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Eroica Fenice

Achille Tarallo: l'ultimo film Antonio Capuano

Achille Tarallo: l’ultimo film Antonio Capuano

“Achille Tarallo”, ultimo lavoro del regista napoletano Antonio Capuano,prodotto da Skydancers, Mad Entertainment e Rai Cinema, sarà proiettato nelle sale cinematografiche dal 25 ottobre 2018.

Il film, come la maggior parte dei lavori del regista, è ambientato a Napoli e segue le vicende amorose e lavorative di Achille Tarallo, un uomo che non si accontenta della realtà ma ambisce ad incidere dischi di grande successo per lasciare l’ambiente in cui vive per uno più congeniale al suo animo d’artista. Con Biagio Izzo, nella parte del protagonista, il noto cantante Tony Tammaro e l’attore teatrale Ascanio Celestini come soci di Achille (rispettivamente Café e Pennabic), il film si distacca dalla commedia napoletana per orientarsi verso un genere più serio ed “amaro”, senza però abbandonare il sorriso e la fluidità della pellicola.

Achille Tarallo – La trama

Achille Tarallo è un autista di autobus presso l’ A.N.M, ha una grande famiglia che rispecchia lo stereotipo del napoletano che urla in continuazione, una passionale amante e un cane come confidente. Ma sopratutto Achille ha un sogno: diventare un cantante famoso al pari di Fred Buongusto. Assieme all’amico Café ha formato un duo che, aiutati dall’impresario Pennabic, reinterpreta le canzoni classiche napoletane in italiano, perché secondo il protagonista “usare l’italiano è come indossare un abito elegante. Purtroppo per Achille, nessuno della sua famiglia crede in lui, anzi, lo beffeggiano per questa sua mania di volersi allontanare dalla sua cultura, rimproverandolo perché non accetta le sue radici. Ma un improvviso lutto familiare porterà Achille ad un incontro casuale che potrebbe cambiare non solo la sua vita, ma quella di tutti i componenti della sua famiglia (cane compreso!), che si renderanno conto di quanto la vita sia bella o brutta in base a come la si guardi.

Achille Tarallo – La regia

La pellicola è la prima commedia di Antonio Capuano, che ha costruito la sua fama di regista tramite film drammatici o con docu–fiction perlopiù incentrate sulla sua città d’origine, arrivando anche ad ottenere diversi riconoscimenti, quali il Premio dei critici per il David di Donatello con La guerra di Mario. Risulta quindi singolare la scelta dell’artista di volersi cimentare in un nuovo genere, ma a questa domanda risponde: “Sono gli altri a voler dare sempre un’etichetta, e non ne capisco il perché. Non posso mantenerla, ci sto stretto. Ho semplicemente usato i canoni che mi sembravano più adatti. E per esprimere la felicità bisogna essere semplici: la felicità è leggerezza”.

Di ciò ne è espressione anche la fotografia del lungometraggio, che si dimostra smagliante, chiassosa e colorata, in perfetta sintonia con il personaggio interpretato da Monica Assante di Tatisso, che riesce in una vera e propria trasformazione vestendo i panni della folcloristica ed esuberante moglie di Achille. Gran parte del film è stato girato con la cinepresa a spalla, conferendo così dinamismo e velocità alle sequenze, in particolar modo sia quelle in cui la star è Napoli con i suoi rumori ed i suoi colori, sia quelle in cui la scena è condivisa dai tre protagonisti. “Tre caratteri così diversi insieme? È proprio questo il punto forte del film!” afferma Biagio Izzo riferendosi a Tony Tammaro e Ascanio Celestini.

In conclusione “Achille Tarallo” è un film consigliato a chiunque abbia voglia di ridere ma anche di riflettere sulle proprie ambizioni e cosa comportano, su di essi e chi li circonda.