Apple Cider Vinegar (serie TV) | Recensione

Apple Cider Vinegar (serie TV) | Recensione

Apple Cider Vinegar è una miniserie australiana, distribuita da Netflix il 6 febbraio 2025. La serie è composta da sei episodi, con una durata di circa un’ora, scritti da Samantha Strauss e diretti da Jeffrey Walker. La storia si basa sul libro The Woman Who Fooled the World di Beau Donnelly e Nick Toscano, a sua volta tratto dalla storia vera di Belle Gibson. Scopriamo insieme perché vale la pena guardare Apple Cider Vinegar.

Apple Cider Vinegar: storia vera basata su una bugia

Belle Gibson è una truffatrice australiana, nota per aver mentito sulla diagnosi di diversi tumori e altre condizioni mediche, per aver promosso la medicina alternativa (come la cura del cancro attraverso l’alimentazione) e per non aver devolto in beneficenza i soldi guadagnati tramite la sua app e l’omonimo libro di ricette The Whole Pantry, come da lei affermato. In Apple Cider Vinegar, la sua storia viene riprodotta abbastanza fedelmente, soprattutto per quanto riguarda i personaggi cruciali nella sua vita come la madre Natalie, il compagno Clive e l’amica Chanelle. Una differenza importante è il personaggio di Milla Blake: nella serie è la rivale di Belle, ma in realtà è ispirato a Jessica Ainscough, altra portavoce della medicina alternativa ma vera malata di cancro, il cui unico contatto con Gibson nella vita reale è avvenuto al suo funerale.

Un cast di talenti australiani (e un’eccezione)

Per chi è familiare con la televisione australiana, il cast di Apple Cider Vinegar è un trionfo di talenti nazionali: Alycia Debnam-Carey e Tilda Cobham-Hervey sono già note per Ascolta i fiori dimenticati (2023); Aisha Dee è conosciuta per la serie The Bold Type (2017-2021); Ashley Zuckerman ha fatto parte della trilogia di Fear Street (2021). Per questo motivo, la maggior parte degli attori era già a conoscenza della storia di Belle Gibson ed è riuscita ad approcciarsi più facilmente all’interpretazione dei personaggi coinvolti. Paradossalmente, l’unica eccezione è la protagonista: l’americana Kaitlyn Dever nei panni di Belle Gibson è stata lodata da Strauss, dalle colleghe e dal pubblico per il lavoro sull’accento.

Scelte di regia e post-produzione

Come di consueto per i progetti tratti da una storia vera, ogni episodio si apre con un messaggio scritto, in cui si ricorda allo spettatore che alcuni personaggi ed eventi sono stati creati e romanzati. Oltre a questa prassi, la serie sperimenta un approccio innovativo, in cui i personaggi “rompono la quarta parete”, ovvero parlano direttamente al pubblico per ribadire che alcuni nomi sono stati cambiati per proteggere gli innocenti coinvolti e che la vera Belle Gibson non è stata pagata per la ricostruzione della storia. Un’altra scelta interessante è l’aggiunta di effetti speciali come messaggi, didascalie, commenti ed emoji che fuoriescono dai telefoni impugnati dagli attori, quasi a mostrare come il mondo dei social sia diventato parte integrante della loro vita.

Il messaggio di Apple Cider Vinegar

Sebbene la serie sia ambientata nel primo decennio del 2010, quando i grandi social erano appena stati lanciati ed era molto facile cadere vittima di mezze verità, il caso di Gibson non è stato l’ultimo come ricorda il recente scandalo di Madison Russo. Per questo motivo, il messaggio che la serie vuole comunicare è ben chiaro e sempre attuale: verificare sempre la veridicità di ciò che si legge online, senza lasciarsi influenzare dalle storie di persone prive di prove concrete.

Fonte immagine: Netflix

Fonte video: YouTube

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