Tomie di Junji Ito | Recensione

Tomie di Junji Ito | Recensione

Tomie è un manga horror scritto e disegnato da Junji Ito, uno dei mangaka più conosciuti e considerato uno dei maestri del genere horror. L’opera viene presentata per la prima volta nel 1987 sulla rivista Monthly Halloween, riscuotendo subito un enorme successo che gli permette di vincere il premio Kazuo Umezu nel 1989. La pubblicazione dei capitoli prosegue fino al 2000, rendendo Tomie uno dei manga horror più apprezzati dalla critica e dal pubblico. L’opera è stata anche adattata in nove film a partire dal 1999, pellicole che avvicinano una fetta di pubblico all’opera disegnata, ma che perdono il confronto con il prodotto originale, suscitando malcontento negli spettatori che già avevano letto Tomie. La notorietà dell’autore inizia ad aumentare lentamente nei primi anni del nuovo millennio e si consolida negli anni 2010 grazie all’exploit definitivo della cultura pop giapponese all’estero, facendo rivivere classici come Tomie che consolidano la fama di Junji Ito anche a livello internazionale.

Dai denti al terrore

Junji Ito nasce a Gifu, nel 1963. La sua passione verso il mondo dell’orrore inizia in tenera età, influenzato dalle sorelle maggiori appassionate del genere horror. Si avvicina al mondo manga in particolare alle opere di Kazuo Umezu, che diventerà per Ito una forte fonte d’ispirazione. Il disegno fino ai vent’anni è un semplice hobby, negli anni ’80 si laurea in odontoiatria e lavora come odontotecnico. Il passaggio da hobby a lavoro accade quando nel 1987 presenta un racconto alla rivista Gekkan Halloween, riscuotendo consensi dai lettori. Questo racconto sarà serializzato come Tomie e da questo momento che inizia l’ascesa di Junji Ito nel panorama manga come uno dei mangaka più conosciuti ed influenti dei nostri tempi.

Trama di Tomie

L’opera è composta da numerosi racconti macabri, tutti incentrati su un’unica figura: Tomie. La protagonista è una ragazza di straordinaria bellezza e fascino, manipolatrice, crudele e apparentemente immortale. Le storie ruotano attorno al fatto che il magnetismo irresistibile di Tomie spinge le persone intorno a lei, soprattutto ragazzi, a compiere scelte estreme: uccidersi o uccidere la stessa Tomie. Proseguendo nella lettura, emergono lati nascosti della terribile ragazza, che aggiungono ulteriori dettagli a un mosaico complesso, permettendo al lettore di comprendere meglio questa misteriosa entità.

Seduzione ed orrore

La tecnica di disegno del maestro Ito colpisce sin da subito il lettore: la meticolosità del tratto e la capacità di rappresentare su carta in maniera così disturbante queste immagini grottesche, permettono al mangaka di trasmettere non solo orrore visivo, ma anche psicologico. Oltre all’unicità del disegno, ciò che attira i lettori è la figura tanto enigmatica quanto magnetica di Tomie: seduttiva e inquietante. La seduzione, infatti, è un’arma chiave del personaggio: tutti coloro che incontrano Tomie rimangono assuefatti dalla sua bellezza, dal suo profumo, dal suo eros.

Leggere Tomie, perché?

L’opera riesce a essere scorrevole e appetibile per ogni tipo di lettore, nonostante soffra un po’ i segni del tempo e, in alcuni tratti, risulti monotona. Il disegno unico del maestro Junji Ito e la narrazione avvolgente e incalzante di Tomie tessono una tela nella quale è impossibile non rimanere intrappolati. Se sei alla ricerca di scene terrificanti, una protagonista ipnotica e tante pagine da divorare, Tomie è un’opera che deve essere assolutamente recuperata.

Fonte immagini: J-Pop

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