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Eroica Fenice

Davide Guida

Intervista a Davide Guida, regista di un originale lavoro sul bullismo

Il bullismo: un tema scottante e attuale, ma mai trattato abbastanza. Il regista Davide Guida ne parla in modo non convenzionale

Il bullismo è un tema sulla bocca di tutti, in tutte le sfumature semantiche e giornaliere. Bullismo scolastico, fisico, cyberbullismo. Logoramento quotidiano in tutte le sue declinazioni, fino a sconfinare nella più becera e sottile violenza psicologica che svuota la vittima di ogni scampolo di autostima e fiducia in se stessa, fino a renderla un involucro incolore e privo di spessore, suono e odore. Un cadavere che si aggira nei corridoi scolastici e nei meandri della vita comune, convinto, grazie all’erosione lenta e progressiva dei bulli, di non meritare amore, affetto e successo nella vita, arrivando a guardarsi con gli stessi occhi dei suoi carnefici. Davide Guida, regista napoletano, esperto tecno-informatico, consulente in comunicazione, operatore audiovideo, scrittore ed event planner, tratta il tema del bullismo nella sua opera “Vittima della mia Libertà”, con tinte originali e alquanto anticonformiste: non ripropone il cliché (purtroppo frequente nella realtà delle cronache attuali) della vittima svuotata, ma quello della vittima forte e orgogliosa, desiderosa di rivalsa.

Diamo direttamente la parola a lui, per farci raccontare come ha trattato, a modo suo, il bullismo. Un progetto quasi totalmente no-budget, realizzato col supporto di artisti locali, per tratteggiare un ritratto insolito e originale di un tema spesso inflazionato.
Per non cadere nella banalità, in cui spesso si incespica, quando si parla di problematiche del genere.

Una vittima di bullismo che non soccombe, ma si ribella la protagonista del lavoro di Davide Guida. Addentriamoci nell’anima del suo lavoro

L’intervista

Come è nata l’idea di sviluppare un lavoro attorno a un tema così scottante e attuale come quello del bullismo? Qualche fatto di cronaca ha inciso su questa scelta?

Direi che “Vittima della mia libertà” va oltre il classico tema del bullismo così come la cronaca lo riporta giornalmente. La vittima infatti, protagonista della trama, non è una adolescente debole, anzi è troppo forte e orgogliosa, desiderosa di un senso di libertà alquanto anticonformista e per quello risulterà scomoda e sarà malvista dalla società in cui vive, ambiente scolastico in primis.

Come è articolato “Vittima della mia libertà” e quali sono i principi che muovono questo lavoro?

“Vittima della mia libertà” è nato da un soggetto originale scritto da me in forma di breve novella una decina d’anni fa. Da tempo pensavo di trasformarlo in un cortometraggio ma, nel realizzarlo, è diventato un vero e proprio film della durata di circa 80 minuti. Grazie a un gruppo di amici artisti, la maggior parte dei quali professionisti a livello locale, ma volenterosi e desiderosi di impegnarsi in un tema sociale, abbiamo realizzato questo lavoro nell’arco di pochi giorni e pochissimi mezzi: parliamo infatti di un lavoro quasi totalmente no-budget.

Definiresti il tuo lavoro un’opera di narrazione sociale o di denuncia? Da dove hai attinto per rappresentare il mondo contorto e difficile degli adolescenti?

I miei lavori in genere sono di denuncia, ma questo forse è più di narrazione sociale, anche se si nota, in diversi momenti, una sottile denuncia di alcuni malesseri tipici dell’ambiente scolastico e della realtà sociale. E non solo nei giorni di oggi, ma anche nel passato. Direi che ho attinto diverse sfumature della storia anche dal periodo della mia giovinezza, visto che, a dispetto di come si presenta il problema nei media, il malessere adolescenziale che degenera in violenza e bullismo non è certo una piaga nata nei giorni nostri.

Parlaci dei tuoi progetti futuri

Progetti futuri? Sicuramente lavorerò ad altri progetti cinematografici a sfondo sociale, ma trattando gli argomenti sempre in modo originale, per non rischiare la banalità. Puntando ancora sul mondo adolescenziale ma non solo.

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