Aum Shinrikyō e l’influenza dei culti nei manga: sette e fumetti

Aum Shinrikyō e l’influenza dei culti nei manga: sette e fumetti

Durante il XIX secolo in Giappone nacquero le Shinshūkyō, ovvero le “nuove religioni”: si tratta di culti religiosi emersi dalla tradizione spirituale giapponese, arricchiti da influenze occidentali. Esploreremo come questi movimenti abbiano spesso trovato spazio anche nelle narrazioni dei manga, influenzandone temi e visioni del mondo. Ci chiederemo inoltre se le rappresentazioni apocalittiche di molti manga abbiano contribuito a rendere i membri di Aum Shinrikyō più inclini all’estremismo e alla violenza.

Cos’è il culto di Aum Shinrikyō

Aum Shinrikyō è un nuovo culto religioso fondato in Giappone nel 1987 da Shōkō Asahara, un personaggio profondamente coinvolto nella spiritualità esoterica del buddhismo tibetano. Aum Shinrikyō è principalmente conosciuto per il suo rilascio di gas Sarin in cinque stazioni della metropolitana di Tokyo nel 1995. La causa di questo attacco ancora non è chiara, tuttavia ha sicuramente a che fare con le profezie apocalittiche del fondatore, in seguito condannato a morte.

I manga giapponesi e Aum 

Dopo l’attacco con il letale gas Sarin da parte del gruppo Aum Shinrikyō, alcuni hanno pensato che le narrazioni dei manga giapponesi avessero potuto influenzare negativamente le azioni di questo nuovo culto religioso e viceversa, pensando che i mondi fittizi dei manga contribuissero all’incapacità dei membri di Aum di distinguere la finzione dalla realtà.

Inoltre il fondatore di Aum, Shōkō Asahara, era un avido lettore di manga e il suo culto era uno tra i tanti a creare manga propagandistici, includendo lodi per il leader e le profezie di Asahara sulla fine del mondo.

Nonostante questi ideali, si potrebbe anche semplicemente pensare che i manga pubblicati dopo il 1995 abbiano dato grande importanza e rilevanza al terribile attacco terroristico, mettendo in risalto tematiche come la depravazione sessuale, la frode e la violenza. In sintesi, questi manga invitano i lettori a riflettere sui pericoli che i nuovi culti religiosi possono rappresentare per la società e per il singolo individuo.

Culti religiosi nei manga

Tra i manga che affrontano il tema dei culti malvagi nati nella società giapponese, spicca 20th Century Boys, pubblicato tra il 1999 e il 2007. La trama ruota attorno a una setta religiosa sinistra, chiamata Friends, e affronta il terrorismo come una delle piaghe della società contemporanea. Il punto di vista del mangaka Urasawa è fortemente critico, non solo verso le sette e le nuove religioni, ma anche nei confronti di quei gruppi con una lunga storia alle spalle e un forte impatto sociale. I protagonisti, nel disperato tentativo di salvare il mondo secondo la propria visione, vengono etichettati come terroristi dalle forze che si oppongono a loro. Sono visti come radicali pericolosi, eppure è proprio la loro causa quella in cui il pubblico finisce inevitabilmente per identificarsi.

Un altro esempio emblematico è Death Note, scritto da Tsugumi Ōba tra il 2003 e il 2006. Qui la narrazione si fonda sul “culto del killer”: il protagonista, Light Yagami, entra in possesso di un taccuino soprannaturale che gli consente di uccidere chiunque semplicemente scrivendone il nome. Light si autoproclama “dio del nuovo mondo”, dando vita a una società governata dalla paura della morte, in cui ordine e giustizia sono imposti attraverso il terrore.

Fonte immagine: Panini.it  https://www.panini.it/shp_ita_it/20th-century-boys-ultimate-deluxe-edition-8-m2cbu008isbn-it08.html

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