Kengan Ashura: uno dei migliori anime di combattimento Netflix

Kengan Ashura: uno dei migliori anime di combattimento Netflix

Kengan Ashura è, insieme a Baki, uno dei migliori anime di combattimento Netflix Original che puoi trovare sulla nota piattaforma di streaming. Uscito nel 2019, inizialmente venne molto criticato per l’uso principale dell’animazione 3D, tecnica in cui lo studio di animazione era molto esperto. Però, col tempo, i fan hanno saputo riapprezzare il prodotto grazie al fatto che quel tipo di animazione è perfetto per mettere in mostra il lato tecnico e pratico delle mosse di combattimento utilizzate nell’anime.

Andiamo a vedere cosa offre il prodotto, come è nato e del perché Netflix abbia deciso di prenderlo in carico.

Dettagli dell’opera Informazioni
Autore originale Yabako Sandrovich
Disegnatore manga Daromeon
Studio di animazione Larx Entertainment
Stagioni anime (Netflix) 2 (2019 e 2023)
Sequel manga Kengan Omega

La storia dietro il manga

Kengan Ashura: uno dei migliori anime di combattimento Netflix
Immagine del primo volume di Kengan Ashura

Tutto nasce dal manga scritto da Yabako Sandrovich e illustrato dal mangaka Daromeon. La prima parte del manga è stata serializzata dal 2012 al 2018, per poi ritornare a sorpresa nel 2019 col seguito denominato Kengan Omega, tutt’ora in corso.

Netflix, notando la grande popolarità che già un suo anime dello stesso genere aveva avuto, cioè Baki, decise così nel 2019 di puntare su un secondo anime con le stesse caratteristiche. Poiché la prima parte della trama di Kengan Ashura offriva già una base completa, cominciarono la produzione già un anno prima per una prima stagione di almeno 24 episodi. Ma, sorprendentemente, si dovettero aspettare ben 4 anni prima che uscisse la seconda stagione nel settembre del 2023, con 28 episodi complessivi.

Le due stagioni di Kengan Ashura su Netflix

https://www.youtube.com/watch?v=xWtQWLey68Q

La trama parte da una premessa semplicissima: le grandi aziende giapponesi non fanno riunioni d’affari per decidere chi vince un appalto, ma pagano dei lottatori per picchiarsi in un’arena segreta in un torneo di annientamento, e chi vince la competizione ha la possibilità di decidere del futuro di tutte le aziende perdenti.

Il protagonista è Ohma Tokita, un lottatore sconosciuto che viene assoldato da una grande azienda che poi rifila la sua gestione a un povero impiegato di mezza età senza esperienza nel settore dei combattimenti kengan, il signor Yamashita. La dinamica tra i due è interessante perché Yamashita è terrorizzato da tutto, mentre Ohma è una macchina da guerra pronta a sacrificare tutto pur di vincere. Il manga è disegnato in modo molto sporco e dettagliato, cosa che purtroppo si perde un po’ nell’adattamento, ma lo spirito del “torneo mortale” è rimasto intatto.

Netflix ha diviso la serie in due blocchi principali. La prima stagione del 2019 serve a presentare la prima parte del Torneo di Annientamento Kengan, dove vengono presentati tutti i lottatori. Ci sono tantissimi lottatori e ognuno ha uno stile di lotta diverso, come il karate, il wrestling, il jujitsu e alcune tecniche totalmente inventate. Invece la seconda stagione del 2023 entra nel vivo della competizione. Qui abbiamo i combattimenti più interessanti e meglio riusciti di tutto l’anime, che uniti a un comparto tecnico migliorato rispetto alla prima parte, offre una stagione di ottima qualità.

La cosa più bella riguardo questi scontri è che non si sa mai chi può vincere. In molti anime di combattimento il protagonista è quasi sempre colui che vince tutti gli incontri. Mentre qui Ohma fatica tantissimo e spesso i personaggi secondari hanno combattimenti più interessanti dei suoi.

Reparto sonoro e presentazione dei combattenti

Yasuharu Takanashi ha curato il reparto sonoro dell’opera, artista già famoso per aver lavorato a varie colonne musicali in Naruto e Fairy Tail, e ha preso parte al progetto insieme a molti altri artisti, dando ognuno il proprio contributo per le musiche di apertura di ogni combattimento. Un tocco di classe assoluto della serie è che ogni lottatore ha la sua Theme Song personale quando entra nell’arena, proprio come nel wrestling o nella MMA. Questo aiuta tantissimo a dare ulteriore personalità ai personaggi.

Takanashi è molto capace quando si tratta di mescolare strumenti tradizionali giapponesi con il rock pesante e il metal. In Kengan Ashura ha creato un sonoro che trasuda testosterone. Non usa solo la classica orchestra, ma con le chitarre distorte e i ritmi martellanti che seguono il tempo dei pugni, la sua musica riesce a farti salire l’adrenalina anche quando i personaggi sono fermi.

Lo studio Larx Entertainment e l’animazione in 3D

Parliamo ora dell’elefante nella stanza: l’animazione. Lo studio Larx Entertainment ha deciso di usare il 3D invece dei disegni classici a mano. All’inizio è un colpo nell’occhio, con i personaggi che in certi frame sembrano un po’ troppo rigidi quando camminano o parlano. Il tutto però ha un suo senso quando iniziano i combattimenti veri e propri.

In un anime tradizionale le scene di lotta sono spesso fatte di fermo immagine o linee di velocità. In Kengan, grazie al 3D, la telecamera gira attorno ai lottatori e si può vedere chiaramente che tipo di movimento del corpo attuano. Si vede ogni leva, ogni proiezione e ogni osso che si rompe da diverse angolazioni. Non è bellissimo da vedere esteticamente, ma rende i colpi molto più vicini alla realtà. Quindi, una volta superato lo shock iniziale dello stile 3D da videogioco, poi ci si abitua.

Lo studio dietro tutto questo non è famosissimo come la Toei o lo studio MAPPA. Inoltre, la loro specializzazione in un ibrido tra 3D e 2D non è spesso ben accettata dai fan degli anime. Ma il loro obiettivo era rendere la fisicità della lotta nel miglior modo possibile e dare priorità ai muscoli e ai movimenti tecnici rispetto alla bellezza dei volti. È una scelta onesta, preferendo una tecnica che erano già abituati ad usare.

Sul canale YouTube Scenics Fight, è possibile vedere delle rappresentazioni di alcuni combattimenti di Kengan Ashura replicati nella realtà da lottatori professionisti.

Dal finale di Kengan Ashura a Kengan Omega: cosa succede dopo?

Molti pensano che la storia finisca con il Torneo Kengan, ma in realtà quello era solo l’inizio. Il manga originale si è concluso con 27 volumi (236 capitoli), lasciando molti fan con il cuore a pezzi nel finale. Ma l’autore, Yabako Sandrovich, non aveva ancora finito di raccontare questo mondo.

Poco dopo la fine della prima serie è iniziato Kengan Omega, e la storia riprende due anni dopo gli eventi del torneo. All’inizio sembra quasi un reboot perché ci vengono presentati due nuovi protagonisti: Koga Narushima, un ragazzo che vuole entrare nel circuito Kengan a tutti i costi, e Gaoh Ryuki, un lottatore misterioso che assomiglia in modo inquietante a Ohma.

Perché guardarlo?

Kengan Ashura è brutale, veloce e non si perde in chiacchiere. La storia è un pretesto per vedere chi è il più forte, e anche se il 3D all’inizio fa storcere un po’ il naso, dopo un paio di episodi non ci si fa più caso. Non è un capolavoro di scrittura, ma come anime di combattimento puro, fa il suo dovere senza troppi giri di parole.

Fonte immagini: Wikipedia | Immagine in evidenza: Locandina pubblicitaria

Articolo aggiornato il: 25 Aprile 2026

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