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Eroica Fenice

Duri si diventa, la recensione

Duri si diventa, la nostra opinione sulla commedia

 

Duri si diventa vede il ritorno di Will Ferrell e della sua verve sul grande schermo, qualche anno dopo Anchorman 2 – Fotti la notizia, in compagnia di Kevin Hart, altro personaggio clou della comicità americana.
Alla regia Ethan Coen, al suo primo lavoro su un lungometraggio.

James King (Will Ferrell) è un uomo di grande successo, il quale sta vivendo l’apice della sua vita, fra un matrimonio imminente con Alissa (Alison Brie), figlia del suo capo Martin (Craig T.Nelson) e la nomina a socio nello studio per cui lavora. Tutto sembra andare per il meglio, quando viene accusato di frode e processato.
Darnell Lewis (Kevin Hart) vive una vita nella media, cercando di sbarcare il lunario e di trovare i fondi per realizzare il suo obiettivo: ampliare il suo autolavaggio e regalare un futuro migliore alla sua famiglia.
Mondi opposti, eppure terribilmente vicini, quelli dei due protagonisti, le cui vite si incrociano dopo una sentenza che vede James ricevere una condanna a 10 anni e il bisogno di apprendere qualche regola sul mondo criminale.

Will Ferrell e Kevin Hart non necessitano di grandi presentazioni al pubblico, se si conosce un po’ il mondo della comicità americana. Ferrell è in giro da anni nel settore, è uno degli elementi di spicco di quella colonna portante che è il Saturday Night live ed Hart non ha nulla da invidiargli, famoso per i suoi stand-up comici, condivisi spesso in rete e cliccati da migliaia di persone.
L’idea di Cohen e della produzione, sulla carta, appare vincente. Inserire nello stesso film due capigruppo di questa caratura, accompagnati da ottimi sparring partner, è la chiave per tirare fuori una commedia di successo.
Capita a volte, però, che associare grandi nomi possa generare fattori sconvenienti come l’eccessiva aspettativa o l’assenza di abbastanza spazio per entrambe le personalità.
Di questo difetti risente tutto il film e per tutta la sua durata.

Duri si diventa, che peccato!

Duri si diventa è una commediola, un filmetto “leggero”, come lo definirebbe qualcuno, ma nel suo insieme risulta troppo lieve, fino a divenire inconsistente.
Le situazioni all’interno del film sono ricamate in maniera grossolana, togliendo del tutto il gusto dell’ilarità suscitata da situazioni plausibili, e la qualità delle battute ne risente.
Qualche risata, nella sua ora e mezza di durata, la strappa sicuramente, merito, soprattutto, delle buone interpretazioni dei suoi protagonisti, ma non è abbastanza.
Un vero peccato, poiché il film, nelle prime immagini, si presenta molto bene, perchè sembra darci la possibilità di vedere uno specchio della realtà (l’estrema povertà vs l’estrema ricchezza) e volgerci alla riflessione, anche se con un modus ironico.
Duri si diventa si dischiude in un film che non riesce ad allontanarsi dai canoni classici della commedia consumata, col “bianco” (ricco, stupido e pieno di pregiudizi) che si ritrova in un mare di guai e ha bisogno del “nero” (semipovero, furbo e che sa cos’è la vita vera) per tirarsene fuori e imparare una grande lezione sulla vita.
Niente che, girando bene i canali, non possiate già trovare in tv.

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Duri si diventa, il dvd

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