu infatti successivamente acquistata dalla famiglia dei Borbone; Re Ferdinando IV se ne innamorò a prima vista, forse per la rigogliosa macchia mediterranea, forse per il vicino specchio d’acqua allora conosciuto come “Lago dei Bagni” dove pescava abitualmente, e permise di sovvenzionare il progetto di apertura del Porto, tutt’oggi funzionante e il più grande dell’isola. Per chi volesse presenziare a questa imperdibile “avventura” sarà possibile aderire ai prossimi appuntamenti durante la stagione primaverile ed estiva. Il primo appuntamento è previsto per Venerdì 29 aprile presso il Palazzo Reale d’Ischia. Il prezzo del biglietto è di 10 euro: permetterà di partecipare alla vista guidata dalle ore 10.30 alle ore 12.00 e ad assistere al concerto de La Ghironda che si terrà alle ore 20.00 della stessa giornata.  

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Eventi/Mostre/Convegni

L’altro Ottocento e il quadro ritrovato

Nell’ambito della Mostra L’altro ottocento, curata dalla professoressa Isabella Valente, presso il Convento di San Domenico Maggiore, si è tenuta martedì 16 febbraio  la cerimonia per la riconsegna alla città di Napoli di un importante dipinto dell’ottocento, recuperato dal Nucleo di tutela del Patrimonio artistico dei carabinieri. L’evento, fortemente voluto dal sindaco Luigi de Magistris, ha visto la partecipazione di alte personalità della scena culturale nazionale. Erano presenti, tra gli altri: il vicesindaco Elena Coccia, l’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele, il Capitano dell’arma dei Carabinieri Carmine Gesualdo, la professoressa Isabella Valente docente di Arte Contemporanea presso l’Università Federico II di Napoli. Il patrimonio artistico della città si è così arricchito di un nuovo e prestigioso tassello che era nella lunga lista delle opere d’arte “volatilizzate” del Nucleo Investigativo dei Carabinieri. Il quadro esposto è un olio su tela delle dimensioni di 90×105 cm, databile al 1866, di Vincenzo Dattoli, intitolato I giuochi di ragazze ai leoni di villa borghese a Roma. L’opera risale al secondo periodo artistico dell’autore, nel quale Dattoli, allontanandosi dall’accademismo ottocentesco e avvicinandosi a un nuovo secolo, l’ altro ottocento, si avvicina ai temi sociali, oscillando tra soggetti storico letterari in crisi di patriottismo e soggetti di genere con richiami sociali. È il periodo in cui l’artista si accosta e si converte al colorismo Morelliano, risentendo appieno la lezione del celebre Morelli, suo maestro presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, e con lo stesso annoverato tra gli “innovatori” della Scuola Napoletana assieme a Vertunni, Altamura e Celentano in occasione dell’esposizione Nazionale di Firenze del 1861. Vincenzo Dattoli Vincenzo Dattoli rientra nell’indice degli innumerevoli autori meridionali dell’ottocento che hanno segnato la Storia del’Arte Contemporanea e che hanno rinnovato le tecniche, giocando con le proprie impronte di colori nuovi e spontanei , sperimentando, creando raffigurazioni sorprendenti e coniugando tutto ciò che hanno appreso durante le lunghe permanenze nelle Capitali dell’Arte più importanti del tempo. Dunque, Dattoli viaggiò molto e imparò molto, lottò con tenacia e fermezza affinché potesse perseguire il suo sogno di pittore e amatore d’arte; nonostante il netto rifiuto da parte dei genitori, sebbene la sua giovane età, inseguì il suo talento, raggiungendo di sicuro il suo obiettivo, tanto è vero che oggi riesce a deliziarci con i suoi lavori che sono manifesto di capacità formale ma che, al contempo, sono esempio della possibilità di arrivare in vetta anche se si parte dai bassifondi della piramide gerarchica. L’altro Ottocento di Dattoli Il dipinto I giuochi di ragazze ai leoni di villa borghese a Roma di Dattoli è un lavoro tipicamente ottocentesco, con riferimenti ad una società che pare lontana da noi, ma, in fondo, nasconde un vivido spirito di innovazione, che è comune a tutti i giovani con sete di cultura che da sempre “sognano di cambiare il mondo”. Questo, come le altre opere presenti nella mostra, è un quadro con il “tempo sospeso” che ti permette di vivere con gli occhi il passato, di vedere il presente e di sperare nel futuro. Molti esperti e curiosi […]

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