Piattaforme di trading: cosa sono e a cosa servono

Le piattaforme di trading sono software o interfacce che permettono di operare sui mercati finanziari attraverso il trading online. Negli ultimi anni, il numero di queste piattaforme è cresciuto notevolmente, offrendo una vasta gamma di strumenti e opportunità di speculazione. Questa guida fornisce le informazioni essenziali per scegliere la piattaforma giusta e operare in sicurezza.

Cosa sono le piattaforme di trading online?

Le piattaforme di trading online sono strumenti che consentono agli investitori di accedere ai mercati finanziari e di negoziare diversi tipi di strumenti, come azioni, obbligazioni, valute (forex), materie prime, criptovalute e derivati (es., CFD). Queste piattaforme forniscono strumenti per l’analisi dei mercati, l’esecuzione degli ordini e la gestione del proprio portafoglio.

Come scegliere una piattaforma di trading: i criteri fondamentali

La scelta della piattaforma di trading è un passo cruciale per chiunque voglia operare sui mercati finanziari. Ecco i principali criteri da considerare:

Prodotti finanziari offerti

Prima di tutto, è importante capire quali prodotti finanziari offre la piattaforma. Alcune piattaforme, come FXORO, si concentrano sui CFD (Contratti per Differenza), che permettono di speculare sull’andamento di vari mercati (azionario, ETF, criptovalute, materie prime) senza possedere direttamente l’asset sottostante. Altre piattaforme offrono la possibilità di acquistare direttamente azioni, obbligazioni o quote di fondi comuni di investimento.

Commissioni, spread e deposito minimo

I costi di utilizzo della piattaforma possono variare notevolmente. È importante valutare:

  • Commissioni: costi fissi o variabili applicati a ogni operazione.
  • Spread: differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita di un asset.
  • Deposito minimo: l’importo minimo richiesto per aprire un conto e iniziare a operare.

Facilità d’uso e interfaccia utente

Una piattaforma di trading intuitiva e facile da usare è fondamentale, soprattutto per i principianti. L’interfaccia dovrebbe essere chiara, ben organizzata e permettere di accedere rapidamente a tutte le funzionalità necessarie.

Strumenti di analisi e formazione

Le piattaforme più complete offrono strumenti di analisi tecnica (grafici, indicatori) per aiutare gli investitori a prendere decisioni informate. Molte piattaforme offrono anche materiali formativi (video, webinar, guide) per aiutare i principianti a imparare le basi del trading online.

Assistenza clienti e conto demo

È importante poter contare su un’assistenza clienti efficiente e disponibile in caso di problemi o domande. Molte piattaforme offrono un conto demo gratuito, che permette di fare pratica con denaro virtuale prima di investire denaro reale.

Sicurezza nel trading online: come evitare truffe e raggiri

La sicurezza è un aspetto fondamentale nel trading online. Purtroppo, esistono truffatori che cercano di approfittare degli investitori inesperti.

Come verificare l’autorizzazione di un broker

Per operare in sicurezza, è fondamentale scegliere una piattaforma regolamentata da un’autorità di vigilanza riconosciuta. In Italia, l’ente di riferimento è la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa). È possibile verificare sul sito della Consob se un broker è autorizzato a operare in Italia o in Europa.

Le migliori piattaforme di trading online: confronto e recensioni

Esistono numerose piattaforme di trading online disponibili sul mercato. Oltre a FXORO, citata come esempio nell’articolo originale, alcune delle più popolari includono:

  • eToro
  • Plus500
  • IG
  • Degiro
  • XTB

Ognuna di queste piattaforme ha i suoi punti di forza e di debolezza. È consigliabile confrontare attentamente le caratteristiche di ciascuna piattaforma prima di prendere una decisione. (Nota: questo elenco è solo a titolo di esempio e non costituisce una raccomandazione di investimento).

 

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Partite Iva, i regimi agevolati conquistano sempre più professionisti
Il dipartimento delle Finanze ha diffuso i dati sulla diffusione dei regimi agevolati scelti dalle persone fisiche nel corso del 2017, da cui si nota un forte incremento di aperture di regime forfettario al posto di quello ordinario. Il "popolo" delle partite Iva in Italia ha deciso: il regime forfettario è il sistema migliore per la gestione delle propria (piccola) attività. È questo il messaggio più chiaro che arriva dal puntuale aggiornamento realizzato dall’Osservatorio insediato presso il dipartimento delle Finanze, che ha diffuso un report con le informazioni definitive sulle decisioni assunte nel corso dello scorso anno. Le adesioni al regime forfettario I numeri parlano chiaro: più di 182 mila soggetti, su un totale di 512 mila nuove aperture in proprio sia a livello imprenditoriale che professionale registrate nel Paese, hanno optato per il sistema "forfettario", vale a dire più del 35 per cento del totale, a conferma di come il metodo abbia un appeal crescente. Per fare un paragone, nel 2016 questa tipologia rappresentava "solo" il 27 per cento delle nuove posizioni, con un dato quantitativo stimato in 165 mila soggetti. I requisiti L'analisi si sposta dal piano quantitativo a quello qualitativo quando prova a chiarire le motivazioni del successo di questo regime, individuate innanzitutto nelle imposte ridotte di cui beneficia chi è in possesso dei requisiti per beneficiare del sistema agevolato. Come spiega anche l'approfondimento del blog di Danea, tra i requisiti per il regime forfettario 2018, validi dunque anche per questo anno fiscale, c'è innanzitutto il vincolo dei ricavi e compensi, che a seconda della attività esercitata può andare da una soglia di 25 mila fino ai 50 mila euro. Vantaggi e semplificazione In termini pratici, poi, il grande vantaggio principale che funge da calamita per accedere al regime agevolato sono le imposte ridotte, ma non bisogna trascurare gli aspetti legati alla semplificazione degli adempimenti fiscali e burocratici: giusto come citazione veloce, si deve ricordare che i professionisti rientranti in minimi e forfettari non devono compilare gli studi di settore né inviare lo spesometro, né tanto meno sono soggetti allo split payment. Niente obbligo di fatturazione elettronica Proprio nelle ultime settimane, inoltre, durante l'evento Telefisco (organizzato dal Gruppo 24 Ore) è stato possibile appurare che i sistemi agevolati saranno esclusi anche dall’obbligo di fatturazione elettronica tra privati che prende il via nel 2019, anche se invece sono sottoposti regolarmente alle norme che regolano l’e-fattura verso le Pa (e, allo stesso modo, sono obbligati a ricevere il documento digitale in scambi tra privati in qualità di fornitori). Una flat tax Insomma, il sistema si poggia su leve che attraggono i soggetti con Partita Iva, al punto che nei giorni scorsi Il Sole 24 Ore si è spinto a parlare di "flat tax sui redditi delle persone fisiche", descrivendo i risultati del regime forfettario e, soprattutto, mettendo in relazione il sistema con la sua caratteristica di base, ovvero la presenza di un’imposta sostitutiva del 15 per cento. Un appeal crescente Sempre nello stesso articolo, poi, si invita a non misurare l’appeal del regime forfettario soltanto con le nuove aperture, segnalando le distinzioni con il vecchio regime dei minimi (in quest'ultima tipologia la flat tax è ancora più bassa, fissata al 5 per cento, ma le adesioni sono terminate nel 2016): con il forfettario è infatti possibile anche il "cambio in corsa", ovvero il passaggio durante l'anno da un regime ordinario e semplificato, "in cui comunque si applica l’Irpef ad aliquota progressiva con tanto di addizionali locali, ma anche l’Irap (se c’è il requisito dell’autonoma organizzazione) e l’Iva".

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A proposito di Marcello Affuso

Direttore di Eroica Fenice | Docente di italiano e latino | Autore di "A un passo da te" (Linee infinite), "Tramonti di cartone" (GM Press), "Cortocircuito", "Cavallucci e cotton fioc" e "Ribut" (Guida editore)

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