La trilogia di Fear Street | Recensione

La trilogia di Fear Street | Recensione

Negli ultimi anni, complice anche la nostalgia per gli anni ’90, c’è stato un revival dei teen movie a tinte horror che hanno caratterizzato quel decennio. In questo contesto si inserisce la trilogia di Fear Street, serie di film prodotti da Netflix tratti dai romanzi di R.L. Stine. Vediamo nel dettaglio trama e tematiche di ognuno dei capitoli di questa intrigante trilogia horror.

Fear Street Parte 1: 1994

Con Fear Street Parte 1: 1994, disponibile su Netflix, si apre la nuova trilogia horror ispirata ai romanzi di R.L. Stine. Ambientato nella cittadina di Shadyside, questo primo capitolo ci riporta negli anni ‘90 con un teen movie intriso di citazioni nostalgiche, e una trama che mischia investigazione e soprannaturale. La storia si incentra su un gruppo di adolescenti di Shadyside che cercano di svelare il mistero dietro una serie di efferati omicidi che da anni tormentano la loro cittadina. I protagonisti sono Deena e Sam, due ragazze emarginate per la loro relazione omosessuale, che si ritrovano a dover scappare da un enigmatico killer che dà loro la caccia e, nel corso della loro fuga, le due teenager scoprono che questi delitti sono collegati ad una maledizione secolare che affligge la loro città. Dal punto di vista stilistico, questo primo capitolo della trilogia di Fear Street presenta tutti gli elementi tipici del teen horror movie, genere cult negli anni ‘80 e ‘90: protagonisti giovani e attraenti, ambientazione scolastica, feste, primi amori e investigate soprannaturali, il tutto condito con una colonna sonora d’epoca che strizza l’occhio agli amanti del vintage. Inoltre, non mancano scene cruente e colpi di scena, secondo i canoni del genere slasher. Ma al di là degli spunti nostalgici, il primo film della trilogia di Fear Street affronta tematiche sociali rilevanti come l’emarginazione, l’intolleranza verso il “diverso” e il peso dei pregiudizi. Le due protagoniste sono continuamente vittimizzate per il loro orientamento sessuale, in una società retrograda che le addita come “devianti”. Nonostante ciò, la loro battaglia per svelare la verità e spezzare la maledizione su Shadyside diventa una lotta per l’accettazione e l’uguaglianza. Questo primo capitolo della trilogia horror di Fear Street si presenta quindi come un teen movie confezionato con cura, capace di mixare con equilibrio citazionismo vintage, tematiche sociali e atmosfere horror. Il mistero che aleggia su Shadyside e i colpi di scena tengono alta la tensione, lasciando lo spettatore con il desiderio di scoprire cosa accadrà nel seguito della trilogia firmata Netflix. 

Fear Street Parte 2: 1978

Con il secondo capitolo della trilogia horror, Netflix ci riporta nella cittadina di Shadyside nel 1978, per svelare l’origine della maledizione che da anni tormenta gli abitanti. Fear Street Parte 2: 1978 è un intrigante prequel che omaggia il cinema slasher di quegli anni, miscelando tensione e nostalgia in un teen movie dalle tinte horror. In questo capitolo facciamo un salto indietro nel tempo di sedici anni: siamo nell’estate del 1978 e la protagonista è Ziggy Berman, interpretata da Sadie Sink, attrice già conosciuta per il ruolo di Max in Stranger Things, o per il ruolo di Ellie nel film The Whale. La protagonista è una ragazza problematica che insieme a sua sorella sta frequentando un campo estivo, ma quando i suoi compagni iniziano misteriosamente a morire uno dopo l’altro, Ziggy dovrà scoprire la verità dietro questi delitti, risalendo alle radici occulte che affliggono la città. La trama di questo secondo capitolo della trilogia risulta avvincente e ricca di colpi di scena, con l’investigazione di Ziggy che conduce a una setta satanica e ad antichi riti malefici, il tutto sullo sfondo di una colonna sonora vintage, tra camicie aperte, short di jeans e acconciature anni ’70. Fear Street Parte 2: 1978 omaggia dichiaratamente classici slasher movie dell’epoca come Venerdì 13, ambientandosi in un campo estivo scenario prediletto di quelle pellicole. Anche in questo capitolo non mancano riferimenti a tematiche sociali come il bullismo e la violenza giovanile, mostrando il lato più cinico e spietato dell’adolescenza, ma il vero fulcro della storia è l’indagine di Ziggy, che tra tensione e colpi di scena riesce a far luce sulla maledizione che ha scatenato gli eventi soprannaturali a Shadyside. Il mix di citazionismo anni ’70, teen drama e tensione funziona bene, lasciando lo spettatore con il desiderio di scoprire come si concluderà la trilogia. Il terzo capitolo svelerà finalmente il segreto dietro la maledizione?

Fear Street Parte 3: 1666

Con Fear Street Parte 3: 1666 si completa la trilogia horror Netflix ispirata ai romanzi di R.L. Stine. In questo capitolo conclusivo vengono finalmente svelate le origini occulte della maledizione che da secoli perseguita la cittadina di Shadyside: attraverso un salto indietro nel tempo fino al 1666, possiamo scoprire da dove ha avuto inizio l’incubo. La storia ci riporta nella cittadina del XVII secolo, quando ancora si chiamava Villaggio di Union. In piena caccia alle streghe, una giovane di nome Sarah Fier viene accusata di stregoneria e condannata a morte, ma prima di essere impiccata, Sarah lancia una maledizione che continuerà a perseguitare la città nei secoli, scatenando una scia di morte e follia. Da questo preambolo horror, la storia fa un salto nel 1994, dove ritroviamo alcuni dei protagonisti dei precedenti capitoli della trilogia che cercheranno di spezzare definitivamente la maledizione mettendo in scena un intricato rituale. Con la sua cupa ambientazione d’epoca e l’atmosfera opprimente, Fear Street Parte 3: 1666 conclude degnamente la trilogia horror teen drama confezionata da Netflix. Il film affronta temi come l’intolleranza religiosa e la misoginia nella caccia alle streghe nel 1600, facendo luce sulle radici occulte dell’incubo vissuto dagli abitanti di Shadyside. Il mistero che ha tenuto legata questa appassionante trilogia horror viene qui svelato, regalando agli spettatori un finale sorprendente. Dunque, con la sua trilogia, Netflix ha dimostrato di saper portare sullo schermo il brivido della letteratura horror teen, attualizzandone temi e stile per il pubblico di oggi. Un esperimento sicuramente riuscito, che fa ben sperare per il futuro di questo filone cinematografico.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

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