Be Green: intervista a Franco Rendano

Be Green

Lo scorso venerdì 24 gennaio si è tenuta, negli spazi del Lanificio 25 (piazza Enrico De Nicola, 46, a Napoli), la mostra fotografica “Mi rifiuto” e il primo degli incontri d’ecologia e ambiente “Be Green“.

Per l’occasione, abbiamo intervistato Franco Rendano, chirurgo e presidente del Lanificio 25.

Be Green: intervista al professor Franco Rendano

Professor Rendano, il “Lanificio 25” è spesso impegnato in attività e progetti culturali; vuole raccontarci la storia della struttura e del sito ov’è ubicata?

Comincia nel 2005: fui affascinato dall’edificio che, come dice Francesca Rigotti (Il pensiero delle cose – Ed. Maggioli), mi disse di avere tante cose da raccontare. Con il tempo queste cose sono venute a galla; un’affascinante storia di oltre 500 anni: nel ‘400 monastero come “Insula Monastica di Santa Caterina a Formiello”, nell”800 fabbrica di lana (Lanificio SAVA), importante industria dove lavoravano oltre seicento operai, poi sede di varie attività artigianali. Oggi rappresenta un edificio storico, tipico reperto di archeologia industriale di epoca borbonica la cui vocazione non è più la produzione di beni materiali ma “immateriali” (cultura, arte, musica, danza…). Porta Capuana si trova accanto al complesso ed identifica tutto il quartiere caratterizzato da antiche tradizioni culturali e culinarie oltre che per la presenza di importanti monumenti.

“Be Green” è un progetto sull’ambiente per l’ambiente; vuole offrircene una descrizione in dettaglio?

Il quartiere che ho citato è in abbandono e negletto dalle istituzioni. Lo è ancor più oggi che i lavori del progetto UNESCO hanno creato da lunghi mesi notevoli disagi agli abitanti ed alle attività del luogo. In una situazione di tanto degrado con questo progetto vogliamo lanciare un messaggio speciale alle nuove generazioni sull’importanza di una coscienza “GREEN” a partire dalle piccole cose che tutti noi possiamo mettere in pratica. Per questo, in occasione della presentazione del progetto, abbiamo organizzato con l’aiuto della dottoressa Valeria Panella e di Giuseppe Perrini il primo convegno BE GREEN invitando i ragazzi della scuola “Bovio Colletta”, situata a pochi metri, e nomi illustri dell’ecologia nazionale ed internazionale. Circa cento ragazzi dagli 8 ai 15 anni, accompagnati dalle famiglie e dai docenti della scuola, hanno ricevuto dai presidenti di Legambiente Edoardo Zanchini e Maria Teresa Imparato una lezione pratica con dieci consigli “per contrastare i cambiamenti climatici”. In conclusione ho consegnato a ciascun bambino una spilla/stemma da portare con orgoglio sul petto insieme al decalogo e ad una pergamena personalizzata che li diplomava “Ambasciatore Be Green per salvare il Pianeta”. I bambini hanno preso molto sul serio il messaggio del quale si faranno portavoce anche in seno alle famiglie. È stato emozionante. Il tutto seguito poi da un dibattito più “serio” sulle problematiche ambientali. Dopo la presentazione del nostro progetto sono intervenuti Edoardo Zanchini (vicepresidente nazionale di Legambiente), Carmine Maturo (portavoce nazionale di “Green Italia”) con “Essere green a Napoli”, Enzo Russo (Mobility manager Ufficio di presidenza “Green Italia”) con “Politiche, strategie, azioni concrete per una mobilità sostenibile”, Cristina Di Stasio (Quartiere Intelligente) con “Educazione all’ambiente come educazione civica”.

Gli incontri di “Be Green” (serie di incontri – tutti al “Lanificio 25”, alle ore 16:00 – suddivisi in: “Be Green”, venerdì 24 gennaio; “Biophilic design”, venerdì 14 febbraio; “L’Antropocene”, venerdì 27 marzo) sono stati pensati in collaborazione con varie realtà territoriali quali “NOMEA eventi“, “Legambiente” e “Slow food”; come nascono queste collaborazioni e in virtù di quali principii sodali?

Si tratta di importanti organizzazioni con le quali avevamo già rapporti informali che da quest’anno sono diventati istituzionali. Con loro abbiamo in programma altre manifestazioni a difesa del clima.

L’allestimento e la progettazione degli spazi interni sono stati realizzati con l’ausilio di Roberta Filippini (architetto fra l’altro impegnata con “LAND”, a Milano), Paolo Michieli (titolare dell’azienda “Michieli Tillandsia Floricoltura, di Padova) e Massimo Parisio (responsabile della società “Incontri nel verde”, a Napoli); come si sono armonizzati i lavori in un’ottica e prospettiva di rieducazione ecologica?

È nato tutto gradualmente ed in modo spontaneo sulla base di un interesse condiviso sostanziato da un comune interesse cementato dalla passione per la tematica ambientale.

La tillandsia (pianta della famiglia delle bromeliaceae e della divisione magnoliophyta) è il simbolo di “Be Green”: com’è nata questa scelta?

Questa pianta dalle strane fogge e dalle peculiari caratteristiche non vive nella terra. Le “radici” sono aeree e vive grazie all’umidità. Bisogna una volta alla settimana irrigare il fogliame o immergerle fugacemente nell’acqua. Per vivere traggono acqua e nutrimento direttamente dall’atmosfera per mezzo delle foglie, le quali assorbono umidità, piogge, rugiada, nebbia, eccetera… Le radici, quando presenti, servono per lo più come mezzo di ancoraggio ai rami degli alberi o ad altri supporti. Per questo sono piante epìfite. In natura si trovano solo nel Continente americano in zone che vanno dalle foreste tropicali alle zone desertiche di alcune regioni dell’Americhe del Sud ai freddi altopiani andini. La prerogativa che le fa definire “piante ecologiche” è che assorbono dall’aria con una sorta di fagocitosi. Sono infatti in grado di assorbire e di trattenere le sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera, come la formaldeide presente in tutti gli ambienti di vita e di lavoro, ma anche i PM10, molecole “pesanti”, prodotte dall’attività dell’uomo (processi di combustione, usura di pneumatici, freni, eccetera), che normalmente le altre piante non sono in grado di assorbire.

Ringraziando Franco Rendano, ricordiamo il collegamento ipertestuale alla pagina telematica del “Lanificio 25” (http://www.lanificio25.it/) e del progetto “Be Green” (https://www.facebook.com/pg/Lanificio-25-38219912478/posts/).

Fonte dell’immagine in evidenza: ufficio stampa

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A proposito di Roberta Attanasio

Redattrice. Docente di Lettere e Latino. Educatrice professionale socio-pedagogica. Scrittrice. Giornalista pubblicista. Contatti: [email protected] [email protected]

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