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Eroica Fenice

Cinema & Serie tv

Narcos: capolavoro d’arte moderna

“Plata o Plomo.” Questa è, probabilmente, la tag-line più famosa tra le serie tv moderne, dal significato eloquente: Soldi o Piombo. Attribuita al famoso narcotrafficante colombiano Pablo Escobar, la citazione è frutto dello show televisivo Narcos, una produzione esclusiva targata Netflix. Questo canale digitale statunitense è ormai una piattaforma estesa a livello globale e conta milioni di utenti  e, di anno in anno, producendo magnifiche serie tv ed acquisendo i diritti di riproduzione di pietre miliari del cinema e di blockbusters moderni, ha ormai preso il sopravvento rispetto ai competitors che offrono lo stesso servizio. Narcos è la serie che tratta delle vicende, per l’appunto, di Pablo Escobar Gaviria ed è recitata principalmente in spagnolo; scelta, questa, voluta fortemente dagli ideatori dello show (Chris Brancato, Carlo Bernard e Doug Miro) per aumentare la veridicità degli ambienti e per offrire allo spettatore uno spettacolo quanto più fedele possibile alla realtà storica. Attualmente le stagioni disponibili, tutte composte da dieci episodi lunghi dai 43 ai 50 minuti ciascuno, sono tre e le si può guardare sulla sopracitata piattaforma digitale, insieme a Suits e White Collar. Uscita per la prima volta nel 2015, la serie è stata rinnovata per una quarta stagione  le cui riprese non sono ancora iniziate. È stata, inoltre, macchiata dall’omicidio, avvenuto in Messico, del location manager della serie Muñoz Portal mentre era impegnato nella ricerca di luoghi adatti alle riprese. Segnata da un successo incredibile, Narcos è tra le serie tv più apprezzate degli ultimi anni.  Narcosa , trama La storia è ambientata tra il 1974 e la fine degli anni ‘90. Pablo Escobar Gaviria (interpretato magistralmente da Wagner Moura), contrabbandiere di sigarette e marijuana, viene raggiunto da un produttore di cocaina cileno che, sopravvissuto a un massacro di narcotrafficanti ordinato dal Presidente del Cile Pinochet, individua nel trafficante colombiano un valido socio per dare vita a un nuovo commercio di “polvere bianca”. Pablo, accompagnato dalla sua amata moglie Tata, dai figli, dalla madre Hermilda ( interpretata Paulina Garcia) e da altri due “colleghi”, inizia così il suo viaggio verso la conquista dell’impero mondiale della droga che lo porterà a diventarne imperatore quasi incontrastato ed assoluto. Il cartello di Medellìn, del quale Pablo Escobar è il capo, è il cartello più influente del panorama internazionale e  riesce, man mano, ad espandersi  anche negli USA, dove il consumo delle  sostanze stupefacenti è anch’esso stupefacente, tanto da essere quello più redditizio. Gli agenti della DEA, la Drug Enforcement Administration del dipartimento di giustizia degli Stati Uniti (che divide le missioni antidroga con un dipartimento dell’FBI, ndr), Steve Murphy (interpretato dal modello ed attore Boyd Holdbrook) e Javier Peña (interpretato dal noto attore Pedro Pascal) sono gli incaricati alla missione, apparentemente impossibile, di arrestare il famigerato Pablo Escobar. Le stagioni sono incentrate sul lavoro degli agenti e sull’espansione dell’impero e del potere di Pablo, tra corruzione e ricatti, sotterfugi ed assassinii a sangue freddo, si arriverà poi a una svolta inaspettata nell’ultima puntata della seconda season e poi nella terza imperdibile stagione di Narcos. Curiosità […]

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Cinema & Serie tv

White Collar, che i giochi abbiano inizio

White Collar, una serie tv da non perdere   White Collar – “Non possiamo cambiare la direzione del vento. Ma possiamo aggiustare le vele”.  Questa frase ricca di significato, che si lascia interpretare in diversi modi, è una delle massime estratte dalla serie TV, ideata da Jeff Eastin e andata in onda sul piccolo schermo per sei stagioni, dal 2009 al 2014. Anche questa serie, così come Suits, è stata trasmessa dal canale americano USA Network ed ha registrato un notevole successo tanto da ricevere tra il 2010 ed il 2012 ben 5 nomination a vari trofei di categoria non vincendone, però, nessuno (mentre invece diversi sono stati i premi assegnati individualmente agli attori protagonisti). La prima stagione di White Collar ha uno start titubante e stenta fino alla terza puntata, con soluzioni elementari a casi scontati, accompagnati da una sceneggiatura di scarso rilievo. Acquista però, con il proseguire degli episodi, maggior credibilità e permette di toccare alte vette di “attaccamento” allo schermo, sprigionando molto intensità; ed infatti, fedele al crescendo emozionale e tecnico, il primo momento veramente chiave della stagione d’esordio è proprio nell’ultimo episodio e questo spinge lo spettatore a fiondarsi direttamente sulla seconda season, senza lasciarsi un attimo di respiro. In Italia è possibile guardare questo programma televisivo in chiaro su Italia 1, oppure sulla piattaforma digitale Netflix. dove è disponibile anche in lingua originale. White Collar, trama e Personaggi  White Collar è una serie TV indubbiamente poliziesca, dato che i protagonisti Neal Caffrey e Peter Burke lavorano per la divisione “Colletti Bianchi” dell’agenzia federale FBI; ma non disdegna diversi momenti ironici e divertenti che collocano la serie anche nella categoria delle commedie drammatiche. Neal (interpretato da Matt Bomer) è un elegante falsario, nonché ladro, e si occupa di trafugare principalmente opere d’arte dall’inestimabile valore economico. Comincia a lavorare al fianco dell’agente Peter Burke (interpretato da Tim DeKay), l’unico in grado di arrestarlo, per evitare di tornare in carcere ed acquisire una sorta di semilibertà dopo un tentativo di evasione e si offre, quindi, come collaboratore dell’agente per risolvere i casi più complicati che si presentano in agenzia. Nonostante una continua diffidenza di Peter nei confronti di Neal e le “quasi” ricadute di quest’ultimo nelle vecchie abitudini, la coppia funziona e riesce a districarsi in situazioni alquanto complicate e complesse. La libertà conquistata da Neal (limitata in una distanza di due miglia dalla lussuosa residenza che rimedia), mentre lavora alla White Collar, gli consentirà di fare delle indagini private per ritrovare Kate, la ragazza di cui è innamorato, la quale, dopo un colloquio intercorso tra i due in carcere, è misteriosamente scomparsa. Nella faticosa ricerca dell’amore perduto e nel suo lavoro quotidiano, Neal è affiancato dal caro amico Mozzie, dall’aria modesta ed innocua; anche lui è un falsario e sembra avere infiniti contatti e risorse che torneranno utili a tutta la squadra più di una volta. Elizabeth Burke (interpretata da Tiffani Thiessen, nota ai più nostalgici per essere stata da giovane una dei protagonisti della sitcom anni Novanta Bayside School) è […]

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Cinema & Serie tv

Suits di Aaron Korsh, il legal drama per eccellenza

Il mondo delle serie TV pullula di avvocati, detective, giudici, criminali e di tanti altri personaggi che recitano con la massima “Dura Lex Sed Lex” sullo sfondo. Nel susseguirsi degli anni, infatti, se ne sono viste di belle e di meno belle, ma anche di bellissime: Suits si può annoverare tra queste ultime. Suits è un legal drama ideato da Aaron Korsh ed andato in onda, con la prima stagione, sul network americano USA nel marzo del 2012; da allora di anno in anno la serie si è rinnovata attestandosi sempre su ottimi livelli. In Italia è andato in onda nel 2013 inizialmente sul canale Joi del pacchetto a pagamento di Mediaset, per poi essere trasferito in chiaro su Italia 1. Suits è visibile fino alla quinta stagione su Netflix mentre la settima (al momento ultima della serie) non è ancora stata trasmessa in Italia ed è appannaggio della rete americana USA network. La serie, che narra delle vicende vissute in uno dei migliori studi legali di diritto societario di New York, è incentrata sugli interventi in campo legale di Harvey Specter (interpretato da Gabriel Match), punta di diamante dello studio capitanato dalla meravigliosa Jessica Pearson (interpretata dalla nota Gina Torres), e del (futuro) protegé di Harvey: Mike Ross (interpretato da Patrick J. Adams), il quale riuscirà a convincere Harvey a diventare il suo dominus grazie alla propria voglia di riscatto ed alla sua prodigiosa memoria eidetica. Fondamentali per l’economica della serie sono inoltre due personaggi che hanno un ruolo chiave nella vita legale dello studio e nella vita personale degli altri protagonisti; difatti Donna, segretaria e migliore amica di Harvey, è in grado di “leggere” le persone scambiandovi poche chiacchiere risultando spesso indispensabile per far sì che egli possa aprire gli occhi in situazioni in cui non saprebbe destreggiarsi per via di un eventuale coinvolgimento emotivo. Louis Litt, interpretato brillantemente da Rick Hoffman, è un avvocato ambizioso e fedele allo studio, ma in più di qualche occasione si rivelerà subdolo e disposto a tutto pur di arrivare al successo che tanto agogna, scontrandosi con Harvey e Jessica, anche gravemente, più di una volta. Che cerchi in realtà la loro approvazione? Nell’arco delle sette stagioni finora andate in onda non sono mancati colpi di scena, cambi di rotta e potenti momenti di suspense che sono riusciti a tenere incollati allo schermo milioni di spettatori (share superiore al milione e mezzo di spettatori negli States, ndr) travolti dalla passione per questi personaggi. Trama Suits è una delle poche serie a tema legale dove il diritto ha effettivamente un ruolo centrale e non mancano terminologie tecniche, procedimenti articolati per risolvere le questioni giuridiche che i ricchi clienti portano allo studio e sotterfugi, di varia natura, atti a scongiurare fallimenti di aziende ed a rovesciare A.D. (amministratori delegati, ndr) dalla dubbia moralità. Non mancano poi vendette personali, abiti eleganti di lusso (“suits” è infatti un gioco di parole in inglese, poiché può significare sia “cause legali” che “abito elegante”), amori intensi e storie […]

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Attualità

Ius Soli, cittadinanza sì o cittadinanza no?

Da settimane giace nelle stanze del Senato della Repubblica il disegno di legge riguardante lo Ius Soli, il diritto del suolo, ossia la possibilità di acquisire la cittadinanza del paese nel quale si nasce, nel nostro caso il Bel Paese nostrano, e lo Ius Culturae che ha gli stessi effetti di cui prima, ma che passa per il sistema d’istruzione nazionale. Attualmente vige in Italia, con la legge 91/1992, lo Ius Sanguinis (diritto di sangue) che consente l’acquisizione della cittadinanza da parte del neonato solo attraverso il “sangue” di uno dei genitori che deve essere, appunto, italiano. Con questa legge, il bambino per diventare cittadino italiano a tutti gli effetti deve attendere i diciotto anni e può fare domanda solo se fino al compimento della maggiore età è stato stabilmente ed ininterrottamente residente in Italia, fatto salvo un periodo di lontananza di sei mesi. Il buco lasciato da questa legge è l’evidente mancanza di una “tutela” nei confronti dei nuovi nati, in quanto restano sprovvisti di cittadinanza per un lungo periodo (perdendone sia i diritti che i doveri) ed inoltre sono legati ai permessi di soggiorno dei genitori che sono soggetti a scadenza. Del rinnovo di questa legge se ne discute dal lontano 2004, con continui rinvii, bocciature in Commissione e rimbalzi da una camera all’altra; fino al 13 Ottobre 2015 quando con 310 voti favorevoli la legge è stata approvata alla Camera dei Deputati; ma la vera bagarre è nel Senato dove la maggioranza di governo è risicata e dove l’astensionismo dei Cinque Stelle, già espresso alla Camera, equivale ad una votazione contraria. È necessario sottolineare che ancora una volta il M5S si contraddice su di una tematica importante, in quanto nel vicino 2013 era proprio il partito capeggiato dal comico Grillo a volere una legge come questa e che aveva addirittura maglie più larghe. Ma in cosa consiste precisamente lo Ius Soli? Esistono due varianti del diritto del suolo, ossia lo Ius Soli Puro e lo Ius Soli Temperato: il primo è vigente nella quasi totalità degli stati americani, USA compresi; difatti il quattordicesimo emendamento della costituzione degli Stati Uniti prescrive che chiunque nasca sul territorio a stelle e strisce e sia soggetto alla sua giurisdizione — fatta eccezione, quindi, per il personale del corpo diplomatico ed eventuali truppe straniere d’occupazione — ne è automaticamente cittadino. Questo emendamento vige in funzione del secolare principio costituzionale del “no taxation without representation” (nessuna tassazione senza rappresentanza parlamentare) dimodoché ogni individuo, essendo americano di nascita, può essere soggetto a tassazione con i conseguenti obblighi e diritti. Il secondo, invece, è quello presente in diversi stati europei come la Francia ed il Portogallo. In Italia lo Ius Soli è già presente, ma viene applicato in circostanze straordinarie come nel caso in cui venga ritrovato in territorio italiano un neonato figlio di ignoti o quando si nasca in Italia da genitori apolidi ovvero che siano impossibilitati a trasmettere al figlio la propria cittadinanza. Il Temperato, che è l’opzione scelta dal governo italico per riformare […]

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Attualità

Rodotà, si è spento il famoso giurista ed intellettuale

“La conoscenza è la via non solo per acquisire valore aggiunto sul mercato, è in primo luogo la libera costruzione della personalità di ciascuno di noi”, così sosteneva l’emerito professore Stefano Rodotà, spentosi dopo una breve malattia, nella città che lo ha visto diventare prima dottore in giurisprudenza e poi professore di diritto civile; nella Roma, quindi, che lo ha visto protagonista della vita politico-istituzionale del nostro paese e pioniere del giornalismo moderno. Rodotà, nato a Cosenza e tifoso dell’omonima squadra di calcio, il 30 maggio del 1933, proviene da una famiglia colta ed impegnata nella politica, di origini Arbëreshë (ossia gli albanesi d’Italia, che sono la minoranza etno-linguistica albanese storicamente stanziata in Italia meridionale ed insulare, ndr). È stato un giurista di caratura internazionale, dedito principalmente al diritto costituzionale, nonché primo Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, ruolo che ha ricoperto con importanti risultati fino al 2005; ancora, nel 2014 ha presieduto la Commissione parlamentare “Internet, bill of rights”, incaricata di redigere i principi generali della comunicazione via Internet, come indirizzo per le leggi italiane in materia e come spunto nel dibattito internazionale. Egli inizia la sua vita politica militando nel Partito Radicale di Pannunzio, ma nel 1979 rifiuta di candidarsi nell’unico partito al quale sia mai stato iscritto (ossia il Partito Radicale allora presieduto da Pannella, ndr) per essere poi eletto deputato tra le fila del PCI come Indipendente. Successivamente è diventato membro della Commissione Affari Costituzionali. Promuovendo una politica laica che ha sempre guardato a sinistra, nel 1994 parallelamente alla vittoria del primo governo Berlusconi, Rodotà decide di lasciare il parlamento (non candidandosi, ndr) per tornare ad insegnare a tempo pieno. Attività, quella di insegnante, che gli ha donato grande lustro, giacché ha istruito gli studenti delle migliori università mondiali come la Sorbonne di Parigi o la britannica Oxford, oltre all’americana Stanford. L’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervistato alla camera ardente, risultava visibilmente commosso; ne era infatti amico e “rivale”, avendo “battagliato” con lui sia nel 1992 per la carica di Presidente della Camera sia nel 2013 per l’accesso al Quirinale, dove Rodotà fu candidato dal M5S e votato anche da SEL e da alcuni esponenti del PD. Nonostante la disfatta, grazie a questa candidatura c’è stato un importante risalto mediatico per Rodotà, il quale fu designato come candidato dei Cinque stelle proprio attraverso la rete, nonostante egli avesse criticato diverse volte il modus operandi dei grillini, invitando Di Maio&Co. a radicarsi sul territorio piuttosto che a “perdere tempo su internet”. Dopo l’ulteriore sconfitta alle amministrative del 2013, Grillo definì Stefano Rodotà un “ottuagenario sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi”; dichiarazione che il comico stemperò sostenendo di aver riportato in modo linguisticamente goffo una descrizione fatta dallo stesso Rodotà durante una telefonata intercorsa tra i due. Negli ultimi anni, inoltre, il giurista si era schierato a favore dei matrimoni omosessuali e definiva la Chiesa cattolica “un laboratorio del totalitarismo moderno”, auspicando un diritto meno legato alla matrice religiosa, oltre […]

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Attualità

TAV di Afragola, luci ed ombre della Porta del Sud

Risale al 2003 la consegna, ad opera dell’archistar anglo-irachena Zaha Hadid venuta a mancare l’anno scorso, del progetto della stazione ferroviaria TAV di Afragola, comune sito a pochi chilometri da Napoli, ed inaugurata il 6 giugno scorso. Quasi quindici anni sono serviti per la realizzazione di quella che è stata definita dall’emittente televisiva statunitense CNN “una tra le più belle opere della contemporaneità”. Quindici anni conditi da rinvii per la consegna dei lavori prevista inizialmente per il 2008, poi rimandata al 2011 dove, però, non terminarono. Nel 2012 i lavori furono perfino sospesi per mancanza di fondi e, successivamente, dopo diverse gare per la riassegnazione dell’appalto avvenuta nel novembre del 2015, la stazione è stata ultimata nei diciotto mesi previsti dal bando. Ma non definitivamente, purtroppo. Difatti è solo la parte “funzionale” quella che è stata ultimata, ossia la zona relativa ai treni, alla biglietteria, alla sosta dei viaggiatori, oltre ovviamente alla totalità dell’infrastruttura; manca ancora la galleria commerciale ed altri servizi che la “Porta del Sud” potrà offrire solamente nel prossimo futuro. Inaugurazione, finalmente In pompa magna è avvenuta l’inaugurazione della Porta del Sud, la “più bella stazione d’Italia”, con la presenza del Premier Paolo Gentiloni, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Del Rio, oltre all’amministrazione locale nella figura del Governatore De Luca e del Sindaco afragolese Domenico Tuccillo, prossimo alla fine del mandato per naturale scadenza dei termini. Cariche di entusiasmo sono state le dichiarazioni del Premier, che ha espresso soddisfazione nel vedere una grande opera, come questa stazione, costruita nel Sud Italia, dove il paese ha ripreso ad investire; inoltre si è soffermato molto sulla questione sicurezza sottolineando la presenza dello Stato sul territorio per garantire lo sviluppo senza le infiltrazioni camorristiche. Su questo argomento è intervenuto anche il Sindaco Tuccillo, poiché nei dieci giorni precedenti all’inaugurazione sono avvenuti all’incirca sette omicidi di uomini legati a diversi clan del territorio campano: l’ultimo in linea temporale è quello di Remigio Sciarra del clan Cennamo, avvenuto davanti agli occhi della moglie e del figlio undicenne. Fioccano i sospetti di un collegamento diretto tra queste violente azioni ed il recente avvio dei servizi ferroviari dell’alta velocità afragolese. Tuccillo, così come Gentiloni, ha posto un dubbio sull’effettivo legame dei recenti eventi ed ha chiesto l’aiuto di uno stato che, per l’appunto, intende mostrarsi presente. Le critiche di De Magistris Chiamato ad esprimere la propria opinione, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, ha manifestato le proprie perplessità per una stazione che difatti creerà disagio ai moltissimi napoletani che vorranno dirigersi verso la Sicilia o la Calabria (in fase di costruzione la linea che porterà a Bari, ndr), dato che non potranno partire più dalla stazione centrale di piazza Garibaldi; ed ancora “manca il collegamento con la Metrocampania, di competenza della Regione, per collegare Napoli e Afragola. Oggi, la nuova stazione, è una cattedrale nel deserto. Napoli è la capitale del Mezzogiorno, è qui che si deve trovare l’Alta Velocità per raggiungere il resto del Paese” ha dichiarato in una recente intervista. […]

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Attualità

Football Leaks, i retroscena occulti del calcio mondiale (Parte due)

Leggi la prima parte qui. Invischiati nello scandalo, ma per altri motivi, sono moltissimi giocatori e mestieranti sudamericani, principalmente argentini. Per questa fattispecie viene scoperto il tragitto che fanno le somme di denaro sborsate dai club per l’acquisto delle prestazioni sportive dei calciatori, affinché possano arrivare a terzi soggetti che detengono percentuali sui footballer, che assomigliano sempre più a vere e proprie aziende. La FIFA nel 2014 ha vietato questo tipo di partecipazioni, dette TPO (third-party ownership). Ma le somme arrivano comunque a chi tira i fili, magari a titolo di intermediazione. Prima di giungere però nelle loro tasche passano per società olandesi o lussemburghesi, che trattengono una percentuale variabile tra il 4 ed 6 percento, per poi girare il danaro nei soliti conti offshore collocati in paesi come Malta, Panama, Isole Vergini e varie località caraibiche. In questi paradisi fiscali, oltre alle aliquote quasi nulle, vi è anche il più assoluto riserbo sugli amministratori e sui soci delle società che muovono i soldi. Tra i nomi di spicco del mondo sudamericano c’è Gustavo Arribas, uno dei tre proprietari della HAZ, la società che ha gestito miriadi di trasferimenti di calciatori, tra cui anche quello che ha portato Dybala al Palermo e Higuain al Real Madrid (passando attraverso il Locarno, squadra elvetica di serie B). Arribas è stato nominato da poco capo dei servizi segreti argentini, dal suo amico Mauricio Macrì, eletto l’anno scorso Presidente della Repubblica Argentina. Football Leaks ha scosso l’opinione pubblica e bombardato gli interessi di molti uomini potenti Addirittura della mafia russa, di despoti africani e miliardari del petrolio; ad intervenire celermente è il magistrato spagnolo Arturo Zamarriego che, poco dopo la pubblicazione dei documenti, ha emesso una ordinanza che vietava la pubblicazione di ogni documento, sostenendo che questi contenevano dati sensibili privati “di natura personale, finanziaria, legale e fiscale” dei soggetti coinvolti; ed ha invitato le procure di altri paesi a fare lo stesso. Il risultato è stato l’incriminazione dell’editore, del direttore e di vari giornalisti di “El Mundo” che, secondo la legge spagnola, rischiano fino a cinque anni di reclusione. Molti sostengono che questo sia soltanto un tentativo di censura, poiché in punta di diritto è pacifico che “l’interesse pubblico alla conoscenza di informazioni di rilevanza sociale prevale sulla tutela della privacy”. Non solo America latina e centro Europa sono smascherate da Football Leaks, ma anche diversi paesi siti nell’est del vecchio continente, coinvolti nella compartecipazioni di terzi (i già citati TPO, che sono vietati) sulle proprietà dei calciatori; ne è un chiaro esempio la vicenda che vede protagonista Zdravko Mamic, procuratore che dirigeva la Dinamo Zagabria (Croazia). Mamic è stato l’artefice dei trasferimenti dei suoi assistiti Luka Modric e Mateo Kovacic, ora entrambi al Real Madrid, che hanno visto muovere soldi in varie società e fondi fiduciari, a lui riconducibili, tra Hong Kong e Regno Unito. Prima il Tottenham (Modric), poi l’Inter (Kovacic) ed infine i Galacticos di Madrid erano consapevoli di pagare somme a chi illegalmente deteneva diritti? L’inchiesta Football Leaks ha […]

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Attualità

Football Leaks, i retroscena occulti del calcio mondiale (Parte uno)

Il calcio. Probabilmente lo sport più bello al mondo. Sicuramente quello più seguito in Europa ed in continua espansione nell’America del Nord (in quella del Sud è religione) e nell’estremo oriente. Milioni sono i fans sparsi per il globo ed una infinità sono i giovanissimi che sognano di vivere la gloria ed il successo nel mondo “pallonaro”. Il calcio è, per molti, una ragione di vita, un pilastro per la propria esistenza; anche se chi alimenta questo sport, ossia i tifosi, non ci guadagna niente. Ma dietro a montagne di goal, dribbling, parate all’incrocio dei pali, cori, passioni ed ansie si nasconde un universo marcescente che spesso sfocia nell’illegalità. È alla fine del 2015 che il sito Football Leaks, diffondendo i primi esplosivi documenti, dà vita all’omonima inchiesta: ad essere presi di mira sono gli affari della Doyen, colosso della gestione dell’immagine degli sportivi, la quale, contattata da un “mediatore” che si ipotizza vicino alla fonte anonima autrice della pubblicazione, ha offerto in cambio della rimozione dei files diverse centinaia di migliaia di dollari. I proprietari del sito, dopo poche settimane, decidono di chiudere lo stesso. Football Leaks è la più grande “fuga di notizie” che il mondo dello sport abbia mai visto Con quasi due terabyte di file per circa venti milioni di documenti, forniti da una fonte anonima al quotidiano tedesco Der Spiegel, individuata in John (nome fittizio, ndr), un ragazzo portoghese che parla cinque lingue. La testata teutonica ha poi condiviso i documenti con altri dodici giornali europei facenti parte dell’EIC (European Investigative Collaboration), tra i quali si annoverano L’Espresso (Italia), El Mundo (Spagna), Falter (Austria), Le Soir (Belgio), Mediapart (Francia) e The Sunday Times (Inghilterra). Così circa sessanta giornalisti, per ben sette mesi, si sono incontrati per analizzare e valutare l’infinità di documenti privati portati alla luce, dai quali sono emerse evasioni fiscali macroscopiche, clausole contrattuali a dir poco bizzarre (ad esempio un premio per Mario Balotelli di un milione di euro per non sputare sugli avversari), somme di denaro sborsate per l’acquisto di giocatori garantite da banche sovvenzionate con fondi pubblici (nel caso del trasferimento di Gareth Bale dal Tottenham al Real Madrid, dove due istituti bancari spagnoli, salvati dallo stato con quaranta miliardi di fondi pubblici, hanno prestato garanzia per la transazione) e vari altri sotterfugi a sfondo economico. La fonte anonima, che ha permesso l’apertura dell’inchiesta Football Leaks, ha motivato il gesto con l’intenzione di voler “ripulire il mondo del calcio” e di “aprire gli occhi ai tifosi che, con l’acquisto di merchandise, pacchetti TV e biglietti, finanziano movimenti illeciti”. Ma non è certo che non vi sia un interesse economico, alla base di tutto. Denaro Express che viaggia in prima classe Nonostante sia noto che il mondo del calcio è la più grande macchina da riciclo di denaro “sporco”, l’apertura del Vaso di Pandora, calcisticamente parlando, ha portato alla luce le tratte che compiono i soldi, per sfuggire all’occhio del fisco, provenienti dalla cessione e dall’utilizzo dei diritti d’immagine dei calciatori, orchestrate […]

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Attualità

Legittima Difesa: l’incertezza della politica e del diritto

Mentre il webmaster del Movimento Cinque Stelle, Luigi di Maio, raccoglieva magre figure in quel di Harvard, invitato da un’associazione di studenti europei (e non dal prestigioso ateneo, ndr), la Camera dei Deputati con 225 voti favorevoli, 166 contrari ed 11 astenuti ha approvato la modifica all’articolo 52 del codice penale, ossia la cosiddetta legge Legittima Difesa. Questo intervento del governo, invocato a gran voce dai cittadini ormai stanchi dell’impossibilità di difendersi adeguatamente in caso di aggressione, denota una legge ancora una volta frutto di un compromesso non tra varie correnti politiche ma, piuttosto, tra membri dello stesso partito. Le modifiche prevedono che l’aggredito possa difendersi con un’arma legalmente detenuta e denunciata, nel caso in cui l’aggressore non desista dal compiere l’illecito e che questo consista in una violazione domiciliare (che si tratti di negozio, ufficio o dimora) perpetrata con inganno o violenza ed anche quando sia messa in reale pericolo “la vita, l’integrità fisica, la libertà personale e sessuale” ovvero il proprio e l’altrui patrimonio, mobile ed immobile; solo in questi ultimi casi è sempre esclusa la colpa di chi spara se il proiettile è partito a causa di “un grave turbamento psichico” causato dall’aggressore. Ma tutto questo soltanto di notte (derubricate le fattispecie di cui sopra). Questa precisazione, che tanto precisa non è, rende solo più vaga la disposizione poiché non è chiaro a nessuno in quali orari un soggetto è “autorizzato” a difendersi. L’orario cambia a seconda della stagione? In inverno ci si può difendere più che in estate? Valgono le ore dei lavoratori notturni (23-07)? È da tenere inoltre ben presente il principio di proporzionalità tra la difesa e l’offesa ed il sussistere dell’attualità del pericolo. Ed è qui che la legge dimostra ancora più falle e può essere quasi tacciata di incostituzionalità, giacché potrebbe essere in contrasto con gli articoli 2 (difesa dei diritti umani, quindi anche per un ladro, in quanto la presunzione assoluta di non colpevolezza dell’aggredito è un elemento pericoloso) e 3 (trattare in modo uguale due situazioni diverse, ossia il dolo e l’eccesso colposo di legittima difesa) della costituzione; a questi elementi si aggiunge, poi, la difficoltà probatoria del “grave turbamento psichico” ed anche la poca chiarezza della disposizione legislativa che rende estremamente discrezionale l’intervento di chi deve interpretare la legge (giudici su tutti). Contestazioni riguardo la legge sulla Legittima Difesa In prima linea la Lega Nord che, oltre ad esporre cartelloni in aula, insieme ai militanti di Fratelli D’Italia, riportanti la scritta “la difesa è sempre legittima”, si è resa protagonista di un sit-in a piazza Montecitorio; dure le dichiarazioni del leader del Carroccio, Salvini, che ha definito questo intervento legislativo una schifezza frutto di un governo allo sbando ed incapace di governare (come se offrisse una valida e reale alternativa, ndr). Più elegante, seppur solido, l’intervento di Berlusconi e di Forza Italia che, coerentemente con quanto annunciato, ha votato no al provvedimento sulla legittima difesa poiché “l’asticella non si è alzata il necessario affinché i cittadini possano essere sempre […]

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Fun & Tech

Trent’anni di Simpson, parodia vincente della moderna società

Dalla penna di Matthew Abram Groening, meglio noto come Matt, è nata la famiglia più famosa e longeva della storia della televisione mondiale: I Simpson. Trent’anni fa, il 19 Aprile 1987, andava in onda nel Tracey Ullman Show il primo episodio della serie animata con un corto di circa sessanta secondi; continuando ad essere trasmessa in questo format per circa due anni. Dopo quarantotto mini episodi, la comparsa in prima serata con il primo episodio della durata di circa venti minuti è datata 17 Dicembre 1989 e, da quel momento, la più dissacrante famiglia americana ha intrattenuto milioni di persone durante pranzi e cene, accompagnando la crescita delle generazioni nate a cavallo degli anni ‘90/2010. Andando a rivedere i primi shorts della saga, si può notare che i personaggi sono stati disegnati in modo non propriamente perfetto da un Matt Groening ancora poco esperto di serie animate; il papà dei Simpson inviò i suoi schizzi “crudi” alla FOX credendo che i disegnatori del network avrebbero effettuato interventi sul materiale, ma così non fu. Personaggi che traggono ispirazione dalla famiglia del fumettista e difatti Homer, Marge, Lisa e Maggie sono i nomi reali dei parenti del creatore del cartone animato, mentre il nome di Bart è tale (e non Matt, come il disegnatore, perché troppo scontato, ndr) solo perché è anagramma della parola “brat” che, per chi si trova aldiquà della Manica, significa “monello”. Ironici, pungenti, satirici e talvolta anche estremi, i Simpson sono ciò che più si avvicina alla realtà Rappresentanti a pieno titolo della sregolatezza e del genio della società americana, ed anche di quella globale, hanno lasciato un segno indelebile nella cultura pop e moderna. Nel 1999 l’autorevole rivista TIME li ha incoronati come miglior serie televisiva del secolo ed hanno inserito Bart Simpson come la quarantaseiesima persona più influente del XX secolo. Vincitori di 32 Emmy Awards e 8 People’s Choice Awards, nominati anche per un Golden Globe, la famiglia capitanata da Homer ha recentemente ottenuto un nuovo primato mondiale, aggiudicandosi un Guinness World Record per essere la serie più longeva di sempre. Saranno seicentosessantanove gli episodi alla fine della trentesima stagione, che vedrà la luce nel 2018. I Simpson come Nostradamus Circa sedici sono state le profezie e le anticipazioni che questa gialla combriccola ha azzeccato, tra cui l’invenzione dell’iPod o dell’autocorrect degli smartphone od addirittura l’utilizzo di stampanti 3D per la creazione di cibo commestibile (cosa che è divenuta realtà solo nel 2015, ndr). Anche la vittoria del neo-presidente USA Trump è stata prevista dai Simpson, nell’episodio Bart To The Future del 2000. Qui però c’è da sfatare una falsa notizia, in quanto il tycoon americano è solo citato nel cartone animato. Il Trump trasfigurato nell’immaginaria Springfield è stato disegnato solo dopo la sua reale candidatura. Il presidente a stelle e strisce non è l’unico ad essere diventato “giallo” ma oltre cento sono state le star internazionali ad entrare nell’irriverente famiglia animata, addirittura gente del calibro di Paul e Linda McCartney, Elton John, Lady Gaga, Richard […]

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Attualità

Siria, architrave di un nuovo conflitto mondiale

«La guerra, anche se giustificata, è sempre un crimine», sosteneva Hemingway. Ed è un tema che scotta questo della guerra civile, che imperversa ormai da oltre sei anni in Siria. L’ultimo assalto del regime ai danni dei ribelli è datato 4 Aprile, quando con un attacco perpetrato ipoteticamente con gas nervino Sarin, l’esercito fedele al Presidente Assad ha distrutto la città ribelle di Khan Sheikhun, nella zona nord-occidentale dell’Idlib, roccaforte dei dissidenti. Globale è stato il riverbero di questo attacco che ha mietuto un centinaio di vittime, tra cui circa ventiquattro bambini, e immediata è stata la risposta delle capitali occidentali. Gli Usa hanno ribattuto militarmente solo pochi giorni dopo, cioè il 7 Aprile, lanciando cinquantanove missili Tomahawk su di una base del regime situata a Sharyat e stando alle fonti USA soltanto un missile non ha colpito il bersaglio, mentre stando a quelle russe (alleate con Assad, ndr), ventitré sono i missili giunti a destinazione. Il leader turco Erdogan ha invocato la punizione divina per il governo siriano e la cancelliera tedesca Merkel si unisce al coro definendo “barbarico” il massacro che ha visto così tanti civili cadere vittime inermi. Un piccolo riepilogo storico per comprendere meglio l’attuale scenario La Siria è governata dal 1970 dalla famiglia al-Assad e dopo il colpo di stato avvenuto nel 1963 è stata in regime di Legge Marziale, che ha aumentato enormemente i poteri del Presidente, riducendo le garanzie costituzionali, fino al 2011. La motivazione per la quale la legge marziale è rimasta in vigore così a lungo è, ufficialmente, la guerra con lo stato di Israele e la minaccia terroristica. Nel 2012 è avvenuta una riforma costituzionale, tramite referendum, dove al Presidente della Repubblica sono riconosciuti ampi poteri sia legislativi che di nomine politiche. Il potere esecutivo è detenuto dal Primo Ministro mentre il potere legislativo è esercitato, stando alla costituzione, dal Consiglio del popolo, composto da 250 membri ed eletto a suffragio universale ogni quattro anni. Inizio e sviluppo del conflitto civile in Siria Nei primi mesi del 2011 iniziano le proteste non armate di giovani cittadini che, sull’onda delle primavere arabe degli altri paesi, invocano la caduta del regime. Bastano poche settimane affinché dalle proteste si passi alla rivoluzione armata. Ai cittadini ribelli, che formano un esercito, si uniscono ed allo stesso tempo si contrappongono, per i propri interessi, anche le forze estremiste di al-Nusra (cellula di al-Qaeda, ndr) e quella che poi sarà l’organizzazione terroristica islamica denominata ISIS. Il risultato di questo schieramento, che dall’altro lato vede l’esercito lealista siriano, le forze iraniane e da poco tempo anche Putin, è uno scenario di guerra confusionario il quale ravvisa miriadi di interessi contrapposti dove tutti combattono contro tutti. A poco sono valsi gli interventi di mediazione del 2012 dell’Onu e della Lega Araba, nella persona di Kofi Annan; ed anche gli avvertimenti diplomatici degli USA si sono rivelati fallimentari. Il conflitto diviene infuocato quando l’ISIS s’impossessa di Raqqa, conquistata precedentemente dai ribelli, facendone la capitale del sedicente Stato Islamico. La […]

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Alzheimer: scoperta e riscoperta di un morbo mortale

Era il 1901 quando il dottor Alois Alzheimer, psichiatra tedesco, diagnosticò un “disordine da amnesia di scrittura” alla cinquantunenne signora Auguste Deter, sua paziente. Dopo un vano tentativo di portare alla luce le proprie considerazioni sulla malattia, al convegno della società di psichiatria a Tubinga nel 1906, il dottore decide di avvalersi dell’aiuto del giovanissimo (ventisettenne, ndr) medico italiano Gaetano Perusini. È grazie alle intuizioni geniali e alle verifiche approfondite sia degli aspetti clinici che dei reperti istopatologici di Perusini, il quale documenta altri tre casi oltre a quello della signora Deter, che le tesi avanzate da Alzheimer acquistano il quid necessario affinché la comunità scientifica, con uno studio pubblicato nel 1910 (dove Alzheimer non menziona Perusini), si renda conto di trovarsi dinnanzi ad una nuova patologia in seguito chiamata morbo di Alzheimer-Perusini. Da allora tanti sono stati i progressi nello studio e nella comprensione di questa forma devastante e mortale di demenza senile; l’ultimo pubblicato proprio qualche giorno fa, il 3 Aprile 2017 su nature communications, dalla (quasi) tutta italiana equipe medica capeggiata dal dottore e professore Marcello D’Amelio (quarantaduenne, ndr). Scoperta sensazionale La ricerca ha dimostrato che la causa del morbo è da ricercare nell’Area Tegmentale Ventrale, dove a morire sono i neuroni che producono e trasmettono dopamina. La dopamina è sia un neuro-ormone, quando è prodotta dall’ipotalamo, che un neurotrasmettitore. Il suo compito ha un’importanza vitale, poiché è svolto a proposito dei comportamenti, della cognizione, del sonno, dell’umore, della memoria, dell’apprendimento e di altro. Fino ad oggi gli studiosi si sono focalizzati nell’analisi dell’ippocampo, definibile come il centro della memoria, nonostante la degradazione cellulare che avviene in un cervello affetto da Alzheimer-Perusini non abbia mai colpito gravemente questa specifica area. È proprio qui che la scoperta dei ricercatori, svolta con il patrocinio del Centro Europeo di ricerca sul cervello Fondazione Santa Lucia e del CNR di Roma, ha innovato il punto di vista dal quale analizzare la malattia; infatti, il neuroscienziato e professore associato all’Università Campus Biomedico di Roma D’Amelio sostiene che “abbiamo scoperto che quando vengono a mancare i neuroni dell’area tegmentale ventrale, che sono quelli che producono la dopamina, il venir meno dell’apporto di questo neurotrasmettitore provoca il malfunzionamento dell’ippocampo, anche se le cellule di quest’ultimo restano intatte”. È quindi la mancata ricezione della dopamina a mandare in tilt l’ippocampo e a generare la perdita di memoria. Ciò inoltre evidenzia, dato il ruolo chiave della dopamina, che la mancanza di motivazione, un umore neutro o che cambia repentinamente (in modo negativo) e la depressione non siano cause ma bensì campanelli d’allarme del nascere della patologia di Alzheimer. Sperimentazione La ricerca, inoltre, rinforza e dimostra la tesi anche attraverso due specifiche sperimentazioni effettuate in laboratorio su alcuni topi: una con l’amminoacido L-DOPA e l’altra con la Selegilina, appartenente al gruppo delle fenetilamine. Entrambi gli esperimenti hanno dato esiti molto positivi rivelando un rapidissimo recupero della memoria ed anche della facoltà motivazionale e della vitalità. A tal proposito D’Amelio afferma: “abbiamo verificato che l’area tegmentale ventrale rilascia dopamina anche nel […]

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Addio a Fausto Mesolella, maestoso musicista e compositore

Nato a Caserta il 17 Febbraio 1953, Fausto Mesolella è stato un musicista, produttore, compositore, arrangiatore, tecnico del suono e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo a causa di un grave attacco cardiaco è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari, dei colleghi e soprattutto dei fan, ieri, 30 Marzo 2017, nella sua dimora, accanto alla sua amata chitarra che gli è stata fedele fino alla fine, come lui sperava, a Macerata Campania. Il suo cuore ha ceduto dopo aver resistito qualche anno fa allo stesso attacco, stroncando così tutti i progetti che Fausto aveva in cantiere, alcuni architettati proprio poche ore prima dell’infarto insieme all’amico e collega Red Ronnie, a proposito della partenza per il Fiat Music Tour. E, difatti, è proprio Red a lanciare la nefasta notizia sul suo profilo twitter, con un post che pregna incredulità. Dopo Pino Daniele, il cupo mietitore ha privato la musica italiana (e quella europea) di un grandissimo artista e scopritore di talenti; Mesolella è stato anche un valido talent scout ed ha permesso a molti giovani di spiccare il volo verso il sogno della carriera musicale. Carriera che Fausto ha iniziato all’età di dodici anni quando, tra una pausa e l’altra del convitto dove studiava, strimpellava i primi accordi sulla chitarra. Il chitarrista degli Avion Travel, nella sua biografia, ritiene di esser diventato un musicista professionista esattamente il 4 Agosto 1968, suonando con il suo primo gruppo, i Condor, al matrimonio del barbiere della sua Caserta, Ugo. Da allora è stato un susseguirsi di feste di piazza, serate nei locali, matrimoni e qualunque altra attività nella quale un musicista possa inserirsi per migliorare il proprio feeling con il palco. Il successo per Fausto Mesolella arriva negli anni 80′ Fausto Mesolella comincia ad assaporare il successo negli anni ottanta quando, all’attività di musicista, affianca per un triennio quella di arrangiatore-produttore, in un personale studio di registrazione. Il 16 Gennaio 1986, quando viene derubato da ignoti della sua Fender Stratocaster rossa fiammante a Casagiove (CE), entra nella formazione che lo consegnerà agli annali della musica europea, la Piccola Orchestra Avion Travel con la quale insieme a Peppe Servillo (fratello del celebre attore Toni, ndr) vincerà nel 2000 la cinquantesima edizione del festival di Sanremo con la canzone Sentimento. Nel 1987 vince la prima edizione del Sanremo Rock. Nel ’98 sul palco dell’Ariston vincerà il premio alla miglior canzone, il premio della critica ed il premio per il miglior arrangiamento con il brano Dormi e Sogna, sempre insieme agli Avion Travel (che prendono il nome da una agenzia di viaggi di Caserta, ndr). Mesolella scrive musica per e con tantissimi artisti, nel corso della sua meravigliosa carriera, tra cui Andrea Bocelli, Samuele Bersani, Fiorella Mannoia, Raiz degli Almamegretta, Mannarino, con il quale andrà anche in tour, e Gianna Nannini, tra le prime a condividere la notizia della morte del chitarrista. Colonne sonore e poesia Ma la musica è nella vita di Fausto Mesolella anche attraverso la composizione di colonne sonore ed il suo talento è […]

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Vaccini: Scienza vs Genitori Informati

  È ormai dilagante, quasi alla stregua di una nuova moda, il fenomeno delle “mamme informate”; di conseguenza il richiamo d’audience che fa da contorno alla vicenda è alle stelle. Ma di cosa si tratta? Sostanzialmente di madri che, grazie principalmente all’utilizzo di internet e del libero sapere (non sempre, purtroppo, scientificamente corretto), si ergono a conoscitrici di medicina diagnostica e farmacologia applicata. È probabilmente scorretto però circoscrivere questa straripante sindrome da effetto Dunning-Kruger (per il quale un soggetto chiaramente incompetente in una data materia autovaluta le sue conoscenze specifiche come altamente qualificate, senza rendersi conto che ciò è frutto di una distorsione cognitiva) alle sole madri, e, infatti, è meglio estendere il problema alla nuova classe genitoriale. Tema principale del dibattito che ormai da mesi anima trasmissioni tv, giornali, social e forum online, dove antagonisti sono medici e genitori informati, sono i vaccini e la vaccinazione. Sulla scia delle orripilanti e fraudolente ricerche del (fu) dottor Andrew Wakefield, datate 1998, nelle quali il chirurgo (per mero interesse economico dato che intendeva portare alla ribalta il prototipo di un suo personale vaccino senza effetti collaterali, ndr) sosteneva che vi fosse una correlazione tra Autismo e Vaccini per Morbillo, Parotite e Rosolia, i genitori 2.0 danno battaglia alle ditte farmaceutiche e costringono i loro figli ad esporsi al rischio di contrarre malattie potenzialmente fatali. È ovvio che i medici, sulla scorta di anni di studio personale e di decenni di studi scientifici sui vaccini, si battano affinché i bambini possano beneficiare dei farmaci, permettendo così la formazione della cosiddetta “immunità di gregge”, che consente anche ai pochissimi soggetti non vaccinati di evitare indirettamente la contrazione di una malattia. La diatriba ha preso vigore, inoltre, anche dal sospetto che le case farmaceutiche (è pacifico che siano aziende che puntano anche al business oltre che alla scienza) traggano benefici di natura economica dalla somministrazione dei vaccini. Ma analizzando pochi e certi dati, si può notare come la spesa farmaceutica totale in Italia per i vaccini sia appena l’1,4% mentre per i farmaci che curano la gastrite sia pari al 4,6%; è da ricordare che la quasi totalità dei farmaci vaccinanti è interamente coperta dal Servizio Sanitario Nazionale o, almeno, ci sono molti sconti. Quindi è palese che i vaccini rendano meno – addirittura – della gastrite. Inoltre è da sottolineare che i vaccini sono preventivi ed è ovvio che curare una malattia renda nettamente di più rispetto al prevenirla. Purtroppo, limitandoci solo all’Italia nonostante questo problema sia di natura globale, anche alcune deprecabili correnti politiche cavalcano l’onda della informazione-disinformazione, sfruttando la paura delle persone per veicolare e promulgare pensieri ed idee deleterie e malsane, alimentando le convinzioni errate ed esponendo a rischi inutili tante famiglie. E quindi i vaccini non hanno effetti collaterali? Essendo farmaci, i vaccini hanno effetti collaterali ed alcuni di questi possono anche sfociare in qualcosa di grave. Ma è fondamentale analizzare le possibilità affinché si manifestino gli effetti collaterali e degenerino drammaticamente; a tal proposito si può prendere ad esempio la Difterite che ha […]

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