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Eroica Fenice

Sbarca al cinema "Una festa esagerata", ultimo film di Vincenzo Salemme

Sbarca al cinema Una festa esagerata, ultimo film di Vincenzo Salemme

Dopo il grande successo ottenuto a teatro, la commedia Una festa esagerata di Vincenzo Salemme da ieri è arrivata nelle sale cinematografiche italiane. Durante la conferenza stampa tenutasi a Napoli, l’attore e regista, interprete storico dell’arte istrionica partenopea, ha presentato alla stampa il suo ultimo film, Una festa esagerata, che si appresta a diventare un successo al botteghino.

Tratta dall’omonima commedia teatrale, la pellicola è stata girata interamente a Napoli, in particolar modo a Via Petrarca. Alla sceneggiatura ha collaborato Enrico Vanzina, il quale partendo dal personaggio interpretato da Salemme (l’onesto e corretto Gennaro Parascandolo), ha conferito ad ogni suo passaggio un ritmo cinematografico: «Enrico è venuto a teatro e la commedia gli era piaciuta tantissimo. Ha apprezzato i messaggi della storia, li ha rispettati. Gli è piaciuta l’idea del mio personaggio, ma ha saputo dare un’impronta cinematografica al tutto. Come ad esempio, la scena iniziale del taxi da’ subito un’idea del protagonista», spiega Salemme.

La storia si svolge tutta nelle due ore che precedono la festa per il diciottesimo compleanno della figlia di Gennaro e Teresa – moglie cinica ed arrivista interpretata da Tosca D’Aquino – e si sviluppa tra i preparativi del ricevimento e la morte inaspettata dell’inquilino del piano di sotto, interpretato dall’eclettico Nando Paone. I personaggi saranno infatti tutti alla spasmodica ricerca di una soluzione che permetta di festeggiare ugualmente. Tutti tranne Gennaro che, da persona perbene e di princìpi, trova assurda questa corsa forsennata e nevrotica volta ad adempiere ai dettami della società odierna, dominata da malcostume, ignoranza e cinismo. Moglie e figlia spediscono il povero Gennaro a casa del defunto, affidandogli un compito alquanto arduo: convincere la figlia del vicino a “far morire papà il giorno dopo”. Succube quindi della sua famiglia, Parascandolo è un piccolo eroe dei nostri tempi, travolto dal consumismo ed esibizionismo imperanti.

Una festa esagerata, un omaggio alle commedie napoletane storiche

Il film, caratterizzato da una comicità brillante e da battute colte, vuole essere anche un omaggio alla celebre commedia di Eduardo Natale in casa Cupiello, e il personaggio di Gennaro un omaggio al suo protagonista, Luca Cupiello, vittima inconsapevole degli intrighi e dei segreti che avvolgono la sua famiglia. Francesco Paolantoni, che nel film interpreta l’Assessore Cardellino (padre del fidanzato della figlia dei Parascandolo), si è detto soddisfatto di aver lavorato con Salemme: «È stato divertente, è la prima volta che lavoro con lui al cinema. Il mio personaggio – l’Assessore ai lavori pubblici che potrebbe aiutare Gennaro nel suo lavoro di imprenditore edile – a teatro non compare, è solo nominato. Accolto con entusiasmo dalla moglie di Gennaro, serve ad evidenziare un punto cardine del film: il cinismo».

Gli attori che compongono il cast non sono gli stessi della commedia teatrale e ciò è dovuto ad una scelta ben precisa: «Utilizzare gli stessi attori del teatro avrebbe tolto freschezza ai personaggi. Al cinema lo spettatore deve riuscire ad immedesimarsi in quell’attore o in quell’attrice. Ci devi credere. In passato, in alcuni miei film, ho forzato la mano e il pubblico si distaccava dalla storia», ha dichiarato Salemme. L’attore ha poi posto l’accento su un importante verità: «Recitare è difficilissimo. Siamo sempre portati a sentirci in colpa come attori. Spesso si pensa che fare le cose difficili desti di più l’attenzione dello spettatore. Credo che le persone più intelligenti siano quelle più semplici. Eppure dagli anni ’70 al cinema il concetto di semplicità ha assunto una connotazione negativa. La semplicità viene scambiata per banalità. Se un artista fa una cosa semplice, sembra che faccia una sciocchezza. In realtà è più difficile essere semplici, anche se spesso non si è apprezzati».

Nonostante il ritmo impresso alla commedia nella sua trasposizione cinematografica, gli attori assicurano di trovare il film paradossalmente più amaro. Insomma, tante risate ma anche tanti spunti di riflessione: è ciò che promette Una festa esagerata, ultima pellicola del grande Vincenzo Salemme, il quale auspica una rinascita del pubblico prima ancora che del cinema.

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