Quando si parla di cinema politico contemporaneo, è impossibile non considerare il regista Kenneth “Ken” Loach. Nato nel 1936 a Nuneaton, piccola cittadina inglese, vive una gioventù con limitazioni economiche: dopo aver studiato legge ad Oxford, sceglie di dedicarsi all’arte del teatro. Dopo le prime esperienze, approda in televisione negli anni ‘60: il suo documentario Cathy Come Home divise l’opinione pubblica a causa della forte denuncia mostrata nei confronti delle condizioni di vita dei senzatetto in Inghilterra. Quest’opera avvia la carriera cinematografica del regista, che da lì in poi è di matrice puramente politica. Tra riflessioni sociali e attacchi alla borghesia europea, scopriamo tre film di Ken Loach da non perdere.
I migliori film di Ken Loach: panoramica delle opere consigliate
| Titolo del film | Anno | Tematica principale |
|---|---|---|
| Kes | 1969 | Critica al sistema scolastico e bullismo. |
| Il vento che accarezza l’erba | 2006 | Guerra d’indipendenza irlandese e conflitti civili. |
| Io, Daniel Blake | 2016 | Alienazione burocratica e povertà moderna. |
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Kes (1969) – una storia di formazione
Uscito nelle sale inglesi nel 1969, si tratta di un film di formazione dai toni crudi e forti. La trama ruota intorno alle vicende di Billy, giovane adolescente che vive in una città mineraria inglese. Dopo i pessimi giorni di scuola, passati tra vessazioni e bullismo, trova serenità nell’addestramento di un piccolo falco il cui nome dà titolo alla pellicola. Con pochi personaggi e ambientazioni, Ken Loach riesce a mostrare l’aspetto più cupo del sistema scolastico inglese, divenendo uno dei primi a richiederne una seria riforma. In questa pellicola sono presenti i semi della sua lotta politica, che continuerà ancora per decenni.
Il vento che accarezza l’erba (2006) – la storia nei film di Ken Loach
In tempi più recenti, i film di Ken Loach hanno fatto riemergere un tema secolare della storia inglese, spesso passato in sordina. In questo film, interpretato da un giovane Cillian Murphy e da Padraic Delaney, viene raccontata la storia di due fratelli irlandesi che, nel 1920, si schierano in fazioni opposte nella Guerra d’indipendenza dell’Irlanda. Premiato con la Palma d’Oro a Cannes, è una pellicola che mostra il lato più subdolo della politica: quello che arriva a irrompere nei rapporti interpersonali, causando tradimenti familiari e lotte che non sembrano avere una soluzione. Accanto alla storia, basata su fatti realmente accaduti, ciò che sorprende è la crudezza e il realismo con il quale il regista riesce a mostrare una vicenda riguardante persone comuni, entrando nel quotidiano e mettendo in evidenza il ruolo della microstoria.
Io, Daniel Blake (2016) – un labirinto kafkiano
Dieci anni più tardi dal successo de Il vento che accarezza l’erba, Loach presenta la storia di un uomo, Daniel Blake, che, dopo un infarto, richiede l’indennità di malattia rimanendo intrappolato in un labirinto burocratico. Il tema di fondo riprende l’assurdo presente nella letteratura di Franz Kafka che, già nel secolo scorso, raccontava dell’alienazione che la burocrazia e le formalità d’ufficio causavano all’uomo. Parallelamente all’odissea vissuta dal protagonista, interpretato da Dave Johns, viene aggiunto il legame che egli instaura con Katie, giovane madre single in difficoltà economiche. Questo è, tra i film di Ken Loach, il più vicino al nostro quotidiano: per questi motivi, è stato premiato nuovamente con la Palma d’oro al Festival di Cannes, sancendo un successo mondiale.
Tra critiche sociali e riflessioni storiche, i film di Ken Loach riescono a parlare agli spettatori meno abbienti, che si riconoscono nelle vicende e sono stimolati al pensiero critico sulle loro condizioni sociali.
Fonte immagine in evidenza: locandine ufficiali di “Kes” (Kestrel Films Ltd. e Woodfall Film Productions), “Il vento che accarezza l’erba” (BiM Distribuzione) e “Io, Daniel Blake” (Wild Bunch, The Criterion Collection).

