Doctor Strange nel Multiverso della Follia | Recensione con spoiler

Doctor Strange nel Multiverso della Follia

Doctor Strange nel Multiverso della Follia di Sam Raimi, il nuovo film del Marvel Cinematic Universe tra fumetti e atmosfere alla Lovecraft

Doctor Strane nel Multiverso della Follia è la ventottesima pellicola del Marvel Cinematic Universe, diretta da Sam Raimi (famoso regista di film come La Casa, la Trilogia di Spider-Man, Drag Me to Hell, Darkman e Il Grande e potente Oz), prodotta da Kevin Feige (il demiurgo del MCU), Victoria Alonso e Louis D’Esposito con Benedict Cumberbatch, Elizabeth Olsen, Xochitl Gomez, Rachel McAdams e Benedict Wong come protagonisti. 

Doctor Strange nel Multiverso della Follia, la trama del film Marvel

La vicenda narrata è successiva agli avvenimenti di Spider-Man: No Way Home. Dopo aver partecipato al matrimonio della sua collega Christine Palmer, il chirurgo Stephen Strange salva una misteriosa ragazzina latinoamericana da un mostro inter-dimensionale per poi scoprire che tale fanciulla, dal nome America Chavez, ha il potere di muoversi nei vari universi paralleli.

America è braccata da demoni e altre entità mostruose; così il protagonista decide di chiedere aiuto a Wanda Maximoff, ex-membro degli Avengers ed esperta di magia e di universi paralleli. Purtroppo Strange non sa che le forze del maligno sono mosse dalla perfida Scarlet Witch che si rivela essere la stessa Wanda desiderosa di riappropriarsi dei figli perduti cercando di entrare in una dimensione parallela dove lei vive felicemente con la sua progenie. 

Super-eroi imperfetti e con problemi; da Stephen Strange a Wanda fino agli Illuminati (attenzione spoiler)

Doctor Strange nel Multiverso della Follia presenta dei personaggi umani piuttosto che super-eroi, raccogliendo la famosa idea di Stan Lee dei “super-eroi con super-problemi”.

Dottor Strange non è lo Stregone Supremo imbattibile uscito vittorioso dallo scontro finale con gli altri eroi contro Thanos: piuttosto è un uomo spaventato dal multiverso e dalle responsabilità che deriva dal controllarlo. Il personaggio interpretato da Cumberbatch persegue l’ideale di origine machiavellica del fine che giustifica i mezzi; infatti non si pone problemi etici nell’utilizzo di incantesimi necromantici per rianimare il cadavere di una sua variante pur di battere Scarlet Witch.

Wanda Maximoff è la co-protagonista del film con la sua nuova identità di Scarlet Witch; una delle entità magiche più importanti del MCU manifestatasi durante lo scontro contro Agatha Harkness nell’ultima puntata di WandaVision. L’interpretazione “sopra le righe” della Olsen aggiunto all’interesse, da parte dello sceneggiatore, di curare le motivazioni psicologiche che muovono le azioni dell’antagonista delineano un’evoluzione molto interessante del personaggio partendo da Avengers: Age of Ultron. Possiamo vedere una ragazza sokoviana, in precedenza spaventata e afflitta dalla morte dei genitori e del fratello, diventare una delle nemesi più spaventose e crudeli del MCU desiderosa di riavere indietro la sua vita con i figli mai esistiti. 

La decostruzione dei super-eroi passa anche per il gruppo degli Illuminati di Terra-838: Karl Mordo come Stregone Supremo (Chiwetel Ejiofor), Reed Richard/Mr. Fantastic (John Krasinski), Captain Carter (Hayley Atwell), Captain Marvel/Maria Rambeau (Lashana Lynch), Freccia Nera (Anson Mount) e Charles Xavier/Professor X (Patrick Stewart). Gli Illuminati, ossia questa squadra che raccoglie le menti più geniali del mondo, si rivelano essere dei megalomani che vogliono il potere,  bramano il controllo del mondo e sottovalutano il pericolo rappresentato da Scarlet Witch. Raimi ci mostra una squadra molto lontana dal modello di supereroi imbattibili come la Justice League o dal buon cuore come gli Avengers, piuttosto sono uomini e donne che si comportano da sbruffoni e si interessano solo al proprio universo.

Tra le novità del film c’è la giovanissima Xochitl Gomez che riesce a rubare la scena con il suo personaggio. America Chavez è una ragazzina ingenua ma buona che cerca di capire il funzionamento dei suoi superpoteri e cerca un “maestro” che possa imporsi come figura di riferimento.

Drag me to the Multiverse of Madness: il marchio di fabbrica di Raimi

In seguito c’è la questione dello stile di Sam Raimi. Costui proviene dal mondo del cinema horror e non ha esitato a usare diversi temi e tecniche di quel modo di fare cinema. All’interno del film ci sono diversi Jumpscare, alcuni demoni, una strega malvagia e un corpo in decomposizione che riprende vita ma anche la cruenta morte degli Illuminati per mano di Scarlet Witch.

Nonostante tali tecniche horror erano presenti in Spider-Man e in Spider-Man 2 (l’apparizione di Goblin tra le fiamme e gli arti meccanici del Dottor Octopus che si risvegliano) qui c’è un maggiore utilizzo di scene spaventose che potrebbero turbare un pubblico inferiore agli otto anni oppure poco propenso alla visione di film dell’orrore. 

Danny Elfman e Bruce Campbell sono i protagonisti indiretti e nascosti del film 

Il marchio di fabbrica del noto regista  si nota in due altri momenti. In primis il cameo (atteso dai fan) di Bruce Campbell nei panni di un venditore ambulante di polpette di pizza che offre al pubblico una delle scene dopo i titoli di coda più divertenti del Marvel Cinematic Universe (e una delle poche di natura meta-cinematografica) dal momento che la frase pronunciata dal personaggio di Campbell,  “E’ finito!”, può riferirsi  sia al film che all’incantesimo che lo costringeva a picchiarsi all’infinito.

Il secondo segno di Raimi sono le musiche sinistre e coinvolgenti composte da Danny Elfman (compositore per film come Batman, Batman – Il Ritorno, La trilogia di Spider-Man e Nightmare Before Christmas) utili in una pellicola che vuole esplorare la follia del multiverso in stile H. P. Lovecraft. Una delle scene più memorabili è lo scontro tra Doctor Strange di Terra-616 (MCU) contro quello corrotto dal potere del Darkhold (il libro di magia nera)  con l’ausilio delle note musicali trasformate in armi. 

Un film piuttosto diverso dal predecessore diretto da Scott Derrickson 

Doctor Strange nel Multiverso della Follia è un film della Marvel molto particolare dal momento che, come nel caso di Guardiani della Galassia di James Gunn, Eternals di Chloè Zhao e Thor Ragnarok di Taika Waititi, si tratta di un film autoriale inserito all’interno dell’universo condiviso.

I fan più accaniti del regista e i lettori dei fumetti Marvel possono godere appieno di questo film con un buon ritmo e un giusto dosaggio di violenza e di umorismo (necessario a smorzare la tensione) mentre il pubblico generalista che non segue con molta attenzione il MCU potrebbe non essere attratto o magari provare una sensazione di confusione. 

 

Fonte immagine di copertina: Wikipedia. 

A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Lettere Moderne presso l'Universitá Federico II di Napoli il 23 febbraio 2022 e giornalista iscritto all'ordine regionale dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

Vedi tutti gli articoli di Salvatore Iaconis

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.